ARDEA/ROMA/TOURNAI

Le radici latine dell’Europa

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Tra il mondo mediterraneo ed il nord Europa c’è un antico legame che affonda le sue radici nella storia di Roma e nel mito latino di Ardea, l’antichissima città dei Rutuli che nell’Eneide di Virgilio era la patria del re Turno. L’antico legame corrisponde ad una interpretazione autentica del poema virgiliano che dopo la seconda guerra mondiale e la fine del colonialismo europeo è tornata di grande attualità nel mondo anglosassone come una riflessione sulla storia contemporanea del mondo occidentale.

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Un gruppo di abitanti di Ardea, nella primavera del 2015, sono stati invitati in Belgio nella città di TOURNAI che si trova a pochi chilometri dal confine con la Francia. Tournai è la più antica città in Belgio con due monumenti che l’Unesco ha dichiarato patrimonio dell’umanità: l’imponente cattedrale di Notre-Dame con i 5 campanili e la torre civica del Beffroi alta 72 metri con in cima un drago, l’arcano simbolo/guardiano della città.

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A Tournai, nel palazzo rinascimentale della Halle aux Draps sulla Grand Place, gli abitanti di Ardea presentarono una relazione sul tema delle antiche radici d’Europa illustrando “Les liens historiques entre Tournai et le Latium” in occasione della manifestazione TOURN/ITALIA organizzata, domenica 26 aprile 2015, dal locale Club di Conversazione Italiana animato da Jean Pierre Corongiu e Dominique Dogot. ARDEA e TOURNAI condividono nella loro storia locale/universale l’eroe che nell’Eneide di Virgilio è l’antagonista di Enea: TURNUS. La mitica e leggendaria presenza di Turno a Tournai (definita, anticamente, anche come “l’altra Roma”) fu la conseguenza di eventi storici locali che determinarono una drammatica scelta, da parte della comunità locale, tra la logica della FORZA (Enea, lo sradicato) ed il valore eterno ed universale della DIGNITA’ UMANA (Turno, l’indigeno).

Negli antichi manoscritti medievali di Tournai (Liber antiquitate urbis tornacensis) si racconta che quando Giulio Cesare, a capo delle legioni romane, invase la Gallia e giunse dove oggi c’è TOURNAI, per conquistare il luogo con la forza delle armi, gli abitanti si riunirono e decisero di resistere scegliendo un re che chiamarono TURNUS per ricordare, come un eroe ideale, il giovane re dei Rutuli di Ardea che si era opposto al mitico antenato di Giulio Cesare: Enea. A Giulio Cesare che voleva imporre, con la forza delle armi, il dominio di Roma nella loro terra, gli abitanti del luogo dissero: “Se tu sei il discendente di Enea che invase la terra dei Rutuli a capo di un esercito etrusco, noi siamo i discendenti di Turno e combatteremo fino alla fine per la nostra libertà”.

La storia racconta che la popolazione locale fu massacrata dalle forze armate dei Romani e solo in pochi riuscirono a sfuggire allo sterminio. I discendenti dei sopravvissuti, un secolo dopo, tornarono nella loro terra e fondarono una città che fu chiamata TURNACUS per onorare la memoria del re TURNO: TURNACUS oggi si chiama TOURNAI.

E’ straordinario che nel medioevo, in questa parte d’Europa dove c’è Tournai, ci fosse una comunità locale che fondava la sua memoria storica e la sua identità culturale su quella che è l’interpretazione autentica dell’Eneide di Virgilio, mentre ancora oggi in Italia si continua a perpetuare, attraverso il sistema scolastico (dalla scuola primaria fino all’università) la visione ideologica del poema virgiliano imposta dal regime fascista per giustificare il culto della romanità ed il destino imperiale di Roma con tutte le terribili conseguenze della seconda guerra mondiale.

Il mito latino di Ardea, grazie all’Eneide di Virgilio, si è diffuso, nel medioevo, da TOURNAI ad ARDRES (fondata nel luogo dove alcuni “Italici provenienti dalla città di Turno videro volare un airone cenerino” come racconta Lambert d’Ardres nella sua cronaca del XII secolo) fino alla bellissima città di TOURS (patrimonio dell’Unesco) che si vanta di custodire, nel suo castello sulla Loira, la tomba di TURNUS. Si può dire, in conclusione, che mettendo a confronto la storia e le leggende di TOURNAI, di ARDRES e di TOURS con i miti e le storie dell’antico Lazio (in particolare di Ardea e di Roma) è possibile riscoprire e riconoscere, da parte di ogni generazione, quei fondamentali valori della nostra umanità che Virgilio, nell’Eneide, ci presenta come un’epica lotta tra ENEA e TURNO.
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La figura di TURNUS, in Francia, continua ad essere un tema aperto di studio e di ricerca come modello ideale di condotta quando una comunità locale si oppone allo “sradicamento” e non accetta passivamente la perdita della sua identità territoriale e culturale.

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Lo sradicamento è di gran lunga la più pericolosa malattia delle società umane, perché si moltiplica da sola. Gente realmente sradicata non ha che due comportamenti possibili: o cadere in un’inerzia dellʼanima quasi pari alla morte (come la maggior parte degli schiavi dellʼImpero romano), o gettarsi in un’attività che tende sempre a sradicare, spesso con metodi violentissimi, coloro che non lo sono ancora o che lo sono solo in parte. Chi è sradicato sradica.” (Simon Weil).

Giosuè Auletta

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