BLUE WHALE: FINZIONE O REALTA’?

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Ultimamente circola, attraverso i media, una sorta di catena di Sant’Antonio, in cui si raccomanda ai genitori di fare attenzione a un gioco denominato Blue Whale, balena blu. Il motivo dell’allarme deriva dal fatto che, secondo quanto riportato, questo gioco porterebbe i giovani, gli adolescenti in special modo, a suicidarsi, ed ecco il riferimento alla balena ed al loro spiaggiarsi quando muoiono. Un noto programma televisivo ha indagato sul fenomeno, intervistando alcune mamme di ragazze suicidatesi proprio a causa del Blue Whale, ma in realtà le cose potrebbero essere differenti da come raccontato. Tutto inizia quando il Novaya Gazeta riporta notizie relative ad una pratica diffusa tramite il social network Vkontakte, una sorta di Facebook russo, e di come, attraverso una serie di prove da superare, alcuni adolescenti avessero deciso di togliersi la vita. Addirittura alcune immagini mostravano una ragazza in pose estreme prima di eseguire l’ultimo ordine, quello definitivo.

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Altre inchieste, come quella del sito russo Meduza, tendevano invece a smentire le ipotesi della Novaya Gazeta, motivando l’attrazione dei giovani russi verso giochi estremi con la depressione. Ed in effetti sempre dalla Russia arriva la nuova droga, la Krokodil, che nel paese di provenienza ha già mietuto 1 milione di vittime dalla dipendenza, proprio in virtù, se si può usare questo termine, del suo effetto anti depressivo. Tornando al Blue Whale, le prove da sostenere comporterebbero lacerazioni della pelle autoinflitte, resistenza alle vertigine, visualizzazione di film dell’orrore ed ascolto di musica frastornante, con tanto di invio di foto ad un sito, per mostrare i segni sul proprio corpo. La polizia russa ha dichiarato di aver arrestato un ragazzo, tale Phillip Budeikin, che affermava di aver indotto al suicidio molte ragazze, felici di togliersi la vita. Sembrerebbe che il macabro gioco abbia già coinvolto adolescenti italiani, citando lo sventurato 18enne morto folgorato sul tetto di una vettura ferroviaria a Livorno, anche se in realtà il testimone, un coetaneo che lo accompagnava, ha dichiarato che passare sopra i treni era solo una scorciatoia per attraversare i binari. Però in molti dubitano che questo gioco esista davvero, altri non sanno cosa pensare. La BBC ha realizzato un servizio che sembra affermare la pericolosità della pratica, così come il settimanale Wired. Qualunque sia la verità però, ciò che sembra sfuggire all’attenzione, è la mancanza di stimoli positivi per le nuove generazioni. Si citava la droga Krokodile, dagli effetti micidiali, ma si potrebbe parlare della Bath Salt, che sviluppa il cannibalismo, o della proliferazione, nelle metropoli occidentali, di gang criminali composte da minorenni, con rituali di iniziazione degni della peggior malavita romanzesca. Questo dovrebbe essere allarmante e qualsiasi genitore di figli non ancora maggiorenni forse tremerebbe se leggesse i messaggi che vengono scambiati tra coetanei.

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Sembra che sul futuro sia stata proiettata una gigantesca nube opaca, capace di uccidere le speranze, soprattutto in chi si sente esiliato, privato delle possibilità di un minimo successo personale. La depressione dei giovani russi, e la loro esigenza di droghe in grado di alienarli dalla realtà, non è affatto simile al sentimento di ribellione dei giovani degli anni ‘70, anche se l’epilogo sembra il medesimo, perché in quel caso, nel passato, la droga appariva come il gesto di ribellione estremo contro un sistema ingessato, immobile, una possibilità di sostituire un modello statico con uno stocastico. Gli allarmi per il Blue Whale o per altre pratiche pericolose dovrebbero indurre ad una riconsiderazione dei valori da offrire alle generazioni future, e non essere semplici istruzioni per l’uso. Il contrasto limitato ad una disattivazione di internet varrà fino ad un nuovo allarme, in assenza di un mutamento di prospettiva. Perciò ben vengano catene di avviso, purchè si vada a cercare il nervo scoperto, e non a caso, una pellicola del 2016 dal titolo “Nerve”, parla appunto di un gioco dagli esiti mortali diffuso attraverso la rete. Forse è vero che la realtà a volte supera la fantasia, ma in questo caso si potrebbe dire che la fantasia è rimasta l’unica arma per sopravvivere ad una realtà che si manifesta crudelmente vuota. Il pericolo non è il Blue Whale, ma la mancanza di attenzione verso chi dovrebbe proseguire il nostro cammino.

Paolo Varese

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