"Pensare a popoli più che ai capitali", l’appello del Papa

Autonomia, Armao: "Fa bene a Italia se ci sono correttivi" - Mascalzone Latino vince la 35esima edizione della Primo Cup

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"Pensare a popoli più che ai capitali", l’appello del Papa

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(Enzo Bonaiuto) - "Lavorare pensando ai popoli e alle persone più che ai capitali e agli interessi economici". E’ l’indicazione che Papa Francesco dà nel videomessaggio inviato ai partecipanti del World Government Summit di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, che si tiene da oggi a martedì, dedicato alle sfide della politica, allo sviluppo dell’economia, alla tutela dell’ambiente e all’impiego delle tecnologie.

Per il Pontefice, "la domanda alla base delle riflessioni non sia tanto ’quali sono le migliori opportunità da sfruttare?’ ma ’quale tipo di mondo vogliamo costruire insieme?’. E’ una domanda che non guarda all’immediato domani, ma all’avvenire, alla responsabilità che grava su di noi: trasmettere questo nostro mondo a chi verrà dopo di noi, preservandolo dal degrado ambientale e prima ancora morale". In realtà, osserva, "non si può parlare di sviluppo sostenibile senza solidarietà: il bene, se non è comune, non è veramente bene. Forse, mai come ora il pensare e l’agire richiedono dialogo vero con l’altro, perché senza l’altro non c’è futuro per me".

Il Papa ricorda il suo recente viaggio apostolico negli Emirati Arabi, "Paese moderno che guarda al futuro senza dimenticare le radici e dove si cerca di trasformare in fatti e iniziative concrete le parole tolleranza, fratellanza, rispetto reciproco, libertà". E sottolinea: "Tanti deserti nel mondo possono fiorire, come qui nel deserto... ma solo se cresciamo insieme, l’uno a fianco dell’altro, con apertura e rispetto, disponibili a farci carico dei problemi di tutti, che nel villaggio globale sono i problemi di ciascuno".

Autonomia, Armao: "Fa bene a Italia se ci sono correttivi"

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(Rossana Lo Castro) - "Un federalismo più avanzato non può che far bene all’Italia". A sventolare la bandiera del regionalismo questa volta non è un amministratore leghista del Nord, ma il sicilianissimo Gaetano Armao, vicepresidente della Regione, recentemente eletto, all’unanimità, presidente dell’Intergruppo regionale per l’insularità, istituito presso il Comitato europeo delle Regioni, a Bruxelles. Nei giorni caldi del dibattito sull’autonomia differenziata per tre regioni del Nord (Veneto, Lombardia, Emilia Romagna), una partita che soprattutto la Lega vuole chiudere in tempi brevi, il numero due di Palazzo d’Orleans si schiera dalla parte del ’sì’. Ad alcune condizioni, però. Perché, è il ragionamento di Armao, il federalismo sia "equilibrato" e non "aggravi un divario vergognoso che da 160 anni divide il Paese", deve accompagnarsi ad alcuni correttivi.

"Se vogliamo rendere coeso e ancora più competitivo il Paese - dice all’Adnkronos - dobbiamo spingere verso un federalismo che rafforzi i territori e, nel contempo, introduca meccanismi di perequazione altrimenti il Paese si spacca". Misure già previste nell’ordinamento. "Bisogna solo applicare le norme esistenti, la legge 42 del 2009 sul federalismo fiscale che porta il nome di Calderoli" avverte l’assessore regionale all’Economia, docente di Contabilità pubblica all’Università di Palermo. Perché le "due gambe" del federalismo sono la perequazione fiscale, ossia "meccanismi che consentono di riequilibrare le differenze" tra Nord e Sud del Paese, che "dieci anni di politiche di austerità hanno accentuato", e la perequazione infrastrutturale "in senso ampio, che vuol dire colmare il divario non solo economico tra le diverse aree del Paese". Insomma "perequazione fiscale e infrastrutturale sono le due gambe del federalismo che altrimenti non può camminare".

Ecco allora la condizione indispensabile per il vice presidente della Regione siciliana: i meccanismi perequativi. "Noi non chiediamo di bloccare un processo perché come siciliani abbiamo l’autonomia nel Dna - spiega -. Al contrario, diciamo che il federalismo va fatto, ma perché sia equilibrato deve accompagnarsi a misure di riequilibrio, al riconoscimento del tema dell’insularità che è cruciale e dell’autonomia finanziaria della Sicilia che significa applicazione degli articoli 36, 37 e 38 dello Statuto siciliano". In caso contrario, "se tutto questo non cammina insieme", allora si creano i presupposti per "un’alterazione profonda del vincolo costituzionale di solidarietà nazionale".

E così in ’un’alleanza’ che non ti aspetti, superando i vecchi stereotipi di un Sud contrapposto al Nord, il vice presidente della Regione siciliana si schiera dalla parte del governatore Luca Zaia e del presidente del Consiglio regionale del Veneto Roberto Ciambetti. "Ben venga l’appello alla responsabilità di chi gestisce l’autonomia - dice Armao -. Purtroppo in passato la dignità della nostra autonomia è stata lesa con un spreco irresponsabile di risorse". Invece, quello del federalismo è "un tema su cui occorre confrontarsi, che va approfondito senza pregiudizi e paure, avendo chiara l’idea di dove si va e quali meccanismi servano per rendere coeso il Paese". Anche perché "le istanze indipendentiste del Nord mi sembrano ampiamente sopite".

Quello che manca, invece, per l’assessore regionale all’Economia è una riflessione sul tema del regionalismo differenziato che "entri nel merito, abbandonando vecchi slogan". Una riflessione che riconquisti spazio anche sui media. "Il tema delle migrazioni è importantissimo, cruciale, epocale ma è paradossale che sia diventato l’oggetto del dibattito continuativo dell’ultimo anno. Se dobbiamo riformare questo Stato per renderlo più competitivo il federalismo è un passaggio essenziale". A patto, però, che in campo ci siano anche meccanismi correttivi, "indispensabili per superare un divario dentro il Paese lungo 160 anni, il più grande fallimento dello Stato unitario".

Mascalzone Latino vince la 35esima edizione della Primo Cup

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Vincenzo Onorato ha vinto la a 35esima edizione della Primo Cup – Trophée Credit Suisse al timone della Smeralda 888. In una domenica dove il sole della Costa Azzurra si è fatto invidiare dalle varie regioni del Nord Italia, colpite da un’ondata di maltempo, Onorato ha fatto la sua parte, facendo brillare anche il rinnovato scafo della Smeralda 888. Si tratta di un soddisfacente ritorno al timone di questa classe, un po’ "trascurata" negli ultimi anni nonostante avesse dato al team delle belle soddisfazioni sin dal suo debutto, vittorioso, in occasione della Coppa Europa Smeralda 888 di Porto Cervo nell’estate del 2008.

Nel classico evento di metà inverno, che da tanti anni lo Yacht Club de Monaco promuove come apripista internazionale per tanti calendari di monotipi del Mediterraneo, Vincenzo Onorato aveva già trionfato, così come anche suo figlio Achille: entrambi, anche nel 2019, porteranno quindi ancora più orgogliosamente i colori del club monegasco sui campi di regata più prestigiosi del mondo della vela. Tre i giorni di regate, sette le prove disputate, con una prima e un’ultima giornata più intense e un sabato meno interessante, con una prova completata. Alto il livello degli equipaggi: ne è prova una classifica cortissima che si è risolta a favore di Mascalzone Latino solo nell’ultimissima regata. In questa serie, che andrà negli annali del team, i Mascalzoni hanno ottenuto tre primi, due secondi e un quinto. Un sesto posto è stato il peggior risultato, in seguito scartato. Risultati di rilievo, che gli hanno consentito di precedere di quattro punti Vamos Mi Amor del Principe Charles di Borbone e di cinque Beda di Sukhotin.

Al fianco di Vincenzo Onorato hanno regatato Branko Brcin come tattico, Flavio Favini alla randa, Stefano Ciampalini alle scotte e Matteo Savelli a prua. Dal gommone l’insostituibile Matteo Savelli. Branko Brcin, tattico di Mascalzone Latino, ha così commentato: "Per me è stata una delle primissime occasioni con lo Smeralda 888. È stata un’esperienza divertente, un tornare alle origini con barche, se vogliamo, un po’ vecchio stile, con il tangone. In pratica una tipologia con la quale più del 50% di questo equipaggio ha cominciato. Regatare con un super equipaggio, con i quali avevo navigato altre volte in passato, è stato sicuramente propedeutico in vista della stagione Melges 32. Abbiamo fatto qualche errore, ma evidentemente meno degli altri, anche se sino all’ultima prova erano quattro i team che avrebbero potuto aggiudicarsi il Trofeo".

Flavio Favini, randista e Mascalzone di lunga data: "È stata indubbiamente una bella settimana di regate, con ariette per lo più leggere, come è lecito aspettarsi da queste parti. Ieri abbiamo regatato un po’ al limite, ma le altre sei frazioni erano in condizioni più che decorose. Per questo abbiamo visto regate molto combattute, con tanti risultati su e giù e un finale incerto fino all’ultimo. Possiamo ritenerci molto soddisfatti di come abbiamo navigato e dobbiamo ringraziare ’Manolo’ e Daniele Fiaschi per averci preparato la barca molto bene. Per me questa barca ha un sapore speciale". "Era tanti anni che non ci navigavo, praticamente dall’inizio della sua storia. Ne ho un gran bel ricordo insieme ad un altro Mascalzone, tal Luigi Carpaneda: nel 1992 con una ’smeraldina’ abbiamo fatto la Sardinia Cup, vincendo prima la selezione per presentare la squadra italiana e poi anche conquistato l’evento a squadre", conclude Favini.

Redazione

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