Caffè pedagogico

L’importanza del gioco all’aperto: l’Asilo nel bosco

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Il gioco, si sa, è per i bambini un passaggio fondamentale della crescita.

Utile per la socializzazione, per l’apprendimento (come nel caso del gioco simbolico) e per il contatto e la conoscenza dell’ambiente circostante.

Abituati come siamo a vedere i nostri figli rapiti dai giochi elettronici, abbiamo perso l’abitudine ad immaginarli liberi, mentre corrono all’aperto, in sintonia con il mondo reale a cui, ahimè, talvolta preferiscono quello virtuale.

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Sulla dannosità dell’uso prolungato di smartphone e console elettroniche sono riportati numerosi e autorevoli studi, che dimostrano come vi sia una sorta di dipendenza, specie nei bambini di età inferiore ai dieci anni, i quali non sono in grado di auto-regolarsi per quel che concerne il tempo di utilizzo di tali dispositivi.

Da essi sono come ipnotizzati, incapaci di distoglierne lo sguardo, rapiti appunto.

Vero è che l’utilizzo moderato della tecnologia, offre ai cosiddetti “nativi digitali” la possibilità di migliorare le abilità cognitive e motorie, potenziando i tempi di reazione alle situazioni e la coordinazione visivo-manuale.

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Si tratta infatti di una vera e propria rivoluzione, al punto che l’ultima generazione di bambini viene definita echo baby boom o generazione multi-schermo proprio in virtù di questa capacità trasversale di impiegare i media digitali, anche contemporaneamente, in maniera personalizzata.

Come per ogni attività, sono tuttavia da evitare gli eccessi, limitando il tempo di permanenza davanti allo schermo ed evitando di affidare alla tecnologia digitale la funzione di baby sitter.

Quanto al gioco all’aperto, in primis favorisce lo svolgimento di una salutare attività fisica, utile alla prevenzione dell’obesità e di tutte le patologie ad essa correlate, quali le malattie cardiache ed il diabete.

Trascorrere del tempo in mezzo alla natura allevia lo stress e migliora l’umore anche nei più piccoli.

La voglia di esplorare, essendo fonte di nuove scoperte, stimola le capacità di problem solving e di concentrazione, da cui traggono beneficio in special modo i bambini soggetti a disturbi dell’attenzione.

Innumerevoli sono inoltre i vantaggi di una giusta esposizione al sole: i benefici per la vista ad esempio (al contrario di quanto accade per i giochi elettronici, responsabili di una buona parte di disturbi visivi sviluppati in tenera età) e la prevenzione di alcune patologie quali la depressione ed altri disturbi dell’umore.

Benefici dunque psicofisici che hanno suggerito innumerevoli iniziative che fanno dell’attività ludica all’aperto il proprio punto di forza, l’Asilo nel bosco per citarne una, presente in molte città del nostro Paese, che valorizza alcune attitudini innate del bambino, quali la fantasia, l’immaginazione e la creatività.

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Il progetto pedagogico alla base dell’asilo nel bosco poggia su alcuni concetti fondamentali:

1) lo spazio esterno come aula didattica privilegiata;

2) una grande attenzione alla relazione;

3) l’esperienza diretta come principio cardine della didattica, accogliendo l’insegnamento di un proverbio giapponese molto caro a Bruno Munari: “Chi ascolta dimentica, chi vede ricorda, chi fa impara”;

4) il gioco all’aperto come veicolo didattico privilegiato e come strumento comunicativo maggiormente usato.

Sarebbe utile prendere esempio da queste iniziative che valorizzano il contatto con la natura, per offrire ai bambini una valida e salutare alternativa alla Playstation, non per soppiantarla del tutto, ma per limitarne l’utilizzo al mero divertimento e non creando dipendenza, pericolosa deriva della tecnologia.

Lucia D’Amore

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