Allerta tsunami in Papua Nuova Guinea

"No rimpatrio a rifugiato se rischia la vita" - Donna ebrea accoltellata in Svezia - Trafitti da frecce di balestra, c’è una pista - Scontro in volo, 5 morti

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Allerta tsunami in Papua Nuova Guinea

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Un terremoto di magnitudo 7.7 è stato registrato al largo delle coste della Papua Nuova Guinea, a 45 chilometri a Nordest di Kokopo. La profondità stimata, secondo i dati dell’Istituto geologico Usa, è di 10 chilometri. Nella regione è stata diramata un’allerta tsunami.

L’epicentro del sisma è stato registrato a una profondità di 10 km, secondo quanto ha reso noto l’US Geological Survey (Usgs). "Pericolose onde di tsunami provocate da questo terremoto sono possibili in un’area di mille chilometri intorno all’epicentro lungo le coste della Papua Nuova Guinea e dell’Isole Salomone", ha dichiarato la National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa).

Papua New Guinea e Isole Salomone si trovano, insieme a molte altre isole, lunga il cosiddetto Anello di fuoco del Pacifico dove si registra il 90% dei terremoti che avvengono nel pianeta.

"No rimpatrio a rifugiato se rischia la vita"

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No al rimpatrio dei rifugiati nei loro Paesi d’origine se rischiano la vita. Lo ha stabilito la Corte di Giustizia dell’Unione europea, secondo cui, fintanto che il cittadino di un Paese extra Ue o un apolide abbia un fondato timore di essere perseguitato nel suo Paese di origine o di residenza, questa persona dev’essere qualificata come rifugiato ai sensi della direttiva sui rifugiati e della Convenzione di Ginevra e ciò indipendentemente dal fatto che lo status di rifugiato ai sensi della direttiva le sia stato formalmente riconosciuto.

Secondo la Corte, la revoca e il rifiuto del riconoscimento dello status di rifugiato non producono l’effetto di privare una persona, la quale abbia fondato timore di essere perseguitata nel suo paese di origine, né dello status di rifugiato né dei diritti che la Convenzione di Ginevra ricollega a tale status.

A sollevare il caso un cittadino ivoriano in Belgio e uno congolese nella Repubblica Ceca, nonché una persona di origini cecene, titolari o richiedenti dello status di rifugiato secondo i casi, che si sono visti, rispettivamente, revocare detto status o negare il riconoscimento del medesimo sulla base delle disposizioni della direttiva sui rifugiati che consentono l’adozione di misure del genere nei confronti delle persone che rappresentano una minaccia per la sicurezza o, essendo state condannate per un reato particolarmente grave, per la comunità dello Stato membro ospitante.

Donna ebrea accoltellata in Svezia

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Una donna ebrea, moglie del leader della comunità ebraica di Malmo, in Svezia, è stata accoltellata a Helsingborg. Lo riferisce Aftonbladet, il principale quotidiano svedese. L’aggressore ha inferto nove coltellate alla donna, che stava andando al lavoro al momento dell’attacco e che versa in condizioni critiche, secondo il sito ArutzSheva.

Ins eguito all’aggressione, la polizia svedese ha rafforzato la sicurezza attorno ai centri ebraici della città. La vittima, 60 anni, è stata aggredita questa mattina in pieno centro mentre si recava al lavoro. La donna viene descritta come molto attiva nella comunità. Al momento non sono noti i motivi dell’aggressione, ma la polizia ha deciso comunque di rafforzare la sorveglianza attorno alla sinagoga di Helsinborg e ad altri luoghi legati alla comunità ebraica.

La donna è ora ricoverata in ospedale, mentre il suo aggressore è riuscito a fuggire. "Stiamo trattando la vicenda come un tentato omicidio", ha affermato il portavoce della polizia Filipi Annas, spiegando che il movente non è stato ancora chiarito. E’ stato emesso un ordine di cattura contro l’aggressore.

Trafitti da frecce di balestra, c’è una pista

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Il misterioso caso di tre persone trovate morte in un hotel della città di Passau, nel sud della Germania, infilzate con frecce di balestra potrebbe essere un caso di omicidio su commissione o di omicidio-suicidio. Lo sostiene un portavoce della Procura, spiegando che non ci sono motivi per sospettare che una quarta persona sia stata coinvolta nell’omicidio di un uomo di 53 anni e due donne di 33 e 30 anni.

L’autopsia sui corpi ha infatti rivelato che l’uomo e la donna più grande, trovati insieme sul letto, sono stati uccisi da frecce al cuore, mentre la donna più giovane, trovata sul pavimento, è morta per una freccia al collo. Il portavoce ha detto che sembra che la giovane abbia prima ucciso gli altri due prima di rivolgere la balestra contro sé stessa.

I testamenti delle tre persone trovate morte a Passau sono stati scoperti sulla scena. Nel corso delle loro indagini sulle morti, lunedì la polizia ha scoperto i corpi di altre due donne, di 19 e 35 anni, nella città di Wittingen, nello stato settentrionale della Bassa Sassonia. Scoperti nell’appartamento di Wittingen della donna di 30 anni trovata morta a Passau, entrambe le vittime sono state identificate e una, la più grande, era la sua partner. Non è ancora chiaro cosa colleghi la il diciannovenne con le altre due donne, ha detto la polizia.

Scontro in volo, 5 morti

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E’ di almeno 5 morti e un disperso il bilancio di uno scontro in volo tra due idrovolanti nei cieli dell’Alaska. Lo ha reso noto la Guardia costiera degli Stati Uniti, secondo cui la collisione è avvenuta nei pressi della città di Ketchikan, circa 1.240 chilometri a sudest della capitale Anchorage, vicino a una famosa area turistica che offre escursioni al Monumento Nazionale dei Fiordi Nebbiosi.

Tra le vittime ci sono quattro passeggeri di uno degli idrovolanti e il suo pilota, come riportato dalla compagnia ’Princess Cruises’ in una nota. Dieci persone sono rimaste ferite e sono state portate al centro medico PeaceHealth Ketchikan. "Ne abbiamo uno in condizioni critiche, tre in condizioni gravi e sei in buone condizioni", ha detto la portavoce dell’ospedale.

Redazione

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