"Pronti a sforare il 3%"

Approvata legge contro voto di scambio - Assegno divorzio, ok da Camera - Sblocca-cantieri, l’allarme di Cantone - Conad compra Auchan

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"Pronti a sforare il 3%"

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Sforare il 3% deficit/Pil? "E’ una cosa che si deve fare, non che si può fare". Parola di Matteo Salvini, che a ’Porta a Porta’ torna sulla questione dello sforamento dei parametri europei sui conti pubblici. "Il limite del 3% è l’ultima delle mie preoccupazioni", dice il ministro dell’Interno.

Parole arrivate dopo che lo spread con i titoli tedeschi ha fatto registrare un aumento spingendosi in quota 281,2 punti base, +1,85% rispetto al dato precedente. Ma il ministro dell’Interno, già in mattinata aveva annunciato che ’’fino a che nel nostro Paese la disoccupazione non sarà dimezzata, fino a che non arriveremo al 5%, spenderemo tutto quello che dovremo spendere’’, per poi aggiungere: ’’se servirà infrangere alcuni limiti del 3%, del 130-140%, noi tiriamo dritti. E se qualcuno a Bruxelles si lamenta, ce ne faremo una ragione’’.

La reazione di Luigi Di Maio non è tardata ad arrivare: "Mi sembra abbastanza irresponsabile far aumentare lo spread, come sta accadendo in queste ore, parlando dello sforamento del rapporto debito-Pil, che è ancor più preoccupante dello sforamento deficit-Pil". Senza mai nominarlo, il leader pentastellato ha quindi dedicato un’altra stilettata all’alleato di governo. "Questo è un Paese che ha 300 miliardi di evasione fiscale - ha scandito il vicepremier - che ha grandi evasori da cui poter recuperare un sacco di risorse... Prima di spararle sul debito-Pil mettiamoci a tagliare quello che non è stato tagliato in questi anni di spese nutili", recuperare "dalla grande evasione" e intervenire "con la spending review da un punto di vista strutturale anche degli enti locali e di altri sprechi della politica".

Poi, parlando a ’Di Martedì’, su La7, il capo politico dei 5Stelle ha aggiunto: "Io penso che piuttosto che annunciare lo sforamento del 3 per cento bisogna stabilire un metodo di lavoro. Si può anche parlare del 3 per cento ma sapere come arriviamo a quel punto. Bisogna contrastare gli sprechi ma sempre con un dialogo con la Commissione europea, senno ricominciamo quello che e’ successo a dicembre. Lo so io, lo sa lui, lo sanno tutti".

Approvata legge contro voto di scambio

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Il Senato ha approvato il ddl contro il voto di scambio politico-mafioso, con 157 voti a favore, 81 voti contrari e 2 astenuti. Avendo recepito in le modifiche apportate dalla Camera, il provvedimento è legge.

Assegno divorzio, ok da Camera

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L’aula della della Camera ha approvato la proposta di legge di riforma dell’assegno divorzile. Nessun voto contrario, 386 i voti favorevoli e 19 gli astenuti.

’’Soddisfazione’’ è stata espressa dal sottosegretario alla Giustizia, Jacopo Morrone, per l’approvazione della proposta di legge. "L’obiettivo è quello di aggiornare e migliorare questa materia rispetto a una realtà sociale certamente mutata nel corso degli anni, - spiega Morrone - arrivando a un intervento normativo che superi la ’visione patrimonialistica del matrimonio’ quale sistemazione definitiva. Non è infatti da ritenere più attuale il riferimento al tenore di vita goduto durante il matrimonio come parametro per la determinazione dell’assegno in esame".

"Le modifiche -prosegue- che intervengono sull’art. 5 della legge in materia di ’divorzio’ (898/1970), stabiliscono che, con la sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, il tribunale possa disporre l’attribuzione di un assegno a favore di un coniuge tenuto conto di determinate circostanze".

E le circostanze, ricorda, sono: "La durata del matrimonio; le condizioni personali e economiche in cui i coniugi vengono a trovarsi dopo lo scioglimento del matrimonio; l’età e lo stato di salute del soggetto richiedente; il contributo personale e economico dato da ciascun coniuge alla conduzione famigliare e alla formazione del patrimonio di ognuno o di quello comune; il patrimonio e il reddito netto di entrambi; la ridotta capacità reddituale dovuta a ragioni oggettive, anche in considerazione della mancanza di un’adeguata formazione professionale o di esperienza lavorativa, quale conseguenza dell’adempimento dei doveri coniugali nel corso della vita matrimoniale".

E ancora: "L’impegno di cura di figli comuni minori, disabili o comunque non economicamente indipendenti. Un’altra novità riguarda la possibile temporaneità dell’attribuzione, in caso di difficoltà economiche transitorie. Si stabilisce, inoltre, che l’assegno non è dovuto, non solo in caso di nuove nozze, ma anche in caso di unione civile con altra persona o di stabile convivenza del richiedente, anche non registrata’’.

Sblocca-cantieri, l’allarme di Cantone

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"Nel provvedimento ’sblocca-cantieri’ ci sono vari aspetti problematici, nella norma che semplifica gli affidamenti sotto i 200.000 euro, pericolosa perché questi affidamenti sono numerosissimi soprattutto negli enti locali". E’ quanto avverteRaffaele Cantone presidente dell’Anac che a SkyTg24 rincara: "Ci sono norme preoccupanti che riportano il ripristino dell’appalto integrato, un sistema che ha dimostrato di funzionare molto male. Ci sono norme che consentono eccessive deroghe per i commissari di Governo che sono nominati con un criterio che non individua con chiarezza quali sono le opere".

Inoltre, "c’è anche la norma sui subappalti che ha una serie di rischi collegati all’infiltrazione mafiosa, ma è anche un norma pericolosa sul piano della qualità delle opere, perché i subappaltatori operano in regime di ulteriore risparmio. Il decreto ’sblocca-cantieri’ prevede come regola il prezzo più basso. L’idea è che più che al far bene si pensa al fare comunque", commenta. Per Cantone, "il grande sblocco delle opere riguarda le opere sotto i 200.000 euro, perché per tutte le opere per cui prima si potevano fare procedure semplificate fino a un milione di euro adesso bisogna fare procedure aperte. Fino a 200.000 euro mani libere, oltre procedure iper-garantite. Non mi sembra un’idea che possa sbloccare veramente i cantieri".

"Le critiche - prosegue Cantone - non devono essere viste come una dato negativo ma semplicemente come un dato costruttivo, in cui qualcuno che ha una competenza può dare indicazioni. Per lo ’sblocca-cantieri’ il Parlamento non ha ritenuto opportuno sentirmi: noi faremo comunque uno studio sul provvedimento che metteremo a disposizione"..

"Sentirmi è una scelta del Parlamento e del Governo, questo non è avvenuto. Non fa nulla, vuol dire che non riterranno particolarmente utili le cose che ho da dire - commenta ancoraCantone - I miei rapporti personali di tipo istituzionale con i componenti del Governo sono formalmente buoni. Per la prima volta si è verificata questa situazione che mi auguro sia stato un incidente dovuto alla fretta".

Aggiunge però: "Ho l’impressione che nei confronti dell’Anac ci sia un po’ di prevenzione; però da parte di qualcuno, non credo ci sia una prevenzione da parte di tutti. In certi momenti - confessa- sento un clima di freddezza, ma non lo considero generalizzato. Ma forse sono troppo interessato, per avere il termometro preciso della situazione".

Conad compra Auchan

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Conad compra Auchan Italia. Il gruppo della grande distribuzione ha chiuso oggi un accordo con Auchan Retail per l’acquisizione della quasi totalità delle attività di Auchan Retail Italia. "Entra in Conad una parte importante dei circa 1.600 punti vendita di Auchan Retail Italia: ipermercati, supermercati, negozi di prossimità con i marchi Auchan e Simply, disposti sul territorio italiano - spiega una nota - in modo complementare alla rete Conad". "Siamo soddisfatti di aver acquisito e riportato nelle mani di imprenditori italiani una rete di distribuzione di grande valore, che sta attraversando un periodo di difficoltà ma che ha grandi potenzialità ed è complementare a quella di Conad". E’ quanto afferma Francesco Pugliese, amministratore delegato di Conad. "Oggi nasce una grande impresa italiana, che porterà valore alle aziende e ai consumatori italiani" sottolinea ancora.

Con l’acquisizione delle attività di Auchan in Italia, Conad diventerà leader di mercato. Al momento è il secondo ’retailer’ per grandezza nel Paese con una quota di mercato pari al 13% circa: dopo la transizione, la sua quota di mercato salirà al 19% circa. Il perfezionamento dell’operazione è atteso entro il secondo semestre del 2019 e solo dopo l’approvazione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in Italia. Da quel momento, Auchan uscirà completamente dal mercato italiano.

Le negoziazioni tra i due gruppi, si apprende, sono iniziate diversi mesi fa e sono state seguite da un memorandum e da un’intensa due diligence che ha portato all’accordo. Secondo quanto si apprende da fonti vicine al dossier, Conad acquisirà le attività retail italiane di Auchan per poco meno di un miliardo di euro. La decisione da parte di Auchan, che si è affidata a Crédit Agricole Corporate & Investment Bank come unico advisor, è stata presa per le difficoltà di arrivare a un vero turn around in un mercato impegnativo come quello italiano.

Il gruppo che nascerà dall’operazione avrà un giro d’affari da circa 17 miliardi di euro: Auchan Retail Italia è infatti il quinto operatore della gdo in Italia, con una quota di mercato del 6% e un giro d’affari di 3,7 miliardi di euro nel 2018. I suoi dipendenti sono 18mila. Conad, nel 2018, ha generato ricavi per 13,4 miliardi di euro, in circa 3.300 negozi. Nell’accordo, non sono compresi i supermercati gestiti da Auchan Retail in Sicilia e i drugstore Lillapois. L’acquisizione sarà condotta da Conad con il supporto di Wrm Group, società specializzata nel real estate commerciale. Per gli aspetti legali e finanziari, gli acquirenti sono stati assistiti da PwC tls Avvocati e Commercialisti e da PwC Advisory.

Redazione

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