Alcune determinati del consumo in Italia

Il consumo cresce con il reddito e con le remunerazioni dei lavoratori nonostante la tassazione

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L’Eurostat ha prodotto il database Ameco. Il database Ameco possiede dei dati relativi ai paesi europei nel periodo compreso tra il 1960 ed il 2019. In modo particolare nell’analisi seguente prende in considerazione i dati relativi all’economia italiana nel periodo tra il 1960 ed il 2019. La variabile stimata è il valore dei consumi finali a prezzi correnti. Le variabili utilizzate per la stima sono

  • il reddito nazionale lordo;
  • la remunerazione dei lavoratori nei vari settori dell’economia;
  • La tassazione delle importazioni e della produzione dell’intera produzione nazionale.

Modello metrico stimato

Regressione

Label

Variabile

Valore

P-value

Y

PrivFinConsEx1

Consumi finali a prezzi correnti

X_1

GNDispIncPerHe1

Reddito nazionale lordo

positivo

significativo

X_2

CompOfEmp1

Remunerazione dei lavoratori nei vari settori dell’economia

positivo

significativo

X_3

TaxImProdSub1

Tassazione delle importazioni e della produzione dell’intera produzione nazionale

positivo

significativo

Di seguito le singole relazioni vengono analizzate separatamente.

La relazione tra Consumi finali a prezzi correnti e reddito nazionale lordo. La relazione tra consumi finali e reddito nazionale lordo è positivo. La positività della relazione non deve stupirci dato che il reddito nazionale lordo è per la maggior parte, pari circa al 75%, costituito da consumi. La crescita del reddito nazionale lordo comporta pertanto una crescita dei consumi. Tuttavia la crescita del consumo non avviene in modo uniforme tra le varie tipologie di classi sociali. In modo particolare la crescita del reddito tende ad essere associata ad una crescita del risparmio per la popolazione avente un reddito medio alto ed una crescita del consumo per la popolazione avente un reddito basso. In modo particolare le classi ad alto reddito possono giungere a risparmiare quote crescenti del reddito pari al 60 fino ad arrivare anche all’80%. Laddove i soggetti che hanno un reddito basso tendono ad avere un valore del consumo che cresce con il reddito e talvolta essi sono anche costretti a procedere all’indebitamento per fare fronte ai consumi. Tuttavia è necessario sottolineare che per quanto il reddito pro-capite sia un indicatore significativo della situazione economica di un paese è anche necessario considerare l’andamento dell’indebitamento in quanto una parte considerevole delle famiglie e degli individui posseggono gradi di passività fino all’80% del reddito percepito. Se quindi la crescita del consumo aggregato può essere considerato un fatto positivo per l’economia nel suo complesso in quanto è associata ad una crescita del prodotto lordo, dall’altro lato è necessario considerare i pericoli delle economie consumistiche che tendono a produrre cittadini sottoposti ad eccesso di indebitamento e a redditi deboli in concomitanza con risparmio ridotto.

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Figura 1. Il modello di regressione stimato. Dati Ameco Italia-1960-2019.

La relazione tra consumi finali e la remunerazione dei lavoratori nei vari settori dell’economia. Si tratta di una relazione positiva. La crescita del reddito dei dipendenti è associata ad una crescita dei consumi. Tuttavia è necessario considerare che la crescita del reddito dei lavoratori genera una crescita dei consumi solo se avviene al di sotto di una certa soglia. Ovvero, se il lavoratore appartiene ad una fascia sociale medio-bassa tenderà a consumare la gran parte del reddito, e giungerà financo all’indebitamento per consentire di ottenere il consumo addizionale in grado di manifestare l’appartenenza ad una certa classe sociale. Se invece il reddito del lavoratore sale oltre una certa soglia si viene a creare una condizione nella quale la percentuale di consumo tende a ridursi e la percentuale di risparmio tende a crescere. Pertanto affinché si ottenga una crescita del reddito che si manifesti come una crescita del consumo è necessario indurre degli incrementi moderati delle remunerazioni. Incrementi significativi possono comportare la capacità del lavoratore di incrementare il risparmio ed al limite di passare dalle grandezze flusso- come appunto il reddito-alle grandezze stock- come per esempio la patrimonializzazione e la generazione di ricchezza. La ricchezza ed il patrimonio, nella misura in cui sono stati ammortizzati, mancano di partecipare del prodotto interno lordo e consentono dei veri salti sociali ai lavoratori. Pertanto un vero e proprio sistema democratico dovrebbe puntare sia ad eliminare la povertà attraverso le forme dei sussidi universalistici al reddito, sia dovrebbe anche puntare alla crescita del reddito dei lavoratori, per consentire agli stessi di poter accedere all’acquisto di valori patrimonializzati incrementando il grado di resilienza dell’economia nel suo complesso.

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Figura 2. La capacità previsionale del modello. Dati Ameco Italia-1960-2019.

La relazione tra consumi finali e la tassazione delle importazioni e della produzione. Si tratta di una relazione positiva. Il dato in realtà è controfattuale. In effetti ci si aspetterebbe che una crescita della tassazione induca una riduzione dei consumi finali. Ed invece accade l’esatto contrario anche se occorre sottolineare a tal proposito che le relazioni in oggetto non sono delle relazioni di tipo causa-effetto ma soltanto delle associazioni di fenomeni rilevanti a livello socio-economico.Tuttavia la relazione si presta a talune considerazioni. In modo particolare occorre sfatare il mito della “trade war” ovvero della guerra commerciale che inevitabilmente si verrebbe a creare con i dazi alle importazioni. La predisposizione di dazi aumenta il prezzo dei prodotti ed incrementa anche le entrate dello stato tuttavia è associata anche in modo positivo ai consumi. Pertanto i consumatori risultano essere abbastanza indifferenti nei confronti dei prezzi dei prodotti anche quando questi incorporano una tassazione. La ragione è abbastanza semplice: i consumatori ignorano i prezzi reali dei beni e dinanzi alla possibilità di scorporare l’imposta dal prezzo esente dalla tassazione manifestano una certa mancanza di giudizio. Con questo non si vuole dire che si debba esagerare con la tassazione delle importazioni ma si vuole solo sottolineare che le forze in campo nel commercio internazionale e nella dinamica del consumo interno dei paesi sono tali da escludere, per lo meno per i dati analizzati, la presenza di una associazione negativa. Pertanto la crescita delle imposte può essere associata ad una crescita dei consumi finali per le motivazioni seguenti:

  • Vischiosità dei prezzi;
  • Mancanza di capacità dei consumatori di valutare i prezzi reali;
  • Mancanza della capacità dei consumatori di distinguere l’imposta dal prezzo;
  • Pulsione all’acquisto;
  • Libido del consumatore impulsivo-compulsivo

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Figura 3. Intervalli di confidenza per i coefficienti. Dati Ameco Italia-1960-2019.

Occorre infatti considerare che quasi il 60% degli acquisti dei consumatori sono impulsivi e pertanto essi, nella sospensione della razionalità, hanno delle difficoltà a comprendere il valore del bene acquistato e a calcolare l’ammontare dell’imposta. Del resto le risorse ulteriori incamerate dallo Stato incrementato il valore finanziario dei conti pubblici e pertanto si pongono come un elemento costitutivo della stabilità finanziaria, un bene tanto raro quanto apprezzabile per la finanza pubblica.

Conclusione. I consumi crescono con il reddito nazionale lordo, con le remunerazioni ed anche in presenza di tasse. Tuttavia occorre considerare che le proposizioni presentate sono parziali e valgono solo per una parte della popolazione ovvero per quella parte avente redditi medio-bassi. Infatti la popolazione avente redditi medio-alti tende ad avere una capacità di risparmio molto elevata, ed in genere subisce in misura ridotta il fascino del consumo preferendo le ben più remunerative attività di capitalizzazione e patrimonializzazione.

Tavole Metriche. Di seguito si riportano le tavole metriche dei dati analizzati.

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Figura 4. Ellisse di confidenza al 95%. Dati Ameco Italia-1960-2019.

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Figura 5. Collinearità. Dati Ameco Italia-1960-2019.

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Figura 6. ANOVA. Analisi della varianza. Dati Ameco Italia-1960-2019.

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Figura 7:Relazioni tra le variabili. Dati Ameco Italia-1960-2019.

Angelo Leogrande

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