“1917” VINCE IL GOLDEN GLOBE

Sam Mendes, è anche il miglior regista

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È “1917” di Sam Mendes il miglior film drammatico dei Golden Globe 2019. Al regista britannico, la giuria ha assegnato anche la statuetta per la miglior regia. Ma la cerimonia di premiazione non sarà ricordata per i premi assegnati. A suscitare clamore tra il pubblico e i media presenti all’Hilton hotel di Beverly Hills, è stato il discorso politicamente scorretto di Ricky Gervais. L’attore, sceneggiatore e regista inglese, non ha risparmiato nessuno durante la sua quinta conduzione del riconoscimento assegnato a film e programmi televisivi da una giuria di giornalisti del Hollywood Foreign Press Association. A scherzato su Leonardo di Caprio e le sue giovani partner, sull’altezza di Martin Scorsese, non risparmiando frecciate anche alle nuove case produttrici cinematografiche come Amazon, Disney e Apple paragonandole addirittura all’Isis: “Apple è entrata tra le grandi delle serie TV con un super-drama come Morning Show sull’importanza della dignità e di fare la cosa giusta…Prodotto da una società che sfrutta i lavoratori in Cina”. E poi, rivolgendosi ai colleghi, registi, sceneggiatori e produttori ha detto: “Se stasera venite a ritirare un premio, non usate questo palco per dichiarazioni inutili, perché non sapete nulla del mondo reale e non siete nella condizione di dare lezioni al pubblico”. Alla fine ha concluso con un allegorico “vaffa… a tutti”.

Un discorso dissacrante, molto apprezzato dal popolo del web che lo ha reso già virale. Joaquim Phoenix si è aggiudicato, prevedibilmente, il premio come migliore attore per la sua interpretazione di Jocker nell’omonimo film che si aggiudica anche il premio per la migliore colonna sonora composta dalla islandese, Hildur Guðnadóttir.

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“C’era una volta a… Hollywood” di Quentin Tarantino vince più premi di tutti: miglior film commedia o musical, miglior attore non protagonista, Brad Pitt e miglior sceneggiatura. Resta all’asciutto il super favorito Di Caprio, superato, nella categoria commedia o musical, dall’attore Taron Egerton che ha impersonato Elton John nella pellicola diretta da Dexter Fletcher, “Rocketman” che si aggiudica anche il premio per la miglior canzone originale, assegnato proprio a Elton John e Bernie Taupin.

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A Renée Zellweger, l’Hollywood Foreign Press Association ha assegnato, confermando le previsioni, il premio per la miglior attrice drammatica per “Judy”. Awkawfina vince nel campo della commedia con “The Farewell – Una bugia buona”.

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Premio alla carriera a Tom Hanks che ha ricevuto il Cecil B De Mille Award. Tra i film più attesi con un cast stellare, rimasti a secco di statuette, c’è “The IrishMan” di Martin Scorsese.

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Alla Netflix, produttrice anche della pellicola del regista italoamericano, nonostante le 34 candidature vanno solo due ‘Globe’: uno per il cinema a Olivia Colman, miglior attrice per “The Crown” e l’altro a Laura Dern (quinto Golden Globe per lei) come miglior attrice non protagonista nella serie “Storia di un matrimonio”. Per l’animazione, “Missing Link” ha superato i più quotati “Frozen II” e “Toy Story 4”.

(Filmato Washington Post su YouTube/photo courtesy Golden Globe Awards)

Umberto De Giosa

 

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