Catalfo:Tutela dipendenti aree Coronavirus (Altre News)

Shopping online, controlli fiscali al via - Tariffe, per Pmi italiane bollette luce e gas più care in Ue

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Catalfo:"Al lavoro per tutela dipendenti aree colpite da Coronavirus"

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’’Il ministero è al lavoro per tutelare i dipendenti di aziende dell’area interessata da ordinanza’’ in seguito ai casi di coronavirus. Lo afferma il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, in una nota. "Da ieri, insieme all’Inps, stiamo monitorando gli sviluppi della situazione relativa al coronavirus e studiando le contromisure da adottare per i lavoratori delle aziende situate nell’area interessata dall’ordinanza del ministero della Salute d’intesa con la regione Lombardia".

Il ministero del Lavoro annuncia che ha individuato una misura per sostenere i dipendenti: ’’E’ quella di concedere loro la Cassa integrazione ordinaria (Cigo)’’ si legge in una nota. ’’Trattandosi di un evento imprevedibile, qual è questo, non c’è bisogno di una norma ad hoc. È un primo ma tempestivo intervento che possiamo mettere in campo e siamo pronti a predisporne altri qualora ve ne fosse la necessità".

Shopping online, controlli fiscali al via

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L’occhio vigile del Fisco arriva anche sugli acquisti online eseguiti su e-commerce esteri. I dati raccolti saranno catalogati e messi a disposizione delle autorità nazionali. Nel nostro caso finiranno nelle mani dell’Agenzia delle Entrate.

La novità, evidenzia Money.it, entrerà in vigore nel 2024, per recepire una direttiva europea. Il 18 febbraio, infatti, il Consiglio Europeo ha adottato una serie di norme che modificano la direttiva IVA.

Lo scopo che l’Europa si è posta è quello di arginare le frodi fiscali nelle operazioni di acquisto online all’estero, e per farlo ha introdotto un nuovo obbligo per i prestatori di servizio di pagamento: dovranno conservare i documenti relativi ai pagamenti online transfrontalieri per tre anni.

In questi documenti ci sono informazioni specifiche, come data, importo e Stato di origine del beneficiario del versamento, che consentono l’identificazione del destinatario del pagamento, permettendo così alle autorità fiscali di individuare le imprese fraudolente che evadono l’IVA.

Ogni Stato membro dell’Unione quindi dovrà caricare questi documenti su un sistema elettronico centrale, chiamato CESOP. Il sistema dovrebbe archiviare, aggregare e analizzare tutte le informazioni in materia di IVA.

Di conseguenza, ogni Stato membro avrà accesso alle informazioni caricate dagli altri Stati, così da poterle mettere a disposizione delle autorità fiscali nazionali, naturalmente rispettando le normative in fatto di privacy e sicurezza informatica.

Con questa direttiva europea, che come spiega Money.it autorizza i controlli fiscali sugli acquisti online, si incrementano i dati a disposizione dell’Agenzia delle Entrate a partire dal 2024.

L’obiettivo è quello di disciplinare in modo più specifico il commercio online transfrontaliero, dando agli Stati membri dell’Unione Europea gli strumenti per individuare rapidamente le operazioni di frodi fiscali in materia di IVA.

Sono tanti, infatti, i casi di evasione dell’Imposta sul Valore Aggiunto, tanto da diventare un problema comune a tutti gli Stati dell’Unione.

Tariffe, per Pmi italiane bollette luce e gas più care in Ue

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Per le Pmi italiane le bollette di energia e gas sono le più care d’Europa. Stando ai dati diffusi oggi dalla Cgia, per quanto concerne il prezzo dell’energia elettrica per una famiglia con un consumo domestico medio annuo compreso tra 2.500 e 5.000 KWH, ad esempio, il nostro Paese si colloca al quinto posto con un rincaro rispetto al dato medio dei Paesi dell’area euro pari all’1,4 per cento. Per le imprese, invece, la situazione è molto critica.

Nell’area euro, segnala ancora la Cgia, le nostre bollette sono le più care: rispetto alla media dei 19 Paesi che utilizzano la moneta unica, il costo medio dell’energia elettrica praticata alle nostre attività produttive è superiore del 29,6 per cento. Per il gas, invece, il costo medio che grava su una famiglia italiana con un consumo domestico compreso tra 20 e 200 GJ (Giga Joule - unità di misura dell’energia) è il secondo tra i 19 Paesi che utilizzano la moneta unica. Rispetto alla media dell’area euro paghiamo l’8,2 per cento in più. Le nostre Pmi, invece, pagano il gas il 18,5 per cento in più rispetto la media dei Paesi analizzati.

IN CALO NEL 2019 SOLO GAS E TELEFONO - Nel 2019 a calare sono state solo le tariffe del gas e del telefono. Stando ai dati diffusi oggi dalla Cgia, le tariffe in Italia hanno infatti continuato ad aumentare e le uniche in controtendenza sono state il gas (-0,9 per cento) e i servizi telefonici (-6,1 per cento). Queste voci, assieme alle corse dei taxi (+0,5 per cento) e ai pedaggi sono le sole tariffe ad essere rimaste al di sotto dell’inflazione che, l’anno scorso, è salita dello 0,6 per cento, segnala la Cgia.

Tutte le altre, invece, da quanto rileva la Cgia, hanno subito dei rincari importanti: in particolar modo i trasporti urbani (+2,6 per cento), i servizi postali (+3,4), l’energia elettrica (+5) e i trasporti ferroviari (+7 per cento). Più contenuti, ma comunque superiori all’incremento del carovita, gli aumenti registrati dalla raccolta dei rifiuti (+1) e dalla fornitura dell’acqua (+2 per cento). Solo i pedaggi autostradali/parchimetri non hanno subito sostanziali variazioni rispetto al 2018.

Redazione

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