CASI MENINGITE IN ITALIA: È ALLARME?

Diversi episodi registrati dalla fine di gennaio

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Allarme meningite batterica: continuano a diramarsi per tutta Italia casi gravi di infiammazione acuta alle meningi, membrane di rivestimento che ricoprono il cervello ed il midollo spinale, che in casi gravi possono provocare conseguenze fatali. È una patologia in continua crescita che può essere causata da batteri, come il meningococco, lo pneumococco, l’emofilo influenzale e anche il bacillo della tubercolosi -batteri che non danno, però, origine alle forme più gravi della malattia-, ma anche da funghi e virus. La meningite non è altamente contagiosa, si potrebbe rischiare la trasmissione in caso di contatto stretto con la persona colpita dalla malattia. L’infezione viene trasmessa attraverso i batteri contenuti nelle gocce di saliva, disperse nell’aria a causa di starnuti, ad esempio, colpi di tosse o semplicemente parlando. Non esiste, al momento, nessuna situazione epidemica, la circolazione e il contagio della malattia è considerata nella norma rispetto ai dati degli ultimi anni. La meningite, molto frequente fra neonati e piccoli bambini, può colpire chiunque e maggiormente chi possiede un sistema immunitario poco funzionante, come anziani e malati. I sintomi della patologia sono generalmente caratterizzati da irrigidimento della parte posteriore del collo, mal di testa, nausea e vomito, febbre alta, e ancora, convulsioni e sonnolenza. Nei neonati e i bambini alcuni sintomi possono anche non palesarsi: è importante prestare attenzione ad altri segnali che potrebbero indicare un inizio della patologia, come poco appetito, irritabilità e febbre alta.

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Il Ministero della Salute si sta movimentando per consolidare la copertura vaccinale, garantendola alle classi di età a rischio, in distribuzione gratuita. All’Ospedale Maggiore di Bologna, nella notte fra il 18 e il 19 scorso gennaio, un bambino è morto perché il suo caso di meningite è stato scambiato dai medici per una banale influenza e per questo è stato dimesso. Il bambino era stato portato al Pronto Soccorso Pediatrico dell’Ospedale Maggiore a causa di febbre alta: “Alla valutazione clinica il bambino, in buone condizioni generali, presentava una infiammazione alle alte vie respiratorie e rispondeva alla terapia di paracetamolo, condizioni comuni in periodo di picco influenzale che non hanno richiesto ulteriori provvedimenti”. In serata il bambino è stato ricoverato nuovamente a causa di un peggioramento, le condizioni che sembravano normali sono gravemente peggiorate nel giro di poche ore. Il bimbo non è riuscito a rispondere alla terapia ed è morto nella notte fra il 18 e il 19 Gennaio. Così come il caso del decesso del ragazzo di 15 anni avvenuto il 16 gennaio allo “Spallanzani” di Roma: “La situazione è sotto controllo e non vi è alcun allarme meningite – ha detto l’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato - ed è stata eseguita la profilassi secondo le linee guida e i protocolli clinici”. O quello delle ultime ore di una cinquantacinquenne ricoverata nel reparto diRianimazione e Terapia intensiva dell’Ospedale di Città di Castello per una meningite meningococcica“. Sicuramente si tratta di casi sporadici ed è necessario evitare l’allarmismo, ma bisogna garantire interventi immediati e mirati ogni volta che si verifichi un caso di contrazione della malattia.

(Foto da: AdnKronos)

Nicòl De Giosa

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