A BARI PAPA FRANCESCO PREGA CON I VESCOVI DEL MEDITERRANEO

ANCHE SERGIO MATTARELLA IN PIAZZA PER LA PACE E LA LIBERTÀ DEL «MARE NOSTRUM»

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Con la celebrazione liturgica di Papa Francesco - tornato a Bari dopo l’incontro del 2018 insieme ai Capi di Chiese e Comunità cristiane del Medio Oriente – si chiude una cinque giorni (19-23 febbraio) di confronto e di dialogo tra 58 vescovi cattolici di 20 Paesi del Mediterraneo giunti nel capoluogo pugliese per partecipare all’incontro di riflessione e spiritualità dal titolo "Mediterraneo frontiera di pace", organizzato dalla Conferenza episcopale italiana.

Bari, dunque, terra di pace e città del dialogo, “terra del Santo Vescovo dell’Oriente la cui venerazione solca i mari e valica i confini tra le Chiesecome l’aveva definita Papa Francesco il 7 luglio 2018 - torna ad essere teatro di confronto per un altro evento di portata eccezionale.

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E la presenza a Bari del Santo Padre – impreziosita da quella del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella - diventa la testimonianza più concreta di un impegno reale tra le Chiese del Mare Nostrum – come veniva chiamato il Mediterraneo dagli antichi romani - decise a scendere in campo per arginare con proposte univoche e concrete le tante ingiustizie sociali e situazioni violente ancora presenti in diverse aree del Mediterraneo.

In sintonia con quanto discusso dai vescovi in queste giornate, Papa Francesco riprende, nel suo discorso, diverse tematiche importanti senza usare mezze misure, iniziando dalla valorizzazione dei semi della fraternità e della collegialità, tema riscoperto dai vescovi proprio dalla condivisione di conoscenze ed esperienze di questo incontro.

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Ma pone anche l’attenzione sulla scelta felice del luogo del meeting. Bari, «città dell’incontro e dell’accoglienza», è ideale per i legami che da sempre mantiene con il Medio Oriente, una città che - ricorda il Papa – aveva scelto personalmente anche in occasione dell’incontro, nel 2018, con i responsabili delle comunità cristiane del Medio Oriente. Tornando sul Mediterraneo, Papa Francesco ricorda come esso sia ancora strategico e come la «conformazione di questo mare obbliga i popoli e le culture che si affacciano ad una costante prossimità e a godere delle opportunità che questa regione offre, ma solo se si vive nella concordia».

Continuando, il Santo Padre ribadisce il ruolo strategico delle Chiese come testimonianza di unità e di pace in un quadro devastato da sofferenze, guerre, conflitti economici, religiosi e politici. E il Vangelo è la guida che spinge «ad agire come instancabili operatori di pace». “La guerra – ribadisce con fermezza il Papa – appare come il fallimento di ogni progetto umano e divino”. Ma come si può parlare di pace quando il senso della giustizia e gli interessi dei singoli sono sopraffatti dagli interessi economici?

Così Papa Francesco parlando del Mare Nostrum si sofferma sulla sofferenza di chi fugge dalla guerra in cerca di pace e di una vita più degna dell’uomo. Un fenomeno che, probabilmente, segnerà ancora in maniera preponderante il Mediterraneo nel futuro prossimo. Di qui l’invito agli Stati e alle Chiese a non farsi trovare impreparati e a riscoprire il valore dell’ospitalità, dell’accoglienza e del dialogo, temi già affrontati e condivisi anche dai vescovi nei giorni precedenti, in particolare dal cardinale Bassetti, presidente della Cei.

Il Santo Padre, tuttavia, al termine del discorso ai vescovi, si sofferma con forza sulla tutela delle minoranze e della libertà religiosa -ricordandocome tutti gli estremismiprivano l’essere umano della libertà religiosa - ma anche sull’urgenzae l’importanzadi un incontro tempestivo ed efficacetra le diverse fedi religiose.

cms_16266/4.jpgMa Papa Francesco regala altri momenti di riflessione anche durante l’omelia dove, prendendo spunto da un passo del Vangelo (Mt 5,39), indica la via della cristianità ribadendo il no alla violenza e aprendo al perdono esattamente come fece Gesù sulla croce, capace di perdonare i propri persecutori. Quindi, la strada da percorrere, la «novità e allo stesso tempo la differenza cristiana» consiste nell’amare - non solo da chi si è ricambiati - e perdonare i nemici proprio come afferma il Vangelo (Mt 5, 44). Non è facile e spesso è una politica perdente nella logica di questa società, ma «vincente agli occhi di Dio» - aggiunge il Papa - ricordando San Paolo (1 Cor 3, 18-19) il quale afferma che «la sapienza di questo mondo è stoltezza davanti a Dio».

Ma il Papa conclude la sua Omelia ricordando che, pur trattandosi di una strada che va controcorrente, in realtà è raggiungibile da tutti ed è l’unica strada che può portare alla vera cristianità.

cms_16266/5.jpgLa profezia di Giorgio La pira - ricordata anche quest’oggi dal Presidente della Cei, cardinale Bassetti - circa i dialoghi mediterranei, dunque, si sta avverando e sta iniziando a prendere forma grazie a questo primo incontro tenuto dai Vescovi del Mediterraneo in cui sono stati trattati temi rilevanti come la pace, i diritti umani, la dignità, l’emigrazione forzata, la povertà, le ingiustizie sociali, le sofferenze, le guerre, la libertà in tutte le sue forme e la sinodalità.

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Ed in questo cammino i vescovi non saranno soli. Papa Francesco era già con loro prima di iniziare questo meeting e lo ha confermato con il discorso fatto nella giornata conclusiva. Insomma, anche questa volta i fedeli avranno di che riflettere.

Rino Lorusso

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