Brexit, abbracci e lacrime in aula fra i deputati

E ora che cosa cambia?

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Dopo più di tre anni, i parlamentari europei con un voto storico hanno approvato l’uscita di Londra dall’Unione Europea.

La lunga trattativa, aperta con un referendum popolare, è finita con 621 sì, 49 contrari e 13 astenuti.

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Sono 73 gli eurodeputati britannici che lasciano i loro seggi che saranno ripartiti fra i restanti paesi, mentre una parte sarà congelata in vista di eventuali nuovi e futuri ingressi. Si passerà dagli attuali 751 seggi a 705.

Fazioni contrapposte e soprattutto tardivi ripensamenti sono stati al centro dell’attenzione dei mass media di tutto il mondo.

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A fine votazione, i britannici del Brexit Party, capeggiati dal loro leader Nigel Farage, hanno esultato. «Noi adoriamo l’Europa, mentre odiamo l’Unione europea», ha detto l’eurodeputato che aveva paragonato il divorzio dall’Unione alla decisione di Enrico VIII di staccarsi dalla Chiesa di Roma.

Nella fazione opposta tra Socialisti, Democratici e Liberali, lacrime e tristezza.

Toccanti gli interventi degli eurodeputati scozzesi che hanno deplorato questo momento sottolineando che la «Scozia è una nazione europea».

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Adesso si apre la porta alla seconda fase dei negoziati sulle relazioni future fra Londra e Bruxelles, poiché il Consiglio europeo, da oggi tramite procedura scritta darà il via libera al divorzio, mentre nella notte tra venerdì 31 gennaio e il primo febbraio le bandiere dell’Union Jack non sventoleranno più davanti alle tre sedi istituzionali del parlamento europeo.

E ora? Che cosa cambierà nei nuovi rapporti? Quali diverse regole bisognerà osservare?

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Si comincia a dire che dall’1 febbraio, formalmente il Regno Unito non farà più parte dell’area di libera circolazione di persone e merci, anche se bisogna precisare che, in effetti, il Regno Unito non ha mai aderito alla Convenzione di Schengen e dunque era anche in passato comunque sempre necessario il controllo di documenti d’identità in partenza e in arrivo.

Per i turisti o per chi intende andare nel Regno Unito a qualsiasi altro titolo, se oggi bastava la Carta d’identità per entrare - è sarà così per tutto il 2020 - dal prossimo anno occorrerà il passaporto inoltre, se fino ad oggi è stato possibile trasferirsi nel Regno per fermarsi per sempre o per tutto il tempo desiderato, da oggi vigeranno le stesse Leggi che regolano i paesi stranieri, sarà quindi necessario ottenere un Visto per vivere e lavorare nel paese.

Dal 2021 sarà richiesto il Visto Turistico anche per chi semplicemente sceglierà Londra per le sue vacanze o per i fine settimana, anche se si tratterà di Visti facilitati che si otterranno online. Chi avrà voglia di shopping dovrà premunirsi di sterline poiché se fino ad oggi si poteva pagare in euro, d’ora in poi gli euro non saranno più accettati nemmeno dalle carte di credito.

Anche gli studenti, spesso minorenni che si recano in Inghilterra per imparare la lingua dovranno essere muniti di un documento d’ingresso, ma non sono previsti particolari inasprimenti o difficoltà rispetto al passato, mentre per l’Erasmus - il programma di scambio universitario tra i paesi membri dell’Unione Europea - ci saranno diverse modifiche, forse la totale abolizione, tuttavia il Governo ha garantito che terrà in piedi un qualche sistema di scambi tra università.

Nuove frontiere segneranno i confini tra l’Inghilterra e l’Unione Europea. Essendo un’isola, già oggi il paese è separato dal resto del continente. Bisognerà però individuare un confine fisico tra l’Irlanda del Nord, che appartiene al Regno Unito e la Repubblica d’Irlanda, stato membro dell’Ue.

Aerei e navi devono compiere controlli di frontiera e operazioni doganali in entrata.

Controlli di dogana sono previsti anche per i passeggeri del treno veloce che collega Parigi e Londra, unico collegamento terrestre diretto tra l’Inghilterra e l’Europa.

Il Regno Unito che importa merci in enorme quantità soprattutto dall’Italia dovrà dall’1 febbraio pagare una tassa su cibo, abbigliamento, arredamento, macchinari e tanto altro.

Questo, in effetti, è uno degli argomenti più spinosi della trattativa commerciale.

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Non ci saranno invece limiti all’immigrazione legale, purché i lavoratori potranno dimostrare di avere un lavoro pagato più di 30mila sterline l’anno dal datore di lavoro. La misura serve a limitare l’ingresso di manodopera non specializzata e favorire l’ingresso di lavoratori stranieri qualificati.

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"Lasciate l’Ue - ha detto il presidente del Parlamento David Sassoli, rivolto ai colleghi britannici - ma continuerete a far parte dell’Europa. Per questo a tutti i colleghi dico ’arrivederci’. Voglio salutarvi con le parole di Jo Cox, deputata britannica uccisa in campagna elettorale: ’Abbiamo molto più in comune di quanto ci divide’".

“La Brexit è uno specchio di divisioni in cui l’Europa non avrebbe voluto specchiarsi. È una scelta che non abbiamo voluto, che ha voluto la maggioranza del popolo britannico, che noi non possiamo che accettare. Non è una bella pagina per l’Ue e non è una prospettiva di gran successo nemmeno per il Regno Unito” dice il commissario agli Affari Economici Paolo Gentiloni dando parola alle emozioni di molti.

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Ai parlamentari in uscita viene regalata una targa-ricordo del Parlamento europeo, da portare a casa.

Cala dunque il sipario sulla Brexit e alla mezzanotte di venerdì 31 gennaio calerà anche l’Union Jack che finora ha sventolato insieme alle altre ventisette bandiere europee davanti all’Europarlamento.

(Foto dal Web)

Gianmatteo Ercolino

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