CON UNA CORRETTA PREVENZIONE SI PUÒ EVITARE IL 40% DEI CASI DI TUMORE NELL’ADULTO

ALL’ITALIA IL PRIMATO EUROPEO DEI TUMORI PEDIATRICI

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Si può evitare almeno il 40% dei casi di tumore, la prevenzione riscopre prepotentemente il proprio ruolo, spesso inascoltata, direi ignorata da stili di vita frenetici, non adatti ai delicati meccanismi biologici dell’uomo. Il silenzio assordante si rompe quando emergono i dati ufficiali che fanno paura a tutti: ogni giorno in Italia vengono diagnosticati più di 1000 casi di cancro e una stima generale stabilisce che ogni anno, nel Bel Paese, vengono formulate ben 373.000 diagnosi di tumore di cui il 52% fra gli uomini e il 48% fra le donne; e tra questi non sono calcolati i tumori della pelle che rientrano in statistiche differenti.

I dati per il 2018 provengono dalla collaborazione di più Associazioni quali l’AIOM (Associazione Italiana di oncologia medica), AIRTUM (Associazione Italiana registri tumori), Fondazione AIOM e PASSI ( Progressi Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) ma quello che emerge è un dato che lascia pensare, infatti al Nord sono registrati più casi di tumore ogni anno rispetto al Sud, sia negli uomini, che nelle donne; infatti il tasso di incidenza tra gli uomini è più basso dell’8% al Centro Italia e del 17% al Sud/Isole rispetto al Nord mentre per le donne è più basso del 5% al Centro Italia e del 18% al Sud/Isole.

Ma se al Sud si registrano meno casi di tumore, a differenza delle regioni del Nord si muore di più, vengono segnalate le carenze degli screening oncologici sulla popolazione, infatti nelle regioni meridionali non si è osservata la riduzione della mortalità e dell’incidenza dei tumori della mammella, del colon-retto e della cervice uterina; tumori questi per i quali sono previsti opportuni screening sulla popolazione adulta molto diffusi nelle regioni del nord Italia.

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I tumori più frequenti in Italia, in entrambi i sessi, sono quelli del colon-retto con 53.000 nuovi casi, della mammella con 51.000 (questo incremento è dovuto anche agli screening eseguiti nelle donne tra i 45 e 49 anni e nelle donne di oltre 70 anni), del polmone con 41.800 casi, della prostata con 34.800 casi e della vescica con 27.000 casi.

Ma si muore più spesso con i tumori del pancreas, la vera bestia nera in termini di mortalità, presente in entrambi i sessi di cui si registra soltanto la sopravvivenza dell’8% dei pazienti ai 5 anni dal momento della diagnosi; la mortalità è seguita in termini di incidenza dai tumori del colon-retto e della mammella. Secondo l’ISTAT, ogni anno sono registrati circa 179.000 decessi causati da tumori, di cui 3.5 decessi ogni 1000 residenti uomini e circa 2.5 ogni 1000 donne.

In Italia però si sta registrando un aumento estremamente preoccupante del cancro del polmone tra le donne, infatti nell’ultimo anno si sono registrati 13.600 nuovi casi con un incremento del 49% nell’ultimo decennio e questo è messo in correlazione con la diffusione del fumo nelle italiane. Aumentano però in entrambi i sessi i tumori del pancreas, della tiroide e il melanoma.

Se da un lato aumentano i casi di tumore in Italia, dall’altra si riduce la mortalità in entrambi i sessi e questo viene messo in correlazione alla prevenzione primaria, all’uso sempre più diffuso degli screening su base nazionale, al miglioramento delle terapie al miglioramento della qualità di vita.

Escludendo i tumori della pelle, i cinque tumori diagnosticati più frequentemente nel sesso maschile sono rappresentati dai tumori della prostata (18,1%), del colon-retto (14.8%), polmone (14,3%), vescica (11%), rene (4.6%). Nel sesso femminile invece si registrano il tumore della mammella (29,3%), colon-retto (12.6%), polmone (11,1%), tiroide (5.8%), e quello del corpo dell’utero (4.7%).

Aumentano i tumori nei bambini

Un capitolo a parte è rappresentato dai tumori pediatrici che riguardano la fascia d’età 0-14 anni, infatti questi rappresentano circa l’1-2% di tutti i tumori maligni che insorgono nel corso della vita. Il cancro nei bambini rappresenta uno spettro di neoplasie diverse per istologia, razza, sesso, età, sede di origine. Nei bambini tra 0 e 14 anni, i tumori rappresentano la seconda causa di morte dopo gli incidenti con un tasso di mortalità pari a 2.8-3.5 morti ogni 100.000 bambini.

Il dato allarmante è che negli adolescenti (età 15-19 anni) l’incidenza di tutti i tumori maligni è aumentata in media del 2% l’anno in particolare nelle femmine e generalmente si tratta di Linfomi di Hodgkin mentre per entrambi i sessi si registra un incremento dei tumori della tiroide (+8%).

Nelle neoplasie dei bambini sono sconosciute le cause, almeno nel 90% dei casi, e solo in una minima percentuale sono ipotizzabili fattori genetici mentre nell’adulto ci riferiamo essenzialmente a fattori mutageni ambientali. Secondo i Registri Tumori dell’AIRTUM sono registrati circa 164 nuovi casi all’anno per milione di bambini e questi sono dati allarmanti in Italia come negli altri Pasi del Sud Europa (Croazia, Cipro, Malta, Portogallo, Spagna) dove si registra una media di 140 nuovi casi per milione mentre in Italia si registrano le più elevate incidenze rispetto a tutti gli altri Paesi europei con 200 casi fra 0-14 anni per milione di bambini/anno.

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In Italia dunque i bambini si ammalano di tumore di più, perché? Il cancro nell’infanzia dovrebbe farci sorgere più di una domanda perché non possiamo attribuirlo ad uno stile di vita errato, come accade negli adulti, ma dobbiamo invece considerare che sostanze tossiche e cancerogene possano passare dalla madre al feto nel corso della gravidanza o che possano essere somministrate come eccipienti di farmaci nel primo anno di vita.

Non si comprende il perché questo triste primato sia stato “assegnato” all’Italia: l’ambiente dona sostanze tossiche? I controlli ambientali sono scarsi e non affidabili? Inquinamento ambientale? Troppe domande che non possono avere una risposta certa, l’unica certezza è che i bambini italiani si ammalano di cancro più dei loro coetanei europei.

Una domanda viene spontanea: a cosa sono esposti i bambini italiani più dei bambini del resto d’Europa?

Dai dati prodotti dall’AIEOP (Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica- Andrea Pession, Roberto Rondelli dell’Università di Bologna), emerge che in Europa si ammalano 140 bambini ogni milione di soggetti di età tra 0-14 anni con qualche variabilità tra i vari Paesi e tra Europa dell’Est e dell’Ovest. Questo tasso di incidenza è aumentato con un incremento annuo variabile dallo 0.8 al 2.1% a seconda di istotipo, età, sesso e nazione di residenza. L’aumento nei paesi europei è stato rilevante per tutti i tumori e pari all’1% annuo.

In Italia ogni anno sono circa 1380 i bambini che si ammalano di tumore maligno e 780 gli adolescenti pari rispettivamente a 164 casi per milione di bambini e 269 casi per milione di adolescenti senza sostanziali differenze per area geografica. Tali dati sono moto elevati anche se rapportati a quelli registrati negli USA e nei Paesi dell’Europa settentrionale.

I tumori maligni dell’età infantile sono primariamente le leucemie, linfomi, neuroblastomi, Wilms, retinoblastomi ed epatoblastomi mentre negli adolescenti sono registrati maggiormente casi di sarcomi ossei e neuroblastomi.

Nei bambini però l’etiologia dei tumori è ancora ampiamente sconosciuta e solo il 5% di essi ha una chiara origine genetica e in meno del 3% è plausibile una diretta correlazione con esposizioni ambientali quali infezioni, agenti fisici, sostanze chimiche, quindi in oltre il 90% dei tumori pediatrici la causa è sconosciuta.

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Nei bambini si imporrebbe una seria prevenzione primaria nella quale ha un ruolo fondamentale l’epigenetica come ricopre un ruolo importante l’esposizione a radiazioni ionizzanti, non solo diretta, ma anche indiretta in utero.

La fonte di esposizione non naturale più importante è rappresentata dagli esami radiografici a fini diagnostici e dalla radioterapia. La TC è la tecnica che comporta il livello di esposizione più alto con dimostrato aumento di incidenza di leucemie e tumori del SNC proporzionale alla dose cumulativa di radiazioni prima dei 22 anni di età.

La IARC ha stabilito che l’esposizione a radiofrequenze quale causa di tumori infantili, come quelle dei telefoni cellulari è ancora controverso per cui resta indicato un forte atteggiamento precauzionale mentre è dimostrato che il fumo passivo possa causare epatoblastomi nei bambini esposti così come l’uso di pesticidi in gravidanza o durante l’infanzia risulta associato a maggior rischio di leucemie e linfomi così come l’esposizione lavorativa peri-concezionale dei genitori ad alcune sostanze quali solventi ed idrocarburi (IARC, 2012°;Vinson et al, 2011; IARC , 2012c; Miligi et al., 2013).

Sono quindi proprio i bambini italiani ad avere il triste primato europeo dei tumori le cui cause sono, nel 90% dei casi, …sconosciute!

Massimo Montinari

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