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L’alimentazione per il gatto domestico (seconda parte)

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Ogni gatto è unico, come le sue esigenze nutrizionali. Il cibo quotidiano dovrebbe contenere ben 41 micronutrienti essenziali che, non potendo essere prodotti nel corpo, sono indispensabili per lo svolgimento delle normali funzioni vitali. Una parte di questi micronutrienti deve provenire da fonti animali perché i gatti sono carnivori per natura. Una dieta vegetariana potrebbe causare problemi di malnutrizione. La dentatura, l’apparato digerente e il comportamento si sono evoluti in funzione dell’attività predatoria.

I nostri amici pelosi hanno bisogno di amminoacidi quali la taurina e l’arginina, di acido arachidonico e della vitamina A preformata.

Per rendere appetibile il mangime è fondamentale l’odore: le papille gustative sono di gran lunga inferiori (475) a quelle degli uomini (9000). I gatti sono molto sensibili ai sapori amari, ma non percepiscono quelli dolci. Importanti sono anche consistenza e forma, due fattori rilevanti quando si tratta di scegliere cosa mangiare. I croccantini sono proposti sul mercato con diverse forme e densità e anche il cibo umido viene offerto in diverse consistenze.

La principale differenza, a livello fisico, tra cibi umidi e secchi consiste nella quantità di liquido.

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I croccantini sono preparati cuocendo il cibo a pressione, essiccandolo ed aggiungendovi poi il grasso che lo rende appetibile e i conservanti che ne evitano la degenerazione .

Il cibo umido viene cotto, pastorizzato e sigillato in lattine o bustine e poiché è sottovuoto i conservanti non sono necessari.

I croccantini fanno esercitare di più le gengive e aiutano a ridurre i problemi dentali.

Un uso prevalente di cibo secco può aumentare il rischio di obesità in quanto è meno saziante dell’umido, per cui il gatto tende a mangiare di più. Inoltre è fondamentale scegliere prodotti di qualità: l’abuso di croccantini scadenti causa calcoli a reni e vescica. Il pelo diventa opaco, l’alito cattivo e i denti si rovinano. Il cibo secco è però più funzionale durante i mesi estivi perché con il caldo l’umido si deteriora facilmente.

Le scatolette hanno una quantità d’acqua dell’80%. Oltre la carne e il pesce che sono gli ingredienti principali, contengono cereali, verdure, sali minerali e vitamine. Di solito sono più appetibili dei croccantini, grazie anche alla varietà dei gusti in commercio.

Allora meglio l’umido o il secco?

Un’alternanza di umido e secco è la scelta più saggia per avvantaggiarsi dei pregi di ciascuno e offrire al nostro gatto una dieta sana e variata. In questo modo il nostro amico non si abituerà a un solo tipo di alimento e non diventerà poi di gusti difficili.

La temperatura del cibo deve essere preferibilmente tiepida perché il calore ne aumenta il profumo, rendendolo più appetibile.

In gravidanza e lattazione le gatte vanno alimentate con cibo per gattini al fine di fornire loro la quantità di proteine necessarie.

Anche gli animali malati o debilitati hanno un maggiore fabbisogno di proteine. I gatti con malattie renali necessitano di una dieta con tenore di proteine ridotto, ma con alto valore biologico per attenuare gli effetti negativi del metabolismo proteico sui reni. Esistono sostanze naturali come il mirtillo rosso che aiutano a proteggere le vie urinarie, ostacolando la colonizzazione batterica presente nei liquidi di scarto.

Un errore da evitare è dare al gatto cibo per cani. Non è la stessa cosa: i felini hanno bisogno di quantità maggiori di proteine e amminoacidi essenziali.

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Non somministriamo ai nostri gatti esclusivamente carne o pesce perché potremmo esporli a gravi carenze di calcio, danneggiandone lo scheletro.

Evitiamo il bianco d’uovo crudo perché contiene l’avidina, una sostanza che distrugge la biotina, una vitamina del gruppo B essenziale.

I gatti amano molto ingerire fili d’erba, cosa insolita per i carnivori, ma utile per indurre il vomito che aiuta ad espellere sostanze indigeribili.

La quasi totalità dei gatti domestici è sterilizzata. Ciò cambia abitudini di vita e metabolismo. Venendo meno gli istinti sessuali, il desiderio di scoprire e marcare il territorio, l’attività quotidiana si riduce, il metabolismo si abbassa e aumenta l’appetito. L’alimentazione per un gatto sterilizzato deve apportare una percentuale minore di grassi, ma non di proteine che porterebbe alla perdita di tonicità dei muscoli e non ad un reale dimagrimento.

In genere gli alimenti per gatti sterilizzati sono più ricchi di fibre vegetali, che esercitando l’effetto “spugna”, riducendo l’assorbimento dei grassi a livello intestinale.

Renata Are

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