Allarme Sea Watch: alcuni migranti rifiutano il cibo

Spacey si dichiara innocente - Morto italiano che combatteva in Siria contro l’Isis - "Non scoraggiarti mai", il messaggio del papà a Luca

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Allarme Sea Watch: alcuni migranti rifiutano il cibo

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"Diciassettesimo giorno in alto mare. A bordo di #SeaWatch stiamo registrando episodi di persone che rifiutano il cibo". La Ong denuncia in un tweet la condizione sempre più critica dei 32 migranti a bordo della Sea-Watch 3, battente bandiera olandese, soccorsi in mare da oltre due settimane, il 22 dicembre scorso. "Temiamo che il loro stato psicologico e di salute - scrivono - possa peggiorare sensibilmente. Non possiamo credere - aggiungono - che tutto questo stia accadendo a poche miglia dalle coste europee".

La situazione è sempre più critica anche per la nave della Sea Eye. "Stiamo razionando rigidamente le riserve di acqua", segnala la Ong che opera sulla "Professor Albrecht Penck" e ha a bordo 17 migranti - tra cui una donna e due bambini - dal 29 dicembre. I rifugiati, sottolinea, dormono da oltre una settimana nell’infermeria e hanno un unico bagno a disposizione.

Intanto da fonti del governo si sottolinea che non c’è "nessuna polemica tra il ministro Matteo Salvini, il presidente Giuseppe Conte e altri componenti del governo sul caso Sea Watch e Sea Eye". "Il ministro dell’Interno - secondo quanto trapela - non cambia posizione e ribadisce la contrarietà a qualsiasi arrivo via mare in Italia, per bloccare una volta per tutte il traffico di esseri umani che arricchisce scafisti, mafiosi e trafficanti. La soluzione, si spiega, sono i corridoi umanitari via aereo per chi scappa davvero dalla guerra, già confermati dal ministro Salvini anche per il 2019.

"Sulla Sea Watch attendiamo novità da Malta o da Berlino o da Amsterdam", ha sottolineato nel pomeriggio il ministro dell’Interno. "Quando i migranti arrivavano in acque italiane il problema era nostro. Non cambio idea, possono farmi gli appelli tutti i volenterosi del mondo. L’interesse di quelle donne e di quei bambini è chiudere i porti agli scafisti", ha ribadito. Poi, a Quarta repubblica, in onda su Rete4, parlando di Sea Watch e Sea Eye, ha detto: "Sono furbetti che cambiano bandiere e equipaggio, non Ong serie". "Due imbarcazioni di furbetti, che sono in acque maltesi, con bandiere olandesi e tedesca, che cosa c’entra l’Italia?", ha concluso.

Spacey si dichiara innocente

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Kevin Spacey si è dichiarato non colpevole dell’accusa di aggressione sessuale e violenza fisica per fatti relativi al 2016. L’attore, che è comparso davanti al giudice del tribunale di Nantucket, nel Massachusetts, è accusato di avere palpeggiato un giovane di 18 anni in un bar dell’isola, dopo averlo indotto a bere.

Il 59enne Spacey, due volte vincitore dell’Oscar, è stato preso d’assalto dai cronisti e dai fotografi al suo arrivo in tribunale, dopo essere atterrato a Nantucket con un jet privato. In aula è apparso composto e attento e ha annuito quando il giudice Thomas Barrett gli ha ordinato di non avvicinare la presunta vittima. In precedenza, l’avvocato di Spacey aveva chiesto al tribunale di far svolgere l’udienza senza la presenza dell’attore, ma la sua richiesta era stata respinta.

La presunta vittima è figlio di un’ex presentatrice tv, Heather Unruh, che aveva reso pubblico l’incidente lo scorso anno. La donna accusa Spacey di aver pagato da bere al figlio, allora 18enne, e di averlo poi palpeggiato. L’età legale per consumare alcol in Massachusetts è di 21 anni.

La presunta vittima, che ha intentato causa contro Spacey anche in sede civile, non sarà presente alle udienze del procedimento penale. Al termine dell’udienza, durata appena 10 minuti, il giudice Barrett ha fissato la prossima udienza al 4 marzo. In quel caso, Spacey non sarà obbligato a comparire in aula e potrà collegarsi telefonicamente.

Finora, molte delle accuse lanciate contro Spacey sono finite nel nulla. La carriera dell’attore aveva subito una brusca battuta d’arresto dopo che nel 2017 l’attore Anthony Rapp lo aveva accusato di molestie sessuali. I fatti sarebbero avvenuti nel 1986, quando Rapp aveva 14 anni. Spacey affermò di non ricordare l’episodio, ma si scusò pubblicamente, prima di negare "assolutamente" le altre accuse che gli venivano rivolte.

A settembre è stato poi archiviato un altro procedimento a Los Angeles, relativo a presunte molestie compiute da Spacey nel 1992. L’attore è indagato anche nel Regno Unito, per presunte molestie compiute mentre era direttore artistico dell’Old Vic Theatre di Londra.

A seguito dello scandalo suscitato dalle accuse, Spacey è stato costretto a lasciare il set della serie tv House of Cards e a rinunciare a una serie di ruoli, compreso quello nel film ’Tutti i soldi del mondo’ per il quale aveva già girato numerose scene.

Alla vigilia di Natale, Spacey, impersonando il personaggio di Frank Underwood di House of Cards aveva pubblicato un video nel quale contestava tutte che gli venivano rivolte. "Non pagherò certo il prezzo per qualcosa che non ho fatto", aveva affermato.

Morto italiano che combatteva in Siria contro l’Isis
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Le milizie curde dell’Ypg, le Unità di Protezione Popolare, hanno annunciato la morte dell’italiano Giovanni Francesco Asperti, impegnato in Siria nella lotta contro lo Stato islamico.

"Hiwa Bosco", questo il nome di battaglia di Asperti, è morto il 7 dicembre scorso a Derik nel corso di uno "sfortunato incidente, mentre compiva il suo dovere". Asperti, originario di Bergamo, scrive l’Ypg in un comunicato diffuso su Facebook, era "uno delle centinaia di rivoluzionari" che si erano uniti alle milizie curde "nella lotta contro l’Isis nel Kurdistan siriano e nel nord della Siria". Insieme alla morte di Asperti è stata annunciata anche la morte di un altro combattente, Baqir Nahsan.

La notizia dell’uccisione in Siria di Asperti è confermata da fonti della Farnesina. Il consolato italiano a Erbil, in stretto raccordo con il ministero degli Esteri, sta seguendo il caso "con la massima attenzione" ed è in contatto con i familiari per prestare loro ogni possibile assistenza.

"Non scoraggiarti mai", il messaggio del papà a Luca

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"A Luca ed Edith dico di non scoraggiarsi mai e di affidarsi a Sant’Antonioda Padova". Nunzio Tacchetto, papà di Luca ha lanciato questo messaggio tramite la trasmissione ’Chi l’ha visto’ questa mattina, al figlio scomparso da tre settimane assieme alla sua ragazza in Burkina Faso. L’ex sindaco di Vigonza ha poi voluto lanciare un appello "a tutti i telespettatori, perché contattino parenti, amici e conoscenti in loco per cercarli: Luca ed Edith sono facilmente riconoscibili. Lei ha i capelli ’rasta’ e Luca ha un grande tatuaggio sul braccio sinistro. Non possono essere spariti nel nulla".

Quindi, Nunzio Tacchetto è tornato a ribadire di essere in continuo contatto con la Farnesina: "Ma ad oggi non ci sono novità, nessuno li ha visti dopo il 15 dicembre, così come la loro auto sparita nel nulla". Mentre sulle varie segnalazioni sui social che danno avvistamenti di Luca ed Edith in altri Paesi africani, Nunzio Tacchetto ha tenuto a sottolineare che secondo il consolato italiano "Luca ed Edith non hanno passato alcuna frontiera. Quindi, devono essere ancora in Burkina Faso".

La Procura di Roma indaga sulla scomparsa dei due giovani. Il fascicolo, inviato al pm Sergio Colaiocco dai colleghi della Procura di Padova è al momento senza indagati o ipotesi di reato, anche se dal Canada fonti governative non escludono la pista del rapimento.

Secondo la Cbc canadese la scomparsa di Luca ed Edith viene infatti trattata come un caso di sequestro dal governo del Canada. Il ministro per lo Sviluppo internazionale di Ottawa, Marie-Claude Bibeau, ha dichiarato ieri a Radio-Canada che, pur non avendo alcuna conferma, si stanno approcciando al caso come se si trattasse di un rapimento. Il suo ufficio ha tuttavia rifiutato ulteriori commenti. La ragazza, originaria di Sherbrooke e il 30enne architetto padovano erano partiti il 20 novembre per un viaggio nel Paese dell’Africa occidentale, quando tutte le comunicazioni con le loro famiglie "si sono interrotte bruscamente" il 15 dicembre, secondo la sorella di Blais. Melanie Bergeron Blais dice che la coppia è stata vista per l’ultima volta nella città di Bobo-Dioulasso, nel sud-ovest del paese, e aveva in programma di viaggiare in auto fino alla capitale Ouagadougou prima di attraversare il vicino Togo.

Da parte sua il ministero degli Affari esteri canadese (Global Affairs Canada) ha reso noto che i funzionari consolari canadesi del Burkina Faso sono in contatto con le autorità locali per raccogliere informazioni su questo caso, che considera come una "priorità assoluta", ma non pubblicherà alcuna informazione che possa interferire con le indagini in corso o mettere in pericolo la sicurezza dei cittadini. Secondo un rapporto pubblicato dal servizio di lingua francese della Cbc ieri, il dipartimento non ha ancora la conferma che si tratti di un rapimento, ma non lo esclude più come possibilità. Nel frattempo, la famiglia di Blais ha attivato una pagina Facebook relativa alla scomparsa, dove ha pubblicato le foto online della ragazza, e sta cercando di rintracciare il cellulare e iPad in collaborazione con il Sûreté du Québec e la polizia nazionale canadese.

La madre della ragazza canadese si dice "molto fiduciosa" che la figlia e il suo compagno verranno presto ritrovati "vivie in buone condizioni. "Siamo molto fiduciosi di ritrovare lei e il suo compagno", ha detto Jocelyne Bergeron all’emittente canadese CTV. Preoccupata per la sorte della figlia, fino ad aver perso il sonno, la donna si dice comunque ottimista di poterla riabbracciare. "Resistiamo. Abbiamo una buona squadra che lavora per noi nel cercare mia figlia", ha detto la madre di Edith, aggiungendo di aver ricevuto diversi messaggi di persone che dicono di aver avvistato la coppia in diversi posti. La madre aveva parlato alla ragazza quando la figlia si trovava in Mali e l’aveva trovata "molto felice".

Redazione

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