Bif&st 2019: le battute finali

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Una chiusura di tutto rispetto per questa 10° edizione del Bifest. La giornata conclusiva della kermesse cinematografica barese si presenta colma di eventi interessanti, a partire dalla proiezione del film “Non pensarci” di Gianni Zanasi. Subito in coda la master class con Valerio Mastandrea, che ha interloquito con il suo fare tipicamente ironico direttamente con il pubblico del Teatro Petruzzelli. In quest’occasione è stato possibile conoscere, attraverso aneddoti ed esperienze significative della carriera, la metamorfosi professionale che ha caratterizzato questo artista. “Un cambiamento fisiologico, naturale” come spiega lui stesso, che lo ha portato a rivedere la sua concezione del ruolo di attore. Con il debutto da regista, non si tratta più di essere sotto i riflettori, di agire in prima linea, bensì di condurre il gioco, di determinare le scelte, assumendosi le responsabilità nei confronti del proprio progetto e di coloro i quali ne fanno parte. Non casuale che questo cambio di boa corrisponda alla sua prima esperienza da padre, ragione per la quale Mastandrea esprime una concezione del cinema stesso più matura: uno strumento per raccontare la propria realtà e anche quella degli altri, offrendo un vero servizio alla comunità.

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Ricordiamo infatti che Mastandrea è tra i fondatori della Scuola d’arte cinematografica della Magliana, dove dice gli alunni dimenticano la visione da talent che si ha del mondo dello spettacolo, e apprendono l’importanza di diventare qualcuno con qualcosa da dire, prima di diventare qualcuno.

Si prosegue nel primo pomeriggio con la proiezione attesissima del film “Polvere di stelle” con Alberto Sordi e Monica Vitti, che ha permesso di guardare Bari sotto una veste completamente diversa, grazie al filtro della nostalgia per un passato che pochi nella giovane platea del Petruzzelli ha vissuto. La pellicola restaurata a partire dal negativo conservato da Sordi in persona, dalla cineteca nazionale, è stata presentata per la prima volta al pubblico nella versione integrale di 159 minuti. Molto suggestivi gli applausi spontanei per le scene dell’inchino della compagnia di comici scamiciati di fronte al Petruzzelli, e per le panoramiche sull’interno originale del teatro, con la cupola affrescata, così come l’effetto stesso del teatro nel teatro. A conclusione l’assegnazione del premio Federico Fellini Platinum Award a Valerio Mastandrea, i premi alle Opere prime e seconde, i premi Nuovo Imaie e l’anteprima internazionale del film “Passeggeri notturni” di Riccardo Grandi. È così che l’utopia di cui parlava Edgar Reiz riferendosi a questo festival si concretizza ogni anno in maniera più convincente, radicandosi sul territorio e presentando sempre migliori propositi per gli anni a venire.

Federica Scippa

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