Brexit, bocciato il no deal

Ex ambasciatore italiano in Cina: "Solito teatrino no attenzione a interessi Paese" - Irruzione a scuola, strage in Brasile

1552533288piccola_Notizie_dal_mondo.jpg

Brexit, bocciato il no deal

cms_12112/brexit_afp_140.jpg

Brexit, è caos. Il Parlamento britannico approva con 312 voti a favore e 308 contrari l’emendamento della conservatrice Caroline Spelman che respinge del tutto l’ipotesi di un’uscita ’disordinata’ dall’Unione europea. La Camera dei comuni britannica ha approvato, poi, con 321 voti a favore e 278 contrari l’emendamento del governo che respinge l’ipotesi di un’uscita dalla Ue senza accordo il 29 marzo. Poco prima aveva bocciato con 374 voti contrari e 164 a favore, l’emendamento, a firma dell’ex ministro conservatore Damian Green, cosiddetto compromesso Malthouse, che chiedeva all’esecutivo di procedere con una proroga dell’articolo 50 fino alla mezzanotte del 22 maggio prossimo, data alla quale il Regno Unito dovrà lasciare l’Ue.

"La mozione del governo che sarà presentata" giovedì "fissa a mercoledì prossimo la scadenza per approvare un accordo sulla Brexit" ha annunciato lo speaker della Camera dei comuni, John Bercow, precisando che "se per allora sarà approvato un accordo, il governo chiederà una proroga dell’articolo 50 fino al 30 giugno. Ma se non sarà approvato, il governo avrà bisogno di un’estensione più lunga, che richiederà la partecipazione del Regno Unito" alle elezioni europee del prossimo 26 maggio.

"Se si vuole evitare un no deal, bisogna votare un accordo" ha detto la premier britannica Theresa May, dopo il voto alla Camera dei comuni, sottolineando come ci sia stata "una chiara maggioranza" contro un’uscita senza accordo e assicurando che chiederà una proroga dell’articolo 50. "La mozione che presenteremo domani indicherà la scelta fondamentale di questa aula. Se la Camera dei comuni troverà un modo nei prossimi giorni per sostenere un accordo, permetterà al governo di cercare un’estensione breve, tecnica, limitata dell’articolo 50 - ha affermato la May, ancora senza voce, in una breve dichiarazione - per dare il tempo di approvare la legislazione necessaria e ratificare l’accordo che abbiamo raggiunto con l’Ue". "Ma - ha continuato la premier - lasciatemi essere chiara: un’estensione tecnica breve sarà offerta solo se abbiamo un accordo. Dunque, la Camera deve capire ed accettare che, se non è disposta a sostenere un accordo nei prossimi giorni e non è disposta a sostenere un’uscita senza accordo il 29 marzo, allora sta indicando che c’è bisogno di una proroga molto più lunga dell’articolo 50. Una tale estensione richiederà indubbiamente che il Regno Unito partecipi alle elezioni europee del maggio prossimo. Non penso che sarebbe la giusta soluzione". "Ma la Camera - ha concluso - deve affrontare le conseguenze delle decisioni che prende".

Una proroga dell’articolo 50 è adesso "inevitabile" ha detto anche il leader dell’opposizione laburista, Jeremy Corbyn. "Troviamo una soluzione per affrontare la crisi che ha di fronte questo Paese e le sue profonde preoccupazioni", ha esortato.

La Commissione Europea, afferma un portavoce, "prende atto dei voti di questa sera alla Camera dei Comuni. Ci sono solo due modi per lasciare l’Ue: con o senza un accordo". "L’Ue è preparata per entrambi. Per togliere il ’no deal’ dal tavolo, non basta votare contro il ’no deal’: bisogna arrivare ad un accordo. Abbiamo raggiunto un accordo con il primo ministro britannico e l’Ue è pronta a firmarlo".

Ex ambasciatore italiano in Cina: "Solito teatrino no attenzione a interessi Paese"

cms_12112/bandiera_Cina_Fg.jpg

Le polemiche sul memorandum d’intesa con la Cina sono figlie del "solito teatrino all’italiana, di un dibattito tra fazioni politiche che tutto hanno a mente tranne che gli interessi nazionali". A parlare così, in un’intervista all’Adnkronos è Alberto Bradanini, ambasciatore d’Italia a Pechino fino al 2015 e ora presidente del Centro studi sulla Cina contemporanea, che contesta le preoccupazioni di europei ed americani - "i primi non fanno nulla per noi, i secondi per i quali non dovremmo fare affari con nessuno se non con il Texas - e illustra quelle che a suo parere sono le vere "criticità".

"Dobbiamo capire esattamente dove e cosa guadagniamo noi dal memorandum d’intesa" che dovrebbe essere firmato la prossima settimana in occasione della visita a Roma del presidente cinese Xi Jinping, spiega Bradanini, "dobbiamo imporre alla Cina che sia conseguente ai suoi impegni, perché la Cina tende a dimenticarli, rimandandone l’attuazione alle calende greche".

Forte della sua esperienza cinese, avendo trascorso dieci anni della sua carriera, in diversi momenti, in quel Paese, l’ex ambasciatore avverte: "Il memorandum d’intesa non è che un pezzo di carta, i cinesi ne firmano a centinaia, hanno una tendenza drammatica a farlo perché hanno bisogno di raccoglierne il beneficio politico, ma non hanno certo bisogno di noi".

Bradanini suggerisce allora di fissare con i cinesi "una tempistica attuativa, in modo che tra sei mesi verifichiamo quello che è stato fatto su tutti i temi" contenuti nel memorandum. "Ma posso già dire che non avrà fatto nulla", prevede l’ex ambasciatore, che poi cita una frase di Winston Churchill: "In politica internazionale non ci sono amici eterni, ma ci sono interessi eterni". "L’Italia dovrebbe muoversi con capacità, avendo sempre a mente la stella polare degli interessi della nostra nazione - chiosa - che sono gli interessi della nostra gente".

Gli Stati Uniti sono preoccupati che l’Italia firmi il memorandum d’intesa con la Cina? "Cosa dovremmo fare? Con la Russia non possiamo fare affari, con l’Iran non possiamo fare affari, con la Cina neanche, possiamo farli solo con il Texas?" risponde così l’ex ambasciatore all’Adnkronos, in merito alle obiezioni sollevate da Stati Uniti e adesso anche Unione Europea sul nostro rapporto con la Cina. "Nelle condizioni in cui si trova la nostra povera Italia, con una povertà aumentata per milioni di cittadini, con la classe media che va scomparendo, cosa dovremmo fare noi per sopravvivere? - si chiede - La guerra è finita da 74 anni e stiamo ancora sotto il giogo dei vincitori". Bradanini contesta anche la posizione dell’Europa, che "per noi non fa nulla, se non imporci politiche dello zero virgola". "Evidentemente, questa posizione critica nei confronti dell’Italia - sostiene - è dovuta al fatto che c’è un governo critico dell’Europa e dunque Bruxelles reagisce in maniera scomposta e irrazionale. Ma l’Europa non deve guardare all’Italia come a un partito". E ancora, Francia e Germania "cosa hanno da rimproverarci? - chiede - In particolare, la Germania ha con la Cina un avanzo di 20 miliardi e la Commissione europea dominata dai tedeschi non ha mai sollevato il problema. Mentre invece noi abbiamo con Pechino un disavanzo di circa 20 miliardi di euro" "Per questo - conclude - la cosa più importante è negoziare con la Cina sulla base dei nostri interessi".

Irruzione a scuola, strage in Brasile

cms_12112/Brasile_strage_scuola_Afp_13032019.jpg

Otto morti in una scuola di Suzano, nello Stato brasiliano di San Paolo. Come riferisce il portale ’globo.com’, due adolescenti a volto coperto hanno fatto irruzione nella ’Escola Estadual Professor Raul Brasil’ e hanno aperto il fuoco uccidendo 10 persone, di cui 4 studenti e due dipendenti. Dopo la strage, come rende noto la polizia, i due giovani di 17 e 25 anni si sono suicidati. I feriti sarebbero 23. Tra le vittime, secondo le informazioni che filtrano, ci sarebbero 5 bambini; l’età degli alunni non è stata resa nota.

Non sono ancora noti i motivi dell’azione, che i due giovani hanno condotto a volto coperto attorno alle 9.30. Prima di entrare nella scuola, hanno aperto il fuoco in una concessionaria di auto ferendo gravemente il proprietario, identificato come uno zio di uno dei due assalitori. La polizia, all’interno della scuola, ha trovato una pistola calibro 38, una balestra, un arco e una freccia. Sono state recuperate anche alcune bottiglie e non è escluso che si tratti di molotov. Inoltre, uno dei due giovani aveva con sé un’ascia. Non è ancora confermata la presenza di materiale esplosivo all’interno di una borsa.

La scuola, secondo i dati aggiornati al 2017, ha circa 1.000 studenti. All’interno dell’istituto lavorano oltre 100 persone tra docenti e funzionari.

Redazione

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su