CONFESSIONE, CASUALE, DI UNA GIOVANE ”ESCORT".

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Uno strano mestiere quello del giornalista. Cerchi uno scoop e non riesci a cavare un ragno dal buco, poi, involontariamente, ti accade che...Sono in treno in partenza da Milano alle 7,50 con arrivo previsto a Bari intorno alle 14,30. Da fumatore incallito mi aspettano sette ore di calvario. Per mia fortuna il posto di fronte al mio risulta momentaneamente libero. Spero proprio che prima o poi non venga occupato per potermi distendere e viaggiare comodamente. Dopo più di un’ora arriviamo a Bologna. Mi toccano pochi minuti per soddisfare il mio tabagismo. Senza mai mollare la mia macchina fotografica professionale munita di tele obbiettivo mi catapulto giù dal treno.

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Al rientro in carrozza noto che il posto di fronte al mio è stato occupato. I giornali che avevo depositato sul mio sedile sono diventati di proprietà della dirimpettaia che si scusa, mi rende le riviste e comincia a fare diverse telefonate. Solamente a questo punto mi rendo conto che la “signorina” con enormi occhiali da sole Cartier, minigonna inguinale, scollatura abissale e rolex autentico finge di parlare di lavoro. Il solo accavallamento delle sue gambe, lunghe, tornite e abbronzate, non mi permette di leggere la marca della sua biancheria intima. Continuo a scrutarla con occhi interessati fino a quando, dovendosi ritoccare il maquillage, apre il suo beauty case e comincia a poggiare sul tavolinetto di servizio una marea di oggetti a me totalmente sconosciuti. Sono oggetti cromati, colorati e dalle fogge più strane. Sembrano portachiavi, ma non essendo muniti di alcun moschettone metto a fuoco che potrebbero essere dei “sexy toys”.

cms_3202/foto_3_.jpgLa dirimpettaia, dall’accento romagnolo coglie il mio sguardo imbarazzato e giocando d’anticipo esclama:

“...non ci siamo ancora presentati, permette...mi chiamo Claudia, sono di Bologna, universitaria fuori corso e...testimonial o ragazza immagine per alcune aziende d’abbigliamento intimo".

A parer mio la situazione si presenta intrigante. Faccio mente locale e avendo intuito che sicuramente abbia bluffato, decido di non dirle che sono un giornalista. A mia volta mi spaccio per fotografo di settimanali di gossip. Sembra che la mia bugia abbia sortito l’effetto desiderato. Vedo il suo sguardo illuminarsi e, con fare interessato, mi fa notare che le farebbe immenso piacere “posare” per qualche rivista con la quale lavoro.La invito a parlarmi di lei per tentare di capire quali possano essere le sue “aspirazioni artistiche”. Con una forma di falsa pudicizia tenta di abbottonarsi la camicetta, inforca gli occhialoni e comincia spontaneamente il suo racconto.

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“Gli incontri casuali, a volte, possono riservare diverse occasioni lavorative. Lei non mi crederà, ma il suo volto mi ispira fiducia! Molta fiducia...quasi paterna. Ho partecipato per ben due volte alle finali nazionali di miss Italia e non avendo voluto mai accettare alcun compromesso mi son ritrovata con le pive nel sacco e la carriera bloccata...”

Riesco, con la scusa di cercare dalle mie tasche una caramella, a far partire il mio mini registratore. Al giorno d’oggi, incalzo, il mondo dello spettacolo è pieno di personaggi opportunisti, squallidi e improvvisati e sarebbe giusto andar cauti. Essenzialmente nel suo caso, così giovane, bella e appariscente. Intuisco che, se le avessi dato corda lenta, ci sarebbe scappata una bella e inaspettata intervista. Ammetto di aver simulato una telefonata di lavoro, durante la quale davo del tu alla direttrice immaginaria di una nota rivista. Questa mia mossa, subdola, aveva provocato l’effetto desiderato. Cominciò così il suo lungo e particolareggiato racconto.

cms_3202/foto_5_.jpg“ Non ho più contatti con la mia famiglia da anni. La figura paterna mi è sempre mancata ...di quella materna, poi, preferirei non parlarne. Me la son sempre cavata da sola. Oggi, vista la sua rassicurante presenza, sento di potermi aprire tranquillamente... Deve sapere che ho capito di essere tagliata per il cinema o per la televisione la notte di ferragosto di due anni fa. All’epoca lavoravo in Costa Smeralda, come animatrice, in un villaggio turistico internazionale frequentata da molti vip. Eravamo sulla spiaggia quando un noto conduttore televisivo, dopo avermi divorato con gli occhi e riempita di complimenti, mi promise che avrebbe caldeggiato la mia candidatura artistica in qualità di “valletta”. Ricordo che, per l’occasione, avevo ecceduto con l’alcol e alcune pasticche di ecstasy. Totalmente intontita e senza rendermene conto mi sono ritrovata nuda sulla spiaggia avvinghiata al mio pigmalione sicuramente fatto anche lui. Farà fatica a credermi ma all’alba avevo tra le braccia una persona diversa dal mio primo accompagnatore ufficiale. Riconobbi a malapena un famoso giocatore di serie A, di colore, che trasformò il mio corpo in un pannello solare dell’erotismo".

cms_3202/foto_6_.jpg"I miei ormoni non facevano che urlare “prendimi...prendimi”. Per l’occasione avrò dato il meglio di me stessa offrendogli totalmente il mio corpo. Per la prima volta ero pervasa da sensazioni nuove e irrefrenabili. La mente offuscata, il cuore in fibrillazione e il corpo nudo e caldo pervaso da uno stato di totale erotismo. Intuì che, all’occorrenza, più che la “ragazza immagine” avrei “potuto” e dovuto fare la escort. Decisi che questa nuova professione, sia pur pericolosa e piena di insidie, mi avrebbe non solo soddisfatto sessualmente ma contestualmente mi avrebbe fruttato tanto per vivere in maniera indipendente. Frattanto il fuoco sacro per lo spettacolo non mi abbandonava. Cominciai così, senza troppa fortuna, a cercarmi un produttore. Mi sentivo adoperata e sfruttata da false promesse. L’inverno andai a vivere in un Hotel di Saint Moritz. Sentivo che prima o poi sarebbe accaduto qualcosa. Come avrà potuto notare il mio corpo sembra calamitare l’attenzione degli uomini. A fine anno, mentre sorseggiavo un drink nella hall, un politico romano, gentilissimo e disponibile, mi invitò ad un party che si sarebbe tenuto nella villa di un celebre attore cinematografico francese".

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"Tra corteggiamenti e fiumi di champagne, mi ubriacai con un mix di vodka e Red Bull. Accettai l’invito e mi ritrovai in uno chalet dove gran parte degli ospiti facevano sesso libero in maniera vergognosa. Sui tavoli erano allineate diverse piste di cocaina. Ne feci un uso esagerato tanto da stare male. I particolari di quel 31 dicembre non voglio ricordarli ma, sono certa che, una simile esperienza, rappresentò la pietra miliare della mia nuova vita. Da quel giorno, come sicuramente avrà potuto notare, ho sempre portato con me una seria di accessori erotici, utilissimi tanto per la mia nuova professione che per le strane richieste dei clienti. Tutti perversi e inqualificabili. Mi proposi via internet come “lady mistress” e viste le strane richieste dei tanti clienti importanti decisi di continuare su quella strada. Considerai la strumentalizzazione del mio corpo come l’ariete che mi avrebbe permesso di sfondare nel mondo dello spettacolo anche se con parecchio “amaro in bocca”...

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"Non vorrei averla annoiata ma sentivo la necessità di parlare con qualcuno che potesse capirmi. Le chiedo di non pensare male di me. Data la sua esperienza saprà bene cosa la vita possa riservare ad una ragazza carente di affetto. Mi permetto lasciarle un mio book fotografico e il mio recapito privato...sa...una copertina mi aiuterebbe parecchio...e potrei esserle grata per tutta la vita...!"

A distanza di giorni non ho ancora afferrato chi dei due fosse il gatto e chi la volpe ma, in cuor mio, sapevo di aver raccolto un’intervista inedita e inaspettata.

Ninni Di Lauro

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