Academia Solenne celebra la figura dell’Eroe Nazionale Albanese Gjergj Kastriota Skenderbe

550 anni dalla sua scomparsa

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Nell’Anno giubilare di Skenderbe, Lobi Euro Atlantico Albanese nel Mondo rilancia “L’unione fa la forza” come univoca via verso il rafforzamento degli obiettivi degli albanesi nel mondo

Sabato 6 ottobre scorso si è tenuta a Lörrach, in Germania, una Academia solenne dedicata all’Eroe Nazionale albanese Gjergj Kastrioti Skenderbe, in occasione della sua scomparsa 550 anni fa e della dedica dell’anno in corso da parte del Governo albanese alla sua memoria. L’evento è stato ideato e pianificato dall’organizzazione Lobi Euro-Atlantico Albanese in Diaspora con sede principale a Lörrach e altre rappresentanze in Italia, Svizzera, Norvegia, Grecia, Belgio. Lobi Euro-Atlantico si presenta come un’organizzazione unica nel suo genere, che ha come obiettivo principale l’unità degli albanesi emigrati in qualunque parte del mondo, che siano provenienti dall’Albania, dal Kosovo, dal Montenegro o dal Sud Italia (gli Arberesh del 1945). Ciò fa sì che sia una delle prime organizzazioni a voler veicolare un messaggio costruttivo di speranza per tutti gli albanesi, con valori patriottici e una tendenza ad avvicinarsi reciprocamente, cosa che cercano di fare le tante associazioni culturali albanesi, dovunque si trovino. I rappresentanti della Lobi si distinguono per chiarezza, autodeterminazione e profonda conoscenza della questione albanese, perciò tendono di avvicinare persone che davvero hanno fatto e continuano a fare qualcosa per l’Albania: storici, giornalisti, attori, scrittori, umanisti e imprenditori che hanno tanto da raccontare e possono fare qualcosa per la patria e i loro connazionali sparsi nel mondo.

Questo è il messaggio comunicato il 6 ottobre negli spazi del Palazzo dello sport, dove si è tenuta la manifestazione “Academia solenne in ricordo di Skenderbe”. All’evento sono stati invitati non solo i rappresentanti delle rispettive sedi in Europa, ma anche figure istituzionali: dal Kosovo la Vice-Ministra per lo sviluppo regionale Dott.ssa Magbule Shkodra, da Montenegro il sindaco della città di Ulqini Dott. Loro Nrekiç, dalla valle di Presheva il rappresentante della comunità albanese Dott. Ragmi Mustafa e l’Ambasciatrice della Repubblica del Kosovo a Berna, Dott.ssa Nazare Breca.

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Dopo il discorso iniziale del Presidente della Lobi Euro Atlantico Albanese Shukri Ymeri e del Segretario Skender Musliu, tra i relatori si sono distinti lo storico Klodian Pasku da Milano, con il suo discorso “Skenderbeg: un intelligente stratega”, la studiosa Frida Vokopola con una parte degli studi della casa di studi albanologici sull’Albania del 1940, e il giornalista kosovaro Shaban Arifi, che ricorda l’eroe come una persona molto colta: secondo un documento in lingua italiana, Skenderbe conosceva 7 lingue, e sarebbe stato riconosciuto come Campione della Cristianità da 5 papi (Eugenio IV nel 1431, Nicola il V nel 1447, Calisto il terzo nel 1455, Pio II nel 1458 e Paolo II nel 1464). La parte storica si è conclusa con il discorso commuovente dell’Arberesh, l’albanologo e cantautore Alfio Moccia, “La lingua albanese nella comunità Arberesh e le strategie per difenderla”, che ha elettrizzato la sala.

A tal proposito, è stato opportuno ricordare una poesia di grande significato patriottico del grande poeta siciliano Ignazio Buttitta, “Lingua e dialettu”.

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LINGUA E DIALETTU

Ignazio Buttitta (1970)

Un populu

mittitulu a catina

spugghiatulu

attuppatici a vucca,

è ancora libiru.

Livatici u travagghiu

u passaportu

a tavola unni mancia

u lettu unni dormi

è ancora riccu.

Un populu,

diventa poviru e servu

quannu ci arribbanu a lingua

addutata di patri:

è persu pi sempri.

Diventa poviru e servu

quannu i paroli non figghianu paroli

e si manciunu tra d’iddi.

Minn’addugnu ora,

mentri accordu a chitarra du dialettu

ca perdi na corda lu jornu.

Mentri arripezzu

a tila camulata

chi tesseru i nostri avi

cu lana di pecuri siciliani

e sugnu poviru

haiu i dinari

e non li pozzu spènniri,

i giuielli

e non li pozzu rigalari;

u cantu,

nta gaggia

cu l’ali tagghati

U poviru,

c’addatta nte minni strippi

da matri putativa,

chi u chiama figghiu pi nciuria.

Nuàtri l’avevamu a matri,

nni l’arrubbaru;

aveva i minni a funtani di latti

e ci vippiru tutti,

ora ci sputanu.

Nni ristò a vuci d’idda,

a cadenza,

a nota vascia

du sonu e du lamentu:

chissi non nni ponnu rubari.

Nni ristò a sumigghianza,

l’annatura,

i gesti,

i lampi nta l’occhi:

chissi non ni ponnu rubari.

Non nni ponnu rubari,

ma ristamu poviri

e orfani u stissu.

Lobi Euro Atlantico Albanese si propone come un’unica via di unione tra gli albanesi nel mondo - dal sud dell’Italia e della Grecia fino all’estremo nord della Norvegia - perché solo uniti, come diceva il nostro Eroe Nazionale, saremo invincibili. “La libertà non ve l’ho portata io, l’ho trovato in mezzo a voi”,sosteneva ancora Gjergj Kastrioti Skenderbe.

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La manifestazione è stata accompagnata dalle melodie di Çiftelia e Sharkia dei musicisti albanesi Bardhok Ndoci e Kujtim Kola, provenienti dalla Grecia, che rappresentano il gruppo “Zeri i vendlindjes - La voce della Patria”. La manifestazione si è conclusa con i balli popolari del gruppo Shqiponjat, giunti da Lecco, e il gruppo dei bambini Drita, arrivati dalla Svizzera, accompagnati dalla voce melodiosa della cantante albanese Hidajete Miftari.

In sala è stato allestito anche un angolo artistico con dipinti di Arjan Shehaj, Klodian Pasku, Viola Fusha, Renato Çala, libri di poesia degli scrittori Myftar Gjinbalaj, Lumturie Plaku, Syl Arifi e degli studiosi Albert Gjoka e Frida Vokopola. L’evento è stato seguito dalle tv nazionali di Kosovo e Macedonia.

Marsela Koci

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