“Jeorge Mario Bergoglio. Una biografia intellettuale”

Presentato a Bari il nuovo volume di Massimo Borghesi

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Qual è la visione di chiesa di Papa Francesco? Davvero egli merita i dissensi che sui web tradizionalisti alimentano sistematicamente una sorta di “cyber guerra” sul suo operato? In un panorama letterario che ha impiegato interi volumi per spiegare il suo magistero, l’opera di Massimo Borghesi, docente di Filosofia morale all’Università di Perugia, espone con rigore scientifico ed esattezza di particolari il pensiero di Giovanni Paolo II partendo alla genesi fino alle concretizzazioni, considerate con superficialità, semplici e banali.

L’incontro con l’autore si è tenuto nella suggestiva aula magna dell’Ateneo barese, alla presenza del docente di diritto ecclesiastico e canonico Gaetano Dammacco e dell’Arcivescovo di Taranto monsignor Filippo Santoro. Ha moderato la presentazione del volume il docente di statistica Domenico Viola. In apertura dei lavori, il Magnifico Rettore Antonio Felice Uricchio ha salutato i relatori, rimarcando l’alta valenza dell’evento per l’Ateneo. “Questo libro rappresenta un percorso assolutamente nuovo - ha commentato Uricchio - Bergoglio viene molto spesso ripercorso attraverso biografie ma raramente si approfondisce il suo background culturale, cioè la profondità di pensiero che è alimentata dalla cultura, dalle letture e dall’impegno scientifico del Pontefice. Spesso la sua capacità di dialogare con gli ultimi della terra fa perdere di vista lo spessore della sua profonda cultura. Papa Francesco riesce a parlare a tutti proprio perché è sorretto da una cultura profonda e solida, innervata nei valori teologici”.

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Ed è proprio a questo aspetto che Massimo Borghesi ha dedicato la sua dettagliata analisi nel libro. Al Papa, venuto dall’altra parte del mondo, si rimprovera di non essere abbastanza occidentale, europeo e culturalmente preparato, ma il professore smonta la tesi.

cms_9415/1.jpgHo deciso di scrivere questo libro quando il livello degli attacchi contro Papa Francesco ha raggiunto livelli parossistici – ha commentato l’autore durante il suo intervento – nell’aprile del 2016, in concomitanza della pubblicazione del testo Amoris Laetitia (esortazione apostolicasull’amore nella famiglia, NdR) si scatenarono i detrattori di Francesco. Le accuse gravi di eresia rivolte al Papa raggiunsero un livello che nella Chiesa contemporanea non credo abbiano mai toccato, un vero e proprio delirio ecclesiastico. Quando Papa Benedetto, esaurito nelle forze, ha dato le dimissioni nel 2013, non dimentichiamo che la chiesa era sull’orlo del baratro in quanto rischiava di avere la condanna dall’ONU per la questione della pedofilia dei preti. L’avvento di Papa Francesco ha cambiato l’immagine della chiesa da un giorno all’altro, salvandola da una sorta di gogna mondiale. Questo elemento, che doveva essere di merito per il Papa, si è trasformato in un titolo di demerito agli occhi dei critici; l’assurda logica è che se Bergoglio riceve tanti consensi evidentemente si è venduto. L’amore della gente verso il Papa diventa la sua condanna di mondanizzazione. Ci sono blog perennemente attivi - che sono più potenti negli Stati Uniti, ma che esistono anche in Europa - gestiti sempre dagli stessi personaggi che cambiano nome moltiplicandosi.

Il mondo cattolico, dopo una serie di eventi, si è progressivamente ritratto in se stesso nella sua fortezza assediata, richiudendosi in una situazione preconciliare. E’ come se si fosse tornati alla dialettica chiesa-mondo come scontro frontale. Tutto questo ha generato il ritorno anticonciliare, dove per concilio intendo appunto la capacità della Chiesa di uscire dalla fortezza e il coraggio di incontrare il mondo a viso aperto, intraprendendo un percorso di dialogo e confronto. Tutto questo pensare vede nel Papa un avversario, un ambiguo aperturista, uno che si rifiuta di demonizzare la realtà come pure si rifiuta di demonizzare l’Islam, per esempio, ma anche qualsiasi altra cosa. Tutto questo è sfociato dalla critica all’odio”.

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Profonda l’analisi del Professor Dammacco, che nel suo intervento, in qualità di giurista, ha sottolineato: “Il profilo che viene fuori da questo libro è quello di un grande umanista. Il volume è costruito su fonti certe e, poiché obiettivo del lavoro è confutare le critiche mosse contro il Papa, leggere la figura del Papa attingendo alle fonti, contrariamente a quanto fanno i detrattori, è un elemento molto importante. Dal punto di vista del metodo questo è davvero illuminante. Ma, al di là della mera confutazione dei detrattori, il vero obiettivo del libro è capire come evolve il pensiero di Francesco: da qui il sottotitolo del libro, ‘Una biografia intellettuale’”. “Papa Francesco si può definire umanista – ha proseguito il docente di diritto ecclesiastico e canonico – in quanto raccoglie in sé la dimensione di teologo, di pastore, di filosofo, laddove per filosofia si intende la strada che porta alla verità, pur stimolando nell’individuo il desiderio del mistero”.

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Papa Francesco, fin dai primi giorni di pontificato, ha mostrato la volontà di rappresentare una Chiesa senza autoreferenzialità, povera, vicina ai poveri e agli ultimi, con preti pastori con “l’odore della pecora addosso”. Con la cifra comune della semplicità che contraddistingue Papa Bergoglio, il professor Borghesi ha saputo raccontare il pensiero mistico e filosofico di un grande Papa, rendendolo fruibile a tutti. Leggere “Jorge Mario Bergoglio. Una biografia intellettuale” è come fare un tuffo nella cultura, nell’etica, nella filosofia e nell’umanità, ritrovando quella sana spiritualità che rende le nostre singole esperienze di vita percorsi di vita rigeneranti.

Maria Cristina Negro

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