ANIME IN MARE. E L’ITALIA GRIDA

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La situazione in mare è alquanto cupa e la colpa a primo acchito si scaglia su coloro che, come Caronte, traghettano anime disperate. Ma quante responsabilità, non fossero altre che d’anima, si nascondono dietro ogni migrante? È un peso che l’Occidente civilizzato porta, mentre guarda inerme ai corpi esanimi resi dalle acque. L’Europa guarda in silenzio. Finché c’è l’Italia che accoglie, requiem eterna.

cms_6231/2.jpgNessuno si chiede come mai debbano scappare dal proprio paese. Il problema apparente è sempre la guerra. Fatto più che giustificabile per quanto concerne certe zone della Terra. Il punto è che bisogna chiedersi cosa accade in certi luoghi. L’omertà si è affittata un luogo in ciascuno di noi. Basta accogliere per rimediare. Una cucita al doloroso taglio provocato da chi accumula soldi a non finire. Tuttavia capire prima di parlare è il galateo dell’intelligenza. Africa, luogo di meraviglie e di grandi potenzialità, adocchiata da molti, ma terra di pochi. Divisa e presa in prestito un po’ da tutto il mondo. Probabilmente la puttana di questo pianeta. Usata, calpestata, sfruttata e lasciata brancolare nel buio di sé stessa, ora nel mirino dell’espansione economica cinese. Nel frattempo c’è anche un Medioriente in costante agitazione. Cose inaudite accadono in Siria e non solo. I bambini muoiono con la stessa velocità con cui inviamo una mail. Con un’escalation di attacchi di violenza, trema pure l’America del Sud. Le notizie, quelle succose, però sfuggono. Nuovi poteri minacciano i meccanismi dell’Occidente. Inoltre il buono e giusto non è più dalla parte dei potenti. Coloro che sfruttano, si ritrovano ad aver torto. Si assiste ad un nuovo risveglio delle coscienze. Il mondo è in subbuglio. L’Europa, d’altro canto, è schiava di interessi interni mal gestiti. Non capisce che il mondo circostante influenza anche la spiaggia economica dell’Unione. Sistemare quel che avviene all’interno per poter affrontare ciò che accade fuori, è fondamentale.

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Darsi delle regole intelligenti di azione è il primo passo. Il secondo è ristabilire gli equilibri, eliminando gerarchie e sovrapposizioni. Il terzo di conseguenza, comporta un risanamento dell’economia. A questo proposito non è affatto un caso la scelta orientata di alcuni paesi europei verso presidenti esperti in tale ambito. Ormai è evidente che o si cammina insieme oppure ciascuno per conto proprio. Le vie di mezzo non tengono più. La stessa Germania comincia a sentire i colpi di una responsabilità che si porta sulle spalle da parecchio tempo. La regina d’Europa tentenna. L’Italia, invece, rappresenta il paese di gran cuore. Cosa che attribuisce onore e al contempo indebolisce. E’ la ragione che induce molti a lavarsi le mani riguardo a quello che accade. Alcuni paesi pensano che chiudere le frontiere sia la soluzione. Non capiscono che la chiusura comporta un aumento degli oneri per tutti. Ci vuol chiarezza su ogni fronte. Solo in un quadro di visione generale studiata e approfondita, è possibile massimizzare il raggio d’azione. In conclusione, non può esserci azione senza comprensione.

Alessia Gerletti

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