Allarme demenza

I sette passi per scongiurarla secondo il “Guardian”

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Una recente ricerca condotta dal “Guardian” ha evidenziato un preoccupante aumento di malattie neuro-degenerative in persone progressivamente sempre più giovani. Questo porta a pensare che vi siano fattori predisponenti di natura ambientale o dovuti ad abitudini sbagliate che si è soliti assumere.

Riguardo al nostro Paese, il declino cognitivo colpisce circa un milione di persone e sembra che in circa un caso su tre il percorso di deterioramento delle capacità intellettive sia inevitabile. Ciò è fonte di preoccupazione per gli scienziati, i quali si adoperano per ricercare le cause, i fattori predisponenti e, ovviamente, le cure se non le misure preventive per questo fenomeno.

Sempre secondo il “Guardian”, vi sono alcune regole che sarebbe il caso di rispettare al fine di ridurre al minimo il rischio di demenza senile con conseguente deterioramento delle capacità cognitive.

La prima delle regole da seguire sarebbe quella di controllare sempre il peso, poiché un evidente aumento ponderale potrebbe predisporre allo sviluppo di importanti malattie sistemiche quali il diabete. Quest’ultima patologia, interessando una serie di organi, tra cui il sistema cardio-vascolare, non garantisce il giusto apporto di ossigeno al cervello, provocando un calo delle capacità cognitive in età avanzata.

In secondo luogo, bisognerebbe limitare al massimo, se non proprio eliminare, il fumo: uno studio condotto sui consumatori abituali di tabacco ha dimostrato che il rischio di sviluppare malattie neuro-degenerative è notevolmente incrementato dal tabagismo.

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Terza regola: non rinunciare all’attività fisica, dal momento che un costante allenamento può giovare anche alla mente. D’altra parte già l’antica saggezza sottolineava che “mens sana in corpore sano”.

Quarto: leggere, studiare e tenere in allenamento la mente poichéé più è elevato il livello culturale minore è il rischio di sviluppare patologie legate alla demenza. Sull’importanza della lettura nei prossimi giorni verrà pubblicato un approfondimento all’interno della rubrica settimanale Il caffè pedagogico.

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Quinta regola: evitare l’isolamento, in quanto frequentare gente favorisce il confronto, il pluralismo di idee ed un efficace allenamento mentale.

Sesto accorgimento: curare l’alimentazione, privilegiando la dieta mediterranea. Se “siamo quel che mangiamo” è opportuno scegliere con avvedutezza gli alimenti che mettiamo in tavola, dal momento che una dieta equilibrata riduce il rischio di ipertensione, considerato tra i primi i fattori predisponenti la demenza senile.

Settima ed ultima regola: dormire il giusto numero di ore al fine di ristorarsi senza eccedere, tenendo tuttavia ben presente che l’insonnia cronica è deleteria per la conservazione delle capacità cognitive in età avanzata.

Noi aggiungiamo che in realtà, come in ogni cosa, sarebbe opportuno evitare ogni eccesso - “in medio stat virtus”, per citare ancora una volta l’antica saggezza dei romani - confidando, ad onor del vero, anche in un piccolo aiuto da parte del nostro patrimonio genetico, dal momento che in questi casi una parte di responsabilità è, senza ombra di dubbio, da imputare (ahimè) alla familiarità.

Lucia D’Amore

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