Bari chiama Giappone

Anche quest’anno “Bonsai e dintorni Exhibition” conferma l’interscambio culturale tra i due Paesi

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Quello tra la terra d’Oriente ed il capoluogo pugliese è un amore nato tra i vicoli e le corti di Bari vecchia. All’origine della passione, un video, di qualche anno fa, del regista Katayama Tomoji che, con la sua troupe, si è calato nella realtà del borgo antico entrando nelle case e nelle abitudini dei baresi, per realizzare un servizio per la trasmissione più seguita del Sol Levante.

“Sekai fureai machi aruki”, che tradotto significa “passeggiando per le città del mondo interagendo in amicizia”, è il nome del programma tv giapponese che ha raccontato gli aspetti più caratteristici della città porta d’Oriente, dalle bellezze artistiche ai pescatori, dai vecchietti che giocano a carte alle massaie che realizzano la pasta fatta in casa sotto gli archi antichi.

Una folkloristica raccolta di appunti di viaggio, destinata a diventare una sorta di percorso itinerante ottimale per i turisti giapponesi in visita a Bari.

Superato l’importante traguardo dei 150 anni di amicizia tra Italia e Giappone, la città di Bari, quest’anno, ha voluto rinnovare da protagonista il proprio patto di condivisione con la potenza nipponica attraverso una serie di importanti rassegne.

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Nel suggestivo Fortino Sant’Antonio di Bari, nell’ambito della rassegna Giappone Svelato, si è tenuta l’annuale mostra-concorso di esemplari bonsai dal titolo “Bonsai e dintorni Exhibition”. La manifestazione, giunta al sesto anno, prende il nome dall’omonima associazione nata nel 2012 come vincitrice del bando della Regione Puglia ‘Principi Attivi 2010-Giovani idee per una Puglia migliore’ che, con i suoi corsi, si propone di promuovere l’antica e tradizionale tecnica degli alberi in miniatura, così come spiegato da Annamaria Sebastiani, presidente dell’associazione barese.

La preziosa mostra di bonsai è organizzata ogni anno dall’Associazione Bonsai e Dintorni con il sostegno di Enti Locali, dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, di Legambiente Puglia e del Collegio Nazionale degli Istruttori di Bonsai e Suiseki, l’arte giapponese di disporre gradevolmente pietre trovate in natura per favorire la meditazione.

Tra prestigiosi alberi in miniatura, video conferenze e dimostrazioni, l’alta partecipazione del pubblico è stata la cifra della passione della comunità barese verso tutto ciò che è arte e tradizione del Paese del Sol Levante.

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Un interessante ciclo di incontri, dal titolo “Italia chiama Giappone”, ha coinvolto artisti, scrittori ed esperti nelle varie arti che hanno reso celebre la tradizione giapponese in tutto il mondo. Una vera full immersion nella cultura giapponese, curata dalla scrittrice Carmen Rucci, già critica televisiva per NHK (la tv nazionale giapponese, N.d.R.) e profonda conoscitrice della letteratura giapponese, nonché autrice del libro Domizia va in Giappone (edizioni Favia). Durante il ciclo di incontri si è svolto, in collaborazione con il movimento internazionale “Donne e Poesia”, il 2°concorso di poesia haiku, brevi ma intensi componimenti poetici tipici della letteratura giapponese.

Le tappe all’interno della rassegna, grazie alla competenza di talentuosi animatori culturali bitontini, hanno fornito al pubblico gli strumenti base di conoscenza per aspiranti viaggiatori verso terre lontane, con i preziosi consigli di Domenico Schiraldi su come organizzare un viaggio in Giappone per tutte le tasche.

L’illustratore-fumettista Domenico Sicolo ha messo a disposizione la sua lunga esperienza di artista affermato in Italia e all’estero per un viaggio virtuale tra i manga e gli anime che hanno fatto la storia dell’animazione.

Nanako Maeguchi è la studentessa giapponese di intercultura che ha raccontato dei sorprendenti festival giapponesi e delle donne samurai, mentre l’angolo della lettura è stato curato dalla storica Libreria del Teatro di Bitonto, che ha messo a disposizione del pubblico le opere dei più famosi autori giapponesi.

Per lo spazio arte, sono state esposte le opere di Angelo Lamorgese e Francesco Auciello, che meglio esprimono su tela la sacralità dell’ulivo.

L’evento, organizzato con il patrocinio dell’Ambasciata del Giappone in Italia, coinvolge ogni anno numerosi artisti, scrittori ed esperti che, in un calendario fitto di attività, conducono per mano gli amanti del Giappone alla scoperta dei segreti del Paese del Sol Levante.

Si tratta di una rassegna dalla duplice finalità, in quanto la gara dei meravigliosi esemplari in concorso ha viaggiato sul binario parallelo di interessanti dimostrazioni di coltivazione delle piante tenute da istruttori del collegio nazionale. Bonsaisti esperti e ricercatori dell’Ateneo barese e di Legambiente Puglia sono stati impegnati in dimostrazioni di tecnica di bonsai e seminari teorici. L’obiettivo è quello di promuovere la diffusione per l’amore per la natura e l’arte bonsaistica in Puglia. “Affinché un bonsai viva a lungo c’è bisogno di pazienza, cura e dedizione” ha spiegato Luca Bragazzi, presidente del Collegio Nazionale IBS.

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In un momento così difficile per la le colture pugliesi a causa del grave problema della Xylella Fastidiosa - che stermina gli ulivi con danni incalcolabili anche a livello ambientale e paesaggistico, oltre che per il comparto strettamente olivicolo -, l’idea di dedicare la mostra interamente all’essenza simbolo della nostra regione carica la rassegna di maggiori significati. Il concorso ha visto in gara più di 20 esemplari di olivo e olivastro provenienti da Puglia e Basilicata, oltre alla prestigiosa presenza, fuori concorso, di un esemplare di ulivo pugliese di quasi centocinquanta anni. La sua caratteristica principale è che la sua bellezza è tutta racchiusa in meno di un metro.

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Per due giorni nel capoluogo barese una rappresentazione minuziosa della magia dell’arte e delle tradizioni Giapponesi ha accorciato le distanze tra due realtà culturalmente diverse. Centrato pertanto l’obiettivo di riprodurre, attraverso poesie, letture, kimoni e bonsai, quell’atmosfera serena ed esotica di un non più così tanto lontano Giappone. Appuntamento all’anno prossimo, quando la terra del Sol Levante tornerà a svelarci rinnovati segreti.

Maria Cristina Negro

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