Bari, Genova e Roma coinvolte nel progetto europeo “Elviten”

Intanto la Formula E ci insegna il silenzio assordante della mobilità sostenibile

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Lo spettacolo sportivo che ha offerto la Capitale nel fine settimana appena trascorso è sembrato ai più surreale. Venti coloratissime monoposto 100% elettriche che sfrecciano alla velocità di 200 kw di potenza (270cv) senza lasciare storditi e senza emettere fastidiosi fumi di scarico, costituiscono un’interessante alternativa ai circuiti di gara dei grand prix a cui siamo abituati. L’E-Prix 2018 ha segnato il debutto in Italia della Formula E. Il campionato, composto da 13 gare (quella di Roma è la settima) che si svolgono tutte nel centro di grandi metropoli, è partito lo scorso 2 dicembre ad Hong Kong e si concluderà il prossimo 28 luglio a Montreal.

Fin dalla partenza, sicuramente i cronisti avranno dovuto fare i conti con un certo imbarazzo, perché costretti a rivedere frettolosamente un glossario inadeguato: i classici motori “rombanti” delle monoposto hanno dovuto lasciare il passo a quelli “ronzanti” delle green car, mentre i piloti hanno provveduto a scaldare “le batterie” piuttosto che i “motori”; ma, in quanto a fascino, non hanno praticamente nulla da invidiare ai GP più prestigiosi. “E’ sbocciato un amore, - è stato il commento a caldo della sindaca Virginia Raggi - lavoreremo ad un protocollo di lunga durata. Le persone imparano divertendosi che un altro mondo è possibile”.

Tra il gremito pubblico degli spalti i commenti, tutti favorevoli, rimandano all’opportunità unica e imperdibile di attenzionare tutti ai temi dell’ecologia e dello sviluppo sostenibile.

Diversi vip hanno seguito la gara fin dalle prove: Max Biaggi, Bebe Vio, Giorgia Meloni e Luigi Di Maio, che ai microfoni di Italia Uno ha rilasciato il suo parere poco prima l’inizio della gara: “Qui si lancia un concetto di auto del futuro. Queste vetture hanno prestazioni eccezionali, questo vuol dire che si può cominciare a pensare diversamente, che possiamo accompagnare i figli a scuola con l’auto elettrica ed i giovani a 18 anni devono cominciare a desiderarla”.

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Team leader nella breve storia della Formula E è la Renault e.dams, essendosi aggiudicata tre titoli dal 2014. Jean Philippe Hermine, direttore Piano Strategico Ambientale del gruppo francese, ha così commentato ai microfoni dell’AdnKronos: “Per noi ciò che succede nello sport ha una ricaduta anche nel ‘mondo reale’ della mobilità. Già da sei anni Renault è impegnata su questo fronte con una gamma completa di veicoli elettrici che si allargherà a otto entro il 2022. Quella dell’elettrificazione di massa espressa dallo slogan Easy Electric Life è per noi una strategia di lungo termine in cui abbiamo l’ambizione di restare leader”.

Abbandonati i timori di fenomeno di nicchia, grazie agli analisti che concordano come entro il 2025 saranno sopra il 10% del mercato europeo, le auto elettrificate si avviano a diventare un segmento importante.

A tre anni dall’avvio della collaborazione con Formula E, anche Enel rinnova il proprio impegno nel campionato a conferma di una partecipazione costante del gruppo nello sviluppo della mobilità elettrica, sempre alla ricerca di soluzioni tecnologiche innovative nell’ambito del trasporto sostenibile.

Nella competizione capitolina, al pubblico attento non sarà sfuggita l’assenza del famoso pit stop per il cambio delle gomme, sostituito da una sosta in cui i piloti cambiano completamente la vettura, montando su una con la batteria carica che gli consente di portare a termine la corsa. L’impegno di Enel per il prossimo campionato è di fornire tecnologia e assistenza per la ricarica delle monoposto di seconda generazione. I nuovi “supercharger” di Enel consentiranno infatti ai piloti di completare la gara senza alcun cambio di veicolo.

E mentre nella zona green allestita all’Eur si svolgeva la gara, in un’altra zona della città Lorien Consulting presentava i dati di un sondaggio per Legambiente relativi alle vendite in Italia di auto elettriche: un italiano su 3 comprerebbe un’auto elettrica se la ricarica costasse meno o se ci fossero incentivi fiscali. La ricerca, presentata insieme al rapporto della ong sulla Green mobility, evidenzia come, a fronte di un calo del 12% negli ultimi sei mesi dell’uso di mezzi pubblici, si segnala un dato in crescita per la sharing mobility: negli ultimi sei mesi, il 13% degli italiani ha usato un’auto condivisa, il 3% in più rispetto al semestre precedente.

Le ricette per la mobilità verde di Legambiente prevedono auto private elettriche, mezzi pubblici con corsie riservate, con tempi affidabili e aggiornamenti sugli smartphone, strade e piazze libere dalle auto e quindi sicure per gli spostamenti a piedi e in bicicletta, oltre a sistemi di sharing mobility sempre più articolati e facili da usare, che rappresentano la nuova frontiera della mobilità urbana.

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Il progetto “Elviten”, finanziato dalla Comunità Europea all’interno di Horizon 2020 per la Ricerca e l’Innovazione, è un progetto innovativo dedicato alla mobilità elettrica.

Elviten consentirà di misurare l’effettiva inclusione nel mercato dei veicoli elettrici sulla base delle reali necessità dei cittadini, al fine di impostare politiche di mobilità adeguate. Attraverso gli studi sul campo e le rilevazioni si cercherà di capire il tipo di utilizzo degli utenti, creando una rete di bici in ambienti urbani. Il progetto si pone l’obiettivo di dimostrare come i veicoli elettrici leggeri (EL-V) possono essere integrati con successo nelle aree urbane, aumentandone l’attrattività per gli utenti che ne sperimentano i vantaggi.

Sei le città europee coinvolte nella fase di dimostrazione, ciascuna con una caratteristica flotta di EL-V e specifiche infrastrutture, problemi di mobilità, politiche: Berlino, Genova, Malaga, Roma, Trikala e Bari.

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Nel capoluogo pugliese il progetto si avvantaggia della collaborazione del Politecnico di Bari e del Comune. Bari diventa per la prima volta centro di ricerca e di sperimentazione per l’Europa in un campo che guarda al futuro e alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Il progetto prevede l’impiego di 75 biciclette elettriche, dotate di scatola nera che registrerà posizione, percorsi e relativi chilometri, nonché le fasce orarie del loro impiego. Tali dati, successivamente elaborati, consentiranno apposite statistiche sul loro uso in rapporto alla città. Le bici elettriche saranno utilizzate da vari enti pubblici, come Politecnico di Bari, Università di Bari e Autorità Portuale, oltre ad agenzie private e di consegna.

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Si tratta di un ambizioso esperimento volto alla diffusione della mobilità ad inquinamento zero. L’Unione Europea cerca così di rispondere alle sfide poste dai cambiamenti climatici, dalla sicurezza energetica e dall’aumento dei prezzi del petrolio. Le sfide nel prossimo futuro non alleggeriscono di certo il percorso: i consumatori non passeranno automaticamente ai veicoli elettrici se l’andamento dei costi si manterrà alto, se la rete di stazioni di ricarica non sarà pronta, o se le nuove tecnologie non saranno di semplice fruizione. Molte le maestranze chiamate a fare la loro parte, compresi i produttori di automobili, i produttori di batterie, i fornitori e i distributori di energia, e naturalmente i politici, tutti uniti affinché la transizione verso l’elettrico abbia successo.

Maria Cristina Negro

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