Argentina ai quarti contro un’ottima Svizzera

Il Belgio si qualifica contro il muro Howard

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cms_899/1_Di_Maria.jpgAnche l’Argentina, come tutte le altre favorite di questo mondiale, vince, ma soffre negli ottavi. Così, all’Arena Corinthians di San Paolo, i biancocelesti fanno maggiore possesso palla mentre gli elvetici si rendono pericolosi. Clamorosa l’occasione al 40’ di Drmic che, tutto solo, effettua un pallonetto che termina incredibilmente tra le braccia del portiere. Questa è stata l’azione più pericolosa del primo tempo. Buona la fase difensiva della Svizzera, pronti al raddoppio in tutte le zone del campo. Evanescente la fase offensiva dell’Argentina. Nella ripresa, l’avvio è ancora degli elvetici. Subito un paio di occasioni pericolose che, tuttavia, non cambiano il risultato. Reagisce l’Argentina con Royo, Higuain e Messi. Poi, a dieci minuti dalla fine, miracolo di Benaglio per una doppia parata di Messi e Palacio. E’ l’ultimo acuto dei tempi regolamentari. Nei tempi supplementari, la prima azione veramente pericolosa arriva al 19’ con Di Maria con un gran tiro dal limite. Ma Benaglio vola per deviare in angolo. Sono le prove generali del gol. Infatti, al 28’, è proprio Di Maria ad andare in gol su assist di Messi. Al 30’, clamoroso palo di Dzemaili di testa. E’ finita. L’Argentina va ai quarti, ma la Svizzera, sfortunata nel finale, avrebbe meritato almeno di andare ai calci di rigore.

cms_899/2_Lukaku.jpgNell’altro ottavo di finale, all’Arena Fonte Nova di Salvador, il Belgio batte meritatamente gli USA che hanno tenuto testa, soprattutto nella prima frazione di gioco. Poi, nel secondo tempo, hanno ceduto al miglior tasso tecnico della squadra belga e, solo la bravura del portiere statunitense, ha fatto sì che si giocassero i tempi supplementari. Un primo tempo piacevole caratterizzato da diversi capovolgimenti di fronte. E’ stato il Belgio tuttavia a creare più azioni pericolose e a fare maggiore possesso palla. Già al 1’, Howard, si è dovuto superare su un gran tiro del belga Origi. Rispondono gli USA con Bradley, ma para Courtois. Poi, ancora il Belgio con De Bruyne al 22’ e Vertonghen al 25’, ma il risultato non cambia. Nel secondo tempo, la pressione del Belgio diventa sempre più pressante e fioccano le occasioni. Clamorosa la traversa di Origi al 57’. Lo stesso Origi si era letteralmente divorato un gol qualche minuto prima. Ma il Belgio è in palla. Gli americani in questa fase sono in seria difficoltà. Origi e Mirallas, entrambi soli, si fanno ipnotizzare dall’ottimo Howard che devia in angolo. Al 79’, il numero uno americano si oppone ad Hazard e, all’89, si deve stendere per deviare in angolo il tiro di Kompany. Incredibile Howard. Si va ai supplementari. Al 93’, De Bruyne porta meritatamente in vantaggio il Belgio. Al termine del primo tempo supplementare, arriva il raddoppio con Lukaku, il calciatore che ha cambiato l’inerzia della partita. Però, alla prima vera occasione da gol (dall’inizio del secondo tempo regolamentare), Green (110’) accorcia le distanze per gli USA. Jones, due minuti dopo, sfiora il gol del pareggio. Poi, ancora Howard si oppone al bravo Lukaku. Le occasioni fioccano, in questo frangente, da una parte e dall’altra. Al 113’ è bravo Courtois ad opporsi a Dempsey. Finisce il match e Il Belgio avanza meritatamente ai quarti.

Rino Lorusso

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