ADDIO ALLA REGINA DEL TRICOT

SONIA RYKIEL LA STILISTA CHE INVENTO’ IL CONCETTO DI DEMODE’

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Io scorso venticinque agosto si è spenta all’età di ottantasei anni la stilista francese Sonia Rykiel, alle giovanissime questo nome potrà non dire molto, ma è stata una stilista importante nella storie e nell’evoluzione della moda, soprattutto negli anni settanta, quando ha accompagnato le donne e la loro emancipazione, che in Francia all’epoca era fortissima. Anche grazie alle sue innovative intuizioni di concepire la moda e nello specifico la maglieria, che divenne trendy, ma comoda, elegante, ma colorata. Da molti infatti è considerata la signora della maglia a righe coloratissime. Il presidente della Repubblica Francese Francois Hollande appena appreso della sua morte ha dichiarato: “ era una donna libera, una pioniera che ha saputo tracciare il suo percorso. Non ha inventato solo una moda, ma un atteggiamento nuovo delle donne nei confronti della vita, donando loro libertà di movimento”.

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Inizia a lavorare a diciassette anni come vetrinista presso un atelier parigino, ma è nel 1962, quando rimane incinta e non trovando abiti belli e comodi, anche se si ha il pancione, decise di disegnarseli e crearseli da sola…e da allora non ha più smesso. Il capo che la porterà al successo sarà una maglia a righe coloratissime che la famosa rivista Elle decise di mettere in copertina consacrando la Rykiel come stilista affermata, anche l’attrice Audrey Hepburn li adorava e li indossò in moltissime occasioni. Dopo arrivarono, sempre clienti fedeli e devote, anche Catherine Deneuve e Lauren Bacall.

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La sua peculiarità erano le righe e i colori, il suo tessuto preferito rimase per sempre la maglia, fu la prima a proporre abiti in maglia, a renderla sottile, a proporre alle donne di indossarla sulla pelle nuda, sono le sue modelle, le prime a sfilare senza reggiseno, segno dei tempi e della liberazione delle donne da costrizioni e vincoli imposti dalla società bigotta e misogina dell’epoca. Negli anni (settanta) in cui gli stilisti proponevano una moda total look, una donna bon ton, Sonia Rykiel cambiò le carte in tavola pensando ad una donna eccentrica, ma che vuole essere comoda negli abiti che indossa, che sa mescolare alla perfezione maschile e femminile, indossando pantaloni dal taglio maschile allegramente accompagnati da maglie femminili tempestate di strass e ruches. La sua moda, a detta della stessa stilista, era per una donna della Rive Gauche anticonformista, intellettuale, allergica alle regole comuni.

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Fu nel 1978 che la Rykiel introdusse il concetto di demodè, la stilista sosteneva che ogni donna doveva creare il proprio stile e non lasciarsi condizionare dagli stilisti, è la donna che anima l’abito non il contrario ripeteva spesso. Invitava le donne a non essere fedeli ad un solo stile o stilista, ma a mescolarli tra loro, fu così che nacque l’idea di far sfilare le sue creazioni assieme a quelle di altri stilisti, lasciando gli addetti ai lavori e i semplici spettatori ignari di quali fossero i capi disegnati da lei e quali quelli degli altri stilisti. Si ribellò a tutte le regole della moda portando in passerella capi con cuciture a vista, pantaloni senza orlo, maglie che parlavano con le loro scritte cubitali, abiti in maglia anche per la gran sera.

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E’ stata la prima a inaugurare la stagione delle collaborazioni con i colossi del low cost che stavano prendendo sempre più piede, nel 2009 disegnò una linea di intimo per H&M che fu presentata al Grand Palais di Parigi dove ad aprire la sfilata furono un gruppo di oche, poi seguirono le modelle che arrivarono su grandi carri come quelli del carnevale. Le sue modelle non sono mai tristi o troppo magre, ma sorridenti e divertite come le donne pensate dalla stilista, le donne vere che ha incontrato ogni giorno per la strada.

E’ sempre lei, prima di tutti gli altri suoi colleghi, a creare una seconda linea più economica e distribuita nei grandi magazzini: Sonia by Sonia Rykiel. La Rykiel ha sempre adorato sfilate scenografiche di forte impatto visivo, odiava l’ordinario e lei stessa era una donna fuori dai canoni di bellezza classica, longilinea, spigolosa con un caschetto fulvo dalle linee geometriche, che non ha mai abbandonato come del resto le sue amatissime scarpe dal tacco vertiginoso. Non è stata solo una grande stilista, ma anche un’apprezzata scrittrice (ha pubblicato nove romanzi) dagli intellettuali del tempo tra cui il famoso Andy Warhol che volle a tutti i costi conoscerla, intervistarla e farle uno dei suoi famosi ritratti. Il suo brand è stato uno degli ultimi a cedere alle lusinghe di cedere il suo marchio a colossi del lusso o a facoltosi imprenditori arabi. Fu solo nel 2012, quando il Parkinson si era fatto aggressivo e invalidante, che la stilista ha ceduto l’ottanta per cento delle sue quote alla First Heritage Brands, società satellite del colosso del lusso cinese Fung Capital LTD. Ha voluto fortemente decidere lei lo stilista che avrebbe portato avanti il suo marchio, la scelta è ricaduta sulla designer Julie de Libran, da oggi in poi toccherà a lei, portare avanti i codici della moda di Sonia Rykiel, un mix perfetto tra androgino e femminile, per una donna moderna e spigliata, sempre indipendente e in controtendenza con il pensiero dominante. E come sempre, prima degli altri, ha lanciato una linea di sex toys venduta nelle sue boutique monomarca di Parigi, oltre agli “scontati” profumi, cosmetici ed accessori che portano il suo nome.

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Per chi come me ama profondamente la moda è un dovere ricordare figure importanti come la sua che hanno lasciato una traccia indelebile, che hanno portato a essere la moda e le donne quelle che sono oggi, perché le più giovani devono conoscere da quanto lontano e da quanta fatica arrivano cose che oggi possono sembrarci banali e scontate come una scritta su una t-shirt o un paio di pantaloni senz’orlo che oggi ci piace tanto indossare. La felpa con le cuciture a vista che tanto amiamo indossare ci arriva da una donna visionaria, sempre controcorrente, raffinata e vera amica delle donne come era Sonia Rykiel, una donna al servizio delle donne e non una stilista che impone la sua moda.

Come ho già fatto negli scorsi articoli termino con delle dritte per i vostri prossimi acquisti per la nuova stagione:

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Oversize: se dovete acquistare qualcosa che non sia mai della vostra taglia, ma almeno di una misura in più, tutto, quest’inverno, sarà rigorosamente over, dal cappotto alla felpa, dal piumino alla t-shirt.

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Pantaloni della tuta: avete letto bene, quest’inverno il must have per i pantaloni sarà quello della tuta, uno su tutti quello dell’Adidas con le bande laterali da abbinare a blazer o maglie sparkling e sandali dal tacco vertiginoso.

Restate collegate, ci saranno altri aggiornamenti su quello che ancora nessuno compra, ma che presto tutte vorranno avere nel proprio armadio…almeno tutte le fashion victim degne di questo nome!

T. Velvet

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