“IL SOGNO DEL GUERRIERO”: UN MURALES PER MIMMO LUCANO

Disposto il rinvio a giudizio per l’ex sindaco di Riace

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Il muro dell’Istituto Comprensivo Riace Monasterace ospita da qualche giorno uno straordinario ed innovativo dipinto. Si tratta de “Il Sogno del Guerriero”, un murales dell’artista peruviano Carlos Atoche ampio ben 60 metri quadrati, visibile anche dalla piazza centrale del borgo. L’impresa è stata promossa dal Comitato Riace Premio Nobel per la Pace e portata a termine grazie all’accoglienza di Riace e ai piccoli contributi donati attraverso l’appello pubblicato sulla pagina Facebook della Campagna.

L’opera raffigura un guerriero mitologico, simile nelle fattezze ai famosi bronzi conservati nella cittadina, che, rifacendosi alle gesta del sindaco Mimmo Lucano, esprime l’idea dell’accoglienza e del rispetto nei confronti dello straniero; una figura, questa, tipica della cultura greca antica. Allo stesso tempo, il combattente ama la sua gente e il suo paese, battendosi per non farlo cadere nell’abbandono.

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Il paese ha accolto con grande entusiasmo il nuovo murales: in molti si sono complimentati con Carlos, ribadendo il proprio messaggio di solidarietà nei confronti di Mimmo. Quest’ultimo, guardando la foto del murales, ha commentato: “La letteratura, la musica, l’arte sono espressioni della nostra anima, la bellezza della vita…la prima cosa che mi ha colpito quando ho visto la foto di questo murales è la luce. Mi sono immaginato che dalla piazza di Riace, dalla ringhiera dove tante volte mi sono appoggiato per guardare il mare, adesso gli occhi andranno ad incrociare questo spazio dove c’è l’anima di qualcuno che ha concepito questa cosa. Ho pensato a come emergesse questa figura che racconta la storia della nostra comunità, la figura della Magna Grecia, i bronzi di Riace. A Riace altri artisti hanno raccontato sui muri la loro idea di accoglienza e hanno ricordato figure importanti che hanno lottato per la pace, per i diritti umani come Peppino Impastato o le Madri di Plaza de Mayo. Credo che sia un’aspirazione di tutti gli esseri umani immaginare un mondo di pace, un mondo senza confini, senza barriere. L’attuale periodo ci mette tanta tristezza perché ci vogliono far passare come ideali esattamente le cose opposte: chiudere i porti, rafforzare i confini, mettere i fili spinati, alzare i muri…e invece io ho un’altra utopia, io vorrei che non esistessero i confini e neanche i passaporti, ma a cosa servono i passaporti?!? Ogni essere umano deve essere libero nel mondo, perché il mondo ha uno stesso cielo, uno stesso mare, una stessa terra per tutti. Ringrazio di cuore Carlos Atoche per questo murales, il suo dipinto ha donato bellezza e speranza alla nostra Riace”.

L’arte può esser uno slancio di utopia! - ha dichiarato infine - Tutti gli artisti che vogliono venire a Riace a lasciare ognuno un loro piccolo segno sono i benvenuti. Anche Wim Wenders mi ha promesso che tornerà e questa cosa mi riempie d’entusiasmo, sulle ali di una nuova Calabria…!”.

Proprio ieri, dopo sette ore di camera di consiglio, il gup di Locri Amalia Monteleone ha disposto il rinvio a giudizio per Lucano, su cui pesano le accuse di truffa e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il processo prenderà avvio il prossimo 11 giugno.

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Carlos Atoche, dal canto suo, ha raccontato in questi termini la sua breve ma intensa esperienza a Riace, dopo aver incontrato Mimmo Lucano a Caulonia: "Oggi torno a casa dopo essere stato a Riace per una settimana. Sono venuto fin qui per realizzare un murales a sostegno di Mimmo Lucano e del suo modello d’accoglienza. E’ stato duro constatare come dopo l’esilio di Mimmo e lo smantellamento del cosiddetto modello Riace, il paese è tornato come prima: strade e piazze semi deserte, case abbandonate ed i pochi rimasti, sono costretti poco a poco, ad emigrare per trovare lavoro in altri paesi più grandi.

Giorni fa, insieme alle persone che mi hanno accompagnato a Riace per questa operazione, ho avuto la fortuna di andare a trovare Mimmo: ci ha ricevuto a casa sua. Seduto vicino ad una stufa, in una stanza spoglia e circondato da persone a lui care, siamo rimasti a sentire i suoi racconti per diverse ore. Ho visto in lui una persona estremamente umile. Possiede la grinta di un ragazzino e l’innocenza di un bambino: i suoi occhi hanno lo sguardo di un sognatore. é evidente che questa vicenda dell’esilio lo ha portato un po’ giù, ma allo stesso tempo ci ha fatto capire che non mollerà, che il suo ideale è più forte di tutte le difficoltà, e che continuerà a lottare. Ci ha raccontato le sue esperienze in politica. Ma i racconti più interessanti sono stati gli aneddoti legati agli anni della sua gioventù, ancora prima di entrare in politica. Ho percepito in lui la luce dei grandi uomini, sono rimasto incantato con i suoi racconti: basta sentirlo parlare per abbracciare l’idea che una società più giusta è possibile. Questo incontro è stato per me una enorme lezione di vita. Abbiamo parlato tra le tante cose, di questa operazione artistica. Gli ho detto che la sua determinazione è stata di esempio per tutti noi. Ho spiegato che questo murales vuole far conoscere il suo nome e far conoscere ad altre persone, non solo in Italia ma in tutto il globo, il suo modello, la sua proposta di una nuova società più giusta. Ho visto il suo entusiasmo quando ha visto la foto del murales. Ha voluto raccontarci del suo recente incontro con Win Wenders.

Oggi lascio Riace con un sapore amaro in bocca, però con la consapevolezza che in tempi come questi, abbiamo bisogno di non mollare, di continuare a combattere con l’arma più poderosa che abbiamo: la bellezza."

Nicola D’Agostino

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