Bilancio positivo per l’apertura straordinaria del Teatro “N.Piccinni” di Bari.

Meraviglia e orgoglio nei commenti dei 6.000 visitatori

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Percorrere il tragitto delineato per l’ingresso al teatro è stato, per i più nostalgici, come andare incontro ad un appuntamento con la fantasia. Aspettando i turni di ingresso, in un fine settimana programmato per visite gratuite guidate all’interno dell’edificio, sembrava quasi possibile udire in lontananza il rumore degli zoccoli dei cavalli che, nelle eleganti serate di gala, accompagnavano i nobili all’ingresso del teatro.

Un edificio così elegante e maestoso che, calarsi nel fascino di altre epoche con le ali della fantasia, è gioco facile anche per i meno romantici.

Restituito alla cittadinanza dopo quasi otto anni dalla sua chiusura, nel fine settimana coincidente con la chiusura delle festività natalizie, migliaia di visitatori hanno prenotato a Bari una visita guidata per conoscere lo stato di avanzamento dei lavori dello storico teatro “N.Piccinni”.

Dopo aver registrato un sold-out che ha reso necessario, fin da subito, aumentare il numero degli ingressi, all’uscita dell’ultimo turno delle 18,50 di domenica di Epifania, il bilancio degli accessi complessivi ha registrato il numero di 6.031 visitatori, divisi in 40 gruppi.

Siamo molto felici – ha dichiarato il sindaco Antonio Decarodi come i cittadini hanno accolto questa iniziativa, con un entusiasmo travolgente e un interesse straordinario testimoniati non solo dal numero di visitatori ma anche dalle visualizzazioni registrate nelle due giornate sulle pagine di contenuti realizzate ad hoc sul sito del Comune e messe a disposizione dei visitatori attraverso QR Code che hanno segnato complessivamente 2.332 visualizzazioni. E’ stato un momento bellissimo, lo si intuisce facilmente dai numerosi messaggi lasciati sul libro dei visitatori, che dimostrano la grande varietà di persone – per età e provenienza – che hanno visitato il teatro appassionandosi non solo alla bellezza del velario, dei fregi e degli spazi restaurati, ma anche delle vicende che lo hanno attraversato, rendendolo uno dei luoghi identitari più forti della città, la cui storia è indissolubilmente legata a quella di Bari e dei baresi. Ora dobbiamo procedere spediti con il completamento dei lavori del terzo e ultimo stralcio per tornare ad ospitare la prossima stagione della prosa comunale in quella che è la sua ‘casa’ naturale”.

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Il “Real Teatro Maria Teresa”, su proposta dell’allora sindaco, Antonio Carrassi, doveva essere intitolato a Maria Teresa d’Asburgo-Teschen moglie di Ferdinando II, re delle due Sicilie. Ma la sovrana, poco prima rifiutò, temendo che il suo nome potesse essere associato ad un “logo mondano”. Il 4 ottobre del 1854 l’inaugurazione ebbe luogo senza che il teatro avesse in realtà un nome.

Il 23 gennaio 1855, per volontà di molti cittadini baresi, il primo teatro della città, fu dedicato ad uno dei maestri dell’opera buffa napoletana, nonché illustre musicista, il concittadino Niccolò Piccinni.

Dalla sera dell’esordio, sulle note del Poliuto di Gaetano Donizetti, nel teatro è stato presentato il repertorio operistico italiano più celebre.

In anni in cui la trasposizione operistica del melodramma infiammava il popolo, accomunando tutte le classi sociali in un’unica passione, il Piccinni divenne il fulcro della città e massima espressione della sua effervescenza culturale.

Così, i velluti vivaci degli arredi, gli ori intessuti nei damascati, le preziose stoffe francesi che adornavano le pareti, il fastoso palco reale, riuscivano a creare un ambiente da fiaba.

Le signore in lungo, con lo scintillio dei loro strascichi, rendevano le rappresentazioni occasioni imperdibili di socialità.

Per i circa 30mila cittadini baresi dell’epoca appassionati di musica, il nuovo teatro comunale rappresentava il luogo finalmente adeguato per l’arte e le sue espressioni.

Nel 1878 re Umberto I e la Regina Margherita assistettero dal palco reale alla Traviata di G.Verdi, mentre nel marzo del 1891 venne rappresentata la Cavalleria Rusticana.

Tra il pubblico era presente il compositore Pietro Mascagni.

Quella fu l’occasione in cui, una sollevazione popolare scaturita dall’insufficiente capienza del teatro, spinse l’allora amministrazione comunale ad accogliere la proposta di costruzione di un teatro rispondente alle accresciute richieste di un pubblico culturalmente più esigente. Il Teatro Piccinni, fino ad allora unico spazio dell’arte a Bari, consegno’, ai primi del ‘900, la sua storica tradizione al nascente Teatro Petruzzelli.

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Il restauro, finanziato nel corso degli anni con fondi europei, regionali e del ministero, sarà concluso in un paio di mesi prima della riapertura prevista per la prossima primavera.

Restaurato il maestoso velario che raffigura l’Olimpo con Apollo sul cavallo Pegaso in mezzo alle Muse, con stemmi ed ornati a basso rilievo, dorati con oro di Francia.

Il pittore napoletano Luigi De Luise ne elaborò le figure, Leopoldo Galluzzi e Giuseppe Castagna, le decorazioni. Alzando gli occhi al cielo si ha quasi la sensazione di divenire parte integrante di quel tripudio di colori e di forme così perfetti da sembrare in movimento.

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Abbiamo riaperto il teatro dopo il completamento del restauro, ora mancano solo i lavori impiantistici e poi lo riapriamo alla città con la prosa. Si completa cosi, il miglio dei teatri: con il Piccinni, il Margherita che in questi giorni ha contato 50.000 presenze con la mostra di Van Gogh e il Petruzzelli, che ha fatto registrare sold out per tutte le repliche della Traviata. Ora la sfida sarà sui contenuti”. Nel commento del sindaco di Bari Antonio Decaro, traspare soddisfazione ed orgoglio per aver restituito alla cittadinanza pezzi identitari della cultura barese.

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Dopo le prove dell’acustica dello scorso 20 dicembre, nel grande salone a forma di cavallo del Teatro Piccinni, con l’esecuzione di alcuni brani musicali affidati al duo di contrabbasso e sassofono composto da Gianfranco Balena (sax alto e soprano) e Giuseppe Bassi (contrabbasso), si procederà nei prossimi giorni con gli ultimi lavori che riguarderanno la parte scenotecnica e l’allestimento degli arredi.

L’ultimo passo riguarderà le operazioni di collaudo con le relative autorizzazioni degli enti preposti.

Per la primavera 2019 la stagione di prosa e danza barese avrà quindi un unico palcoscenico e un teatro comunale pubblico capace di ospitare 775 spettatori; un contenitore culturale tra i più belli della città, un luogo che, come auspicava il Marchese di Montrone, sarà degno della grandezza ed opulenza di questa città.

Maria Cristina Negro

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