CELEBRAZIONE DEI “MISTERI” CONTRAPPOSTA AL DIVINO MISTERO?

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Pur dovendoci attendere di tutto in questo mondo perchè, di tanto e del suo esatto contrario, il girotondo è continuo; tuttavia, servirebbe un limite ed una riflessione in omaggio a quella imprescindibile ragione umana che, nel vivere pratico, si affida a ciò ch’è tangibile e, nel rispetto di sacri dettami, confida anche nel Divino Mistero.Ma, se Misteri sono anche quelli appena celebrati, la logica ne evidenzia le contraddizioni; oggi che, ancor più rispetto agli anni passati, alla precarietà di chi vada reclamando un salario mancante, è stata contrapposta l’eco stonata d’una spesa ridondante per quelle statue-Misteri, figuranti il Dio nato e morto in povertà dopo che la sua Passione, sulla via della Croce, costò solo 30 danari.Invero, poco si concilia l’evangelica condanna dello spreco, indicato persino causa di perdizione, con l’ignorarsi, dallo stesso pulpito, l’attuale Tarantina mortificazione di una “croce” fatta di troppa disoccupazione; al cui rispetto, di certo, il Cristo non pensava a futuri replicanti del Mistero della Croce e “madonnari” pronti ad esborsi, oltremodo esosi, di una ricchezza ostentata quanto poco intonata al bisogno di tanti poveri “cristi”; per cui, se la consegna divina fu di “tuonare” contro l’esibizione danarosa, per Apostoli e Confratelli doveva essere tutt’altro che un invito ad una spesa onerosa ancorchè avvolta in panni di beneficenza pomposa.Così, nemmeno sembra che l’esclusione di ogni presenza femminile dal Ministero del culto sia stato monito di quel Cristo che non aveva visto nella donna una sacrilega invadenza; nè, mai, l’aveva additata indegna strega con spirito immondo ed anzi, quale madre-amica-sorella, se l’era posta accanto nel mondo; mentre le donne, sia pure Consorelle, continuano ad essere escluse anche nella Passione come in ogni altro Sacro Rito dove solo il maschio ha ruolo di attiva partecipazione.Come se non bastassero queste irrisolte contraddizioni; oggi, si rilevano comportamenti anche poco consoni al cospetto di quei Misteri con il seguito in marcia funebre; dato il solito “codazzo” acclamante che, al rientro della processione, essendo esploso in tifo da stadio per il troccolante che bussa alla porta della chiesa con ultimo sforzo nella sua grande stanchezza, subito dopo sciama via senza alcuna riverenza, non curandosi se sono ancora presenti le statue-Misteri.In definitiva, pur tendendo al Divino Mistero, allo stesso non sembra del tutto aderente proprio la celebrazione dei Misteri; se la profusione di danaro in nome dell’antica Croce del Cristo immolato non sia volta ad abbattere le croci dei troppi “cristi”, secondo la via della salvezza additata; tanto più in una Taranto messa in “croce” dai Barabba e Ponzi Pilati che l’hanno inchiodata con troppe ruberie e altrettante viltà.

Rosa Cavallo

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