COSA ACCADRA’ ALL’ITALIA

AL VIA IL SECONDO GIRO DI CONSULTAZIONI

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Al di là delle temperature tipiche della stagione estiva, l’Italia si prepara a vivere uno dei momenti più roventi della sua storia repubblicana. Dopo le bagarre tra M5S e Lega, che hanno spinto un grintoso Conte a rassegnare le dimissioni, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha avviato il secondo giro di consultazioni per trovare una quadra alla difficile situazione politica del Paese, costretto ancora una volta a vivere un periodo ansiogeno.

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Nella giornata odierna, si sono alternate le varie forze politiche nel seguente ordine: Fratelli d’Italia, Partico Democratico, Forza Italia, Lega e Movimento 5 stelle. L’indiscrezione che era trapelata in questi giorni riguardava un presunto accordo tra M5S, PD e LEU, per garantire la maggioranza parlamentare e scongiurare l’aumento dell’iva.

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Le conferenze post consultazioni non hanno però lasciato intravedere molto. Chi sembra avere una posizione ben definita è Fratelli d’Italia. Giorgia Meloni dichiara infatti: “Le elezioni per noi sono oggi, questo è l’unico esito possibile nel pieno rispetto per l’Italia e per la costituzione. Quello che mi auguro e che sia un governo voluto dal popolo e non da maggioranze parlamentari”.

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Alle ore 11 tocca al Partito Democratico, capeggiato da Zingaretti, varcare la soglia del Quirinale. La posizione dei dem (come ribadiscono da più giorni), è volta a un senso di responsabilità verso il Paese. Il segretario Zingaretti replica con molta fermezza la sua possibile idea di governo: “Abbiamo espresso al Presidente Mattarella tutta la disponibilità a verificare una diversa formazione della maggioranza. Per noi non si tratta di una scelta facile anche per la distanza politica che ci segna con il M5S”. Lo stesso segretario non lascia ombre di dubbio sui punti inamovibili di una futura alleanza. I presupposti vanno, da una scelta europeista, fondendosi con lo sviluppo ambientale fino ad arrivare a un’intesa con l’Europa sul tema immigrazione, cancellando i due decreti di matrice leghista.

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Verso le 12 si rivede in Quirinale Silvio Berlusconi, alla guida del gruppo di Forza Italia. Il leader forzista precisa in maniera netta, la delusione per l’attuale situazione politica: “L’esperienza appena conclusa dimostra che i progetti di governo si fanno con i tempi e le idee. Forza Italia ha condotto una opposizione seria, ma mettiamo un guardia da una maggioranza improvvisata tra diversi”.

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Tanta attesa per la posizione della Lega di Matteo Salvini, che in questi giorni ha fatto tanto discutere l’opinione pubblica per le sue inamovibili dichiarazioni. Il leader leghista ha sottolineato l’unione del suo gruppo: “L’Italia non può permettersi di perdere tempo, non può permettersi un governo che litiga. Per questo, i troppi no hanno portato alla fine di questo governo. Ad oggi la via maestra è quella del voto e non di giochini di palazzo”. Il carroccio tenta di lasciare una porta aperta ad una nuova squadra con i 5 stelle, a patto che i no diventino sì.

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L’ultima delegazione a salire da Mattarella sono i 5 stelle. All’interno della base grillina l’aria è tesissima, proprio per la difficoltà della scelta. Il capo politico Di Maio chiarisce: “La crisi di governo ha fatto precipitare milioni di Italiani, tutto questo compromette migliaia di lavoratori. Non lasciamo affondare la nave, il M5S ha la maggioranza relativa in parlamento. La gente ci chiede il cambiamento e non i soliti calcoli politici”.

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A concludere questa seconda, intensa giornata sono le parole Di Mattarella, che delineano ancora uno scenario dominato dall’incertezza: “La crisi va risolta in tempi brevi per scongiurare conseguenze gravi, lo richiede il ruolo dell’Italia, lo richiedono le incertezze politiche ed economiche. Gli elettori sono chiamati in causa ogni 5 anni o in assenza di una maggioranza parlamentare. Per questo, ho accolto la volontà di alcuni partiti, ma le decisioni devono essere prese in tempi brevi. Martedì riprenderanno le consultazioni”.

Ansia e delusione si alternano nella mente di tutti gli Italiani, preoccupati alla prospettiva di un’ennesima lotta partitica che possa non tutelare i loro diritti e legittimi interessi.

Giuseppe Capano

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