A breve confronto su Sblocca-cantieri

Tumori, Grillo: "Più centri eccellenza Centro-Sud contro viaggi speranza" - ’Dibba’ al bivio - Vertice Lega-Fi-Fdi, candidati comuni alle amministrative - Stretta anti-furbetti nel M5S

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A breve confronto su Sblocca-cantieri

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Sarà quello sullo ’sblocca cantieri’ il primo tavolo di confronto che partirà a breve tra governo e sindacati. Lo riferiscono ad una voce sola i segretari generali di Cgil Cisl e Uil, Maurizio Landini, Anna Maria Furlan, Carmelo Barbagallo al termine dell’incontro con il vice premier Luigi di Maio. L’incontro si terrà a palazzo Chigi. La prossima settimana invece sarà la volta del round sul decreto di crescita e sviluppo annunciato ieri dall’esecutivo. Un calendario più preciso sarà comunque messo a punto domani. "Si apriranno a breve con le rappresentanze sindacali dei tavoli tecnici sul ddl crescita, sul ddl salario minimo e sullo sblocca cantieri" annuncia il ministero del Lavoro. L’emendamento sui rider, si legge nella nota, "rientrerà nel ddl del salario minimo".

Tumori, Grillo: "Più centri eccellenza Centro-Sud contro viaggi speranza"

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"Per la cura dei tumori ho in mente di creare delle reti nazionali, in modo tale da avere centri di eccellenza di diagnosi e cura dei tumori, dislocati su tutto il territorio nazionale, per evitare che vengano a concentrarsi sempre negli stessi territori e si rendano necessari i viaggi della speranza, che creano dei costi incredibili per i cittadini". A dirlo all’Adnkronos Salute il ministro della Salute, Giulia Grillo, oggi a Roma, a margine di una conferenza stampa sulla trasparenza dei prezzi dei farmaci. Grillo punta dunque a "creare dei centri di diagnosi e cura anche nel Centro-Sud Italia - assicura - per dislocare al meglio tutte le alte specialità legate all’oncologia, ma non solo, in modo da accogliere anche tutti i cittadini del meridione". Per Grillo, inoltre, "l’istituzione della Rete nazionale dei Registri dei tumori", per la quale si discute da oggi alla Camera un Ddl proposto dal Movimento 5 Stelle, "è per noi una grande battaglia, portata avanti già dalla scorsa legislatura, finalizzata a mettere a sistema tutte queste informazioni in maniera precisa, dettagliata e a livello nazionale. Diventerà un asset strategico sia per la prevenzione primaria che secondaria".

L’EX MINISTRO SALUTE, LORENZIN - "Dobbiamo lavorare perché finiscano i viaggi della speranza dal Sud al Nord del Paese per curarsi. Permettere a chi vive in Calabria di ricevere le cure oncologiche migliori a pochi chilometri da casa". A parlare all’Adnkronos Salute è l’ex ministro della Salute Beatrice Lorenzin, deputata di Civica Popolare, che commenta così la proposta del deputato M5S Francesco Sapia, della commissione Affari sociali della Camera, di creare nel centro dell’Italia una struttura d’eccellenza per la cura dei tumori. "Più centrale del Lazio non vedo dove possa nascere, ci sono centri di ricerca e cura dedicati ai tumori molto importanti", aggiunge Lorenzin. Poi, sul via libera definitivo oggi della Camera alla legge che istituisce la ’Rete nazionale dei registri dei tumori e dei sistemi di sorveglianza e del referto epidemiologico per il controllo sanitario della popolazione’, l’ex ministro della Salute precisa: "Non è certo merito dei M5S che non esistevano ancora quando abbiamo iniziato questo percorso. C’è chi ha fatto le linee guida sull’oncologia, se poi c’è una lentezza da parte delle Regioni nell’istituire i registri è un altro discorso. I ministri che si sono succeduti hanno sempre sollecitato le Regioni su questo". "E’ importante che ci sia la massima attenzione sui registri - conclude - perché sono strumenti in grado di aiutare nella valutazione epidemiologica e nella ricerca e analisi dei dati. In questo modo si può verificare l’attuazione dei piani terapeutici, dalla presa in carico dei pazienti alla loro cura".

CASTELLONE (M5S) - "La legge che istituisce la rete nazionale dei Registri tumori è fondamentale per la ricerca oncologica. Ci aiuterà a mappare e incrociare i dati tra patologie e territori per migliorare anche l’approccio terapeutico. Creare una rete - afferma all’Adnkronos Salute Maria Domenica Castellone, capogruppo M5S in Commissione Sanità del Senato, e prima firmataria del ddl - significa anche creare le condizioni affinché non ci siano differenze territoriali nella cura, nella diagnosi e nella terapia. L’istituzione di una rete nazionale dei registri tumori va anche e soprattutto in questa direzione. Non dovranno più esistere cittadini di serie A e di serie B". "La salute dei nostri cittadini non può essere pregiudicata dal fatto di nascere in determinate aree territoriali piuttosto che in altre", conclude.

’Dibba’ al bivio

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Un mese esatto di silenzio: l’ultimo post su Facebook risale al 13 febbraio scorso, la ferita della débacle in Abruzzo appena aperta e difficile da ricucire. Prosegue il silenzio sospetto e insolito di Alessandro Di Battista, il ’frontman’ del M5S che, riferiscono autorevoli fonti grilline, in questo mese di silenzio avrebbe addirittura messo in discussione la partecipazione alla campagna elettorale per le europee. Proprio lui che doveva tornare a solleticare la pancia del Movimento, arginando l’avanzata della Lega in vista delle elezioni del prossimo 26 maggio.

Nonostante le smentite di circostanza - "sto pensando a cose mie, il Movimento non c’entra niente" - si starebbe interrogando, il ’Dibba’, sulle mosse da compiere nei mesi a venire. Compresa la possibilità di rimettersi in viaggio, stavolta destinazione India e ’Il Fatto Quotidiano’ già pronto a pubblicare un suo reportage. Ma c’è anche chi, all’interno del Movimento, starebbe tentando di convincerlo a candidarsi per le europee: la famiglia della compagna Sarah, a Parigi - un’ora scarsa da Bruxelles - è un’altra variabile da mettere sul piatto.

Luigi Di Maio - è il ragionamento di chi vorrebbe Di Battista schierato in prima linea - potrebbe indicarlo come capolista, una scelta che compete al capo politico del Movimento. O addirittura, azzarda qualcuno, tributargli un posto a capo di tutte e 5 le circoscrizioni previste per le europee, anche se questo vorrebbe dire far saltare un altro dogma del M5S: quella per cui ci si candida solo nella propria circoscrizione di riferimento. Ma dai vertici grillini assicurano che la possibilità di un seggio all’europarlamento non è mai stata contemplata dal ’Dibba’.

Così come si getta acqua sul fuoco di presunte frizioni e dissidi con Di Maio. Che, ironia della sorte, a un mese esatto dal silenzio di Di Battista stasera sarà ospite di Di Martedì, la trasmissione che ha ospitato per l’ultima volta l’ex deputato romano, tra i volti più celebri del Movimento, il 12 febbraio scorso chiamato a ‘metter la faccia’ sulla cocente sconfitta dei 5 Stelle in Abruzzo.

I due, assicurano, dovrebbero vedersi presto, prestissimo, "questione di ore". Ma il silenzio di Di Battista ormai è diventato argomento di discussione tra gli stessi eletti, a Roma come a Bruxelles. Girano voci contrastanti, i rumors più disparati sul suo futuro all’interno del Movimento. Appare così sibillino il tweet postato nelle ultime ore dal padre Vittorio: "Proverbio romanesco. Vale ppiù la bbona riputazione che tutto er potere der monno".

Vertice Lega-Fi-Fdi, candidati comuni alle amministrative

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Alla fine il vertice del centrodestra c’è stato ma senza Silvio Berlusconi, rimasto ad Arcore. Matteo Salvini, Antonio Tajani e Giorgia Meloni si sono visti nell’appartamento riservato al ministro dell’Interno, in piazza Grazioli. "Si è tenuto oggi un incontro informale tra i rappresentanti della Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia per valutare le proposte, provenienti dai territori, in ordine alle candidature nei comuni capoluoghi di provincia dove si voterà in primavera" è quanto scritto in una nota, diffusa al termine dell’incontro. "Si è registrata una sostanziale volontà di indicare in tutti i capoluoghi, candidati comuni così come prospettato dai dirigenti dei partiti di centro-destra nelle città interessate".

Sarà il segno dei tempi. Cambiano i rapporti di forza, cambiano anche le location dei vertici tra i leader. Una volta, quando Forza Italia veleggiava a cifra doppia, tra il 20 e il 30%, i summit di centrodestra ’romani’ si tenevano a palazzo Grazioli, dove a fare gli onori di casa c’era Silvio Berlusconi. Ora, nell’era del governo gialloverde, il ’sorpasso’ della Lega sul partito del Cav il 4 marzo pesa, eccome. Sarà un caso, sarà sicuramente l’assenza del Cav (rimasto ad Arcore), ma la riunione di coalizione tra Fi Lega e Fdi si è tenuto nell’appartamento riservato al ministro dell’Interno nella capitale, che si trova, (anche questo sarà il segno del destino), in piazza Grazioli, ovvero a meno di venti metri dalla storica residenza a Roma di Berlusconi, al piano nobile di palazzo Grazioli. Giorgia Meloni, accompagnata da Ignazio La Russa, e il numero due di Forza Italia Antonio Tajani, presidente del Parlamento Ue, affiancato dalla senatrice Licia Ronzulli, da sempre emissaria di Fi presso il Carroccio salviniano, hanno varcato il portone dell’abitazione di Matteo Salvini’ per un incontro con all’ordine del giorno le liste delle prossime amministrative. Al termine dell’incontro bocche quasi cucite (La Russa si è limitato a un ’’clima ottimo, per un caffè tra amici’’) e una nota congiunta. La presidente di Fratelli d’Italia ha rinunciato alla registrazione della puntata di ’Otto e mezzo’ condotta da Lilli Gruber per partecipare al vertice.

Stretta anti-furbetti nel M5S

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(Antonio Atte) - Un nuovo conto corrente su cui versare i soldi delle restituzioni - questa volta sotto lo stretto controllo dei vertici del Movimento 5 Stelle - creato con l’obiettivo di scongiurare nuovi casi di ’furbetti’. Questa, apprende l’Adnkronos, la svolta adottata dai vertici del M5S. Il codice Iban del nuovo conto corrente, spiegano fonti 5 Stelle, sarà collegato al ’Comitato per le rendicontazioni e i rimborsi del Movimento 5 Stelle’ fondato ad agosto dal capo politico Luigi Di Maio e dai capigruppo grillini di Camera e Senato, Francesco D’Uva e Stefano Patuanelli.

L’organo era stato costituito con lo scopo di "curare attivamente l’organizzazione, l’amministrazione, il coordinamento, la disciplina, la rendicontazione e la gestione delle restituzioni degli stipendi e dei rimborsi" percepiti dai parlamentari del Movimento 5 Stelle.

E adesso la ’cassaforte’ stellata entrerà in funzione a pieno regime per raccogliere i soldi che gli eletti M5S si decurtano ogni mese dal proprio stipendio. Denaro che per il trimestre luglio, agosto e settembre i 5 Stelle hanno scelto di versare in un fondo della Protezione Civile a sostegno delle popolazioni colpite dalle alluvioni (a febbraio alla Camera si è tenuto il ’Restitution day’, che ha visto la partecipazione di Angelo Borrelli, numero uno della struttura che fa capo alla Presidenza del Consiglio).

Questa volta però Di Maio vuole tenere sotto controllo tutti i versamenti: da qui la scelta di creare un fondo ’intermedio’ gestito direttamente dai vertici M5S, con la possibilità di verificare direttamente eventuali ammanchi. Il caso dei ’furbetti del bonifico’ scoppiato l’anno scorso - con tutti gli strascichi della vicenda, vedi caso Sarti - rappresenta una ferita ancora aperta: per questo il Movimento vuole fare di tutto per evitare che si verifichi di nuovo un incidente simile.

Ma a chi saranno devoluti i soldi delle prossime restituzioni? Resta in piedi l’ipotesi di una consultazione online M5S per decidere sulle destinazioni di quel denaro. D’altronde, è stato lo stesso Di Maio a fine febbraio, in conferenza stampa alla Camera, a porre l’accento sulla necessità di chiamare in causa la base: "Gli attivisti - ha scandito il vicepremier - devono votare molto di più su Rousseau, non solo sulle decisioni del governo, ma anche ad esempio sulle restituzioni degli stipendi dei parlamentari e su come usarle".

Redazione

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