CFDA AWARDS 2018

VINCITORI E RED CARPET

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Il quattro giugno scorso si sono tenuti al Brooklyn Museum di New York i Conciul of Fashion Designer of America Awards che ogni anno premiano le eccellenze della moda americana (e non solo) da molti addetti ai lavori considerati una sorta di oscar della moda e per questo organizzati e vissuti proprio come gli oscar cinematografici: red carpet, nomination, suspance e vincitori.

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Per quanto riguarda il premio più ambito, quello di miglior designer è andato a Raf Simons (a sinistra nella foto) per il lavoro creativo svolto per la maison Kalvin Klein e a James Jebbia per Supreme. Simons premiato per l’innovazione e l’originalità portate nella moda womenswear e Jebbia per quella menswear.

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Anche l’italianissima Donatella Versace si è aggiudicata l’International Awards (la sesta italiana a riceverlo) come designer della maison Versace, l’inossidabile e sempre onnipresente su ogni red carpet che si rispetti Naomi Campbell che si è aggiudicata il Fashion Icon Awards dell’anno. L’ex top model è stata una delle più ammirate sul red carpet con il suo abito a frange di un rosso fiammante in tonalità degradè griffato Ralph Lauren. E’ stata la più fotografata, anche della sua giovane collega Gigi Hadid, devo dire che il suo abito è bellissimo e le sta divinamente (francamente pensare ad un capo che stia male a Naomi è impresa quasi impossibile!). Le uniche pecche sono state le décolleté (ormai sapete la mia avversione per le décolleté sui red carper, sempre meglio un bel paio di sandali) e il cocker di raso nero che serve solo a rendere pesante l’outfit e a distogliere l’attenzione dalla parte superiore dell’abito. Qui di seguito potete leggere tutti i vincitori nella serata dei CFDA:

Womenswear Designer of the Year: Raf Simons per Calvin Klein
Menswear Designer of the Year: James Jebbia per Supreme
Accessory Designer of the Year: Ashley e Mary-Kate Olsen per The Row
Swarovski Award for Emerging Talent: Sander Lak per Sies Marjan
CFDA Influencer Award: Kim Kardashian
CFDA Members Salute: Ralph Lauren
Fashion Icon Award: Naomi Campbell
Swarovski Award for Positive Change: Diane von Furstenberg
Geoffrey Beene Lifetime Achievement Award: Narciso Rodriguez
Founder’s Award: Carolina Herrera
Media Award in Honor of Eugenia Shepherd: Edward Enninful
International Award: Donatella Versace

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Un importante anniversario è coinciso con la serata dei CFDA, i cinquant’anni della maison Ralph Lauren da sempre simbolo dell’eleganze americana, è stato lui l’inventore dello sporty chic con le sue iconiche polo con cavallino, logo della maison.

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Ormai si sa, per gli americani ogni scusa è buona per fare festa, organizzare eventi dove star e presunte tali possono calcare i red carpet per essere ammirate e fotografate, per noi comuni mortali i red carpet sono la scusa per fare le pulci ai loro outfit, sognando abiti che forse non indosseremo mai e capire quali sono i trend di stagione che veduti e ricorretti entrano poi nella moda di tutti i giorni. Poteva esserci un red carpet senza Kim Kardashian? Ovviamente no, anche perché in questa occasione la presenza era più che giustificata visto che ha vinto il CFDA Influencer Awards. Si è presentata sul red carpet con un outfit color crema (in Rick Owens) che ha messo in bella mostra la sua giunonica silhouette, un outfit più da serata in discoteca che per un evento di gala, la maglia annodata sotto al seno è cool per un aperitivo in riva al mare, ma non su un red carpet, il fitting della gonna è totalmente sbagliato sui fianchi. Nemmeno l’acconciatura riesce a dare un tono all’outfit, più che regalare glamour alla Kardashian, le regala un allure da casalinga disperata che cerca di raccogliere i capelli alla bell’e meglio!

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Guardando l’outfit della top Gigi Hadid non si fatica a credere che Naomi Campbell è riuscita a rubarle la scena. La tuta super attillata dal mood carnascialesco che rievocava la maschera di Arlecchino (atelier Versace) era davvero orribile, non ci sono attenuanti, ma dopo aver visto l’outfit della Hadid gli organizzatori avranno avuto la tentazione di non premiare più la designer Donatella Versace?

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L’outfit della modella Irina Shayk racchiude in un solo abito (atelier Diane von Fustenberg) tre macro trend per questa stagione: l’asimmetria, le ruches e la stampa animalier declinata in tonalità pop come il verde lime del suo abito. Non è detto che dovete anche voi indossarli tutti e tre contemporaneamente nello stesso outfit, ma ricordatevi che sono delle tendenze da tenere a mente per questa primavera-estate. La scelta degli accessori minimal (ditemi se non è sempre la scelta giusta quella del sandalo) e di un colore neutro come il nero è perfetta, così come l’assenza di qualsiasi tipo di bijoux, che dire non ha sbagliato un colpo.

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Anche la modella Amber Heard (in Michael Kors collection) ci propone un outfit di forte tendenze che abbiamo visto già su molti red carpet: lo stile maschile reso glam dallo sparkling. Molto bella la camicia candida con le ruches, sarebbe stato un outfit perfetto se invece della stringata bassa avesse optato per un sandalo con tacco alto che avrebbe messo ancor più l’accento sulla dicotomia, a mio parere molto chic, tra maschile e femminile. L’errore imperdonabile è stato quello di indossare l’orologio (che il dress code abolisce per le serate di gala), ma se proprio non poteva privarsene nemmeno per una serata, avrebbe dovuto sceglierlo minimal e di color silver e non imponente, per non dire kitsch, come quello indossato.

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L’attrice Cate Blanchett sempre impeccabile questa volta si è presentata sul red carper dei CFDA con un outfit incomprensibile (atelier Monse). C’è un po’ di tutto: una longuette di paillettes, ma anche un’altra gonna modello pareo, c’è una camicia troppo sportiva con su una giacca con grandi risvolti sparkling arrotolati sino ai gomiti (il dress code non si è ancora ripreso!) e ciliegina sulla torta un bel paio di décolleté nere, di sicuro l’outfit più brutto indossato dall’attrice su un red carpet, nemmeno la sua classe innata riesce ad evitare la totale caduta di stile.

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La stilista Donna Karan si è presentata sul red carpet pensando di andare ad un happy hour con le amiche e devo ammettere che questo outfit non depone a favore del fashion made in USA. A prescindere dagli occhiali che devono essere aboliti per legge negli eventi più formali, non ci si può presentare su un red carpet con la prima cosa che si trova nell’armadio e indossato un po’ come capita, una coda di cavallo per acconciatura che può essere accettabile solo per un appuntamento dell’ultimo minuto e non si ha il tempo per andare dal parrucchiere, ma inammissibile per un evento di gala di cui si è a conoscenza mesi prima.

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La modella curvy Ashley Graham (atelier Vera Wang Bridal) ci mostra che con le dovute accortezze anche una donna plus size può benissimo indossare un outfit total white senza cadere nel solito stereotipo del total black. L’abito ha un fitting perfetto che sottolinea la sua silhouette senza strizzarla, ha una linea pulita, un’assenza di decori che contribuirebbero ad aggiungere solo volume e le sue braccia, che per le donne curvy sono un grande cruccio, sono coperte, ma non nascoste, mentre lo strascico è l’elemento che dona slancio alla figura (strascico che è funzionale a tale scopo solo se siete alte, altrimenti si ottiene l’effetto contrario). Molto chic la scelta degli accessori della stessa tonalità dell’abito, da copiare l’intero outfit in previsione di un evento importante.

T. Velvet

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