Come ti avveleno la campagna elettorale con una fake news

Come_ti_avveleno_la_campagna_elettorale_con_una_fake_news.jpg

Ci siamo: è scattato il conto alla rovescia di una campagna elettorale non semplice, non costruttiva e, come facilmente intuibile, più incentrata sulle discussioni in merito all’etica e alla credibilità dei candidati che sui contenuti stessi.

In mancanza di un confronto serio sulle questioni che stanno più a cuore al Paese, sui social si scatenano gli appassionati di notizie da scoop internazionale. L’obiettivo di alimentare la rabbia dei populisti è raggiunto. Nel contempo, è appagata anche l’insana attenzione di chi, scevro da qualsiasi credo politico, si diverte a fare da cassa di risonanza di presunte anomalie al netto della loro reale fondatezza.

L’allarme al grido di “Niente destra nelle schede per l’estero” è solo l’ultimo esempio di inutile caos creato sul web con l’unico risultato di alimentare il pretesto, nell’ipotesi più ottimista, dell’astensione al voto degli sfiduciati. “E ora facciamo scoppiare un casino…” questa la denuncia di una cittadina che ha chiamato a raccolta migliaia di indignati in una sorta di dichiarazione di guerra contro l’ennesima “presunta illegalità”, cioè la mancanza di simboli dei partiti di destra e di centrodestra nelle liste di votazione all’estero. La notizia, chiaramente infondata, si spiega con una svista della “paladina della legalità” in quanto nelle schede per il voto estero i tre principali partiti della coalizione di CDX sono riuniti in un unico logo, come simbolo della coalizione, posto in alto a sinistra. Per quanto riguarda “il presunto scippo” perpetrato ai danni degli altri partiti di Dx, e cioè Casa Pound e Forza Nuova, è corretto specificare che essi non sono presenti sulla scheda in quanto non sono state raccolte le firme necessarie a presentare candidati anche nelle circoscrizioni estere. Per lo stesso motivo, nelle schede elettorali dei nostri connazionali residenti all’estero non sarà possibile trovare neanche i simboli di formazioni politiche di segno opposto, vedi il caso di “Potere al Popolo”.

La signora ha immediatamente rimosso il post, ma inutilmente, perché la bufala, anche se involontaria, circola inarrestabile ad una velocità comparabile solo ai danni che produce.

Per tornare al vivo del dibattito politico, sembrerebbe che le future sorti politiche di “Forza Italia” siano appese ad un albero: “Sono scaramantico a volte, sempre quando mi conviene, un po’ meno se non mi conviene” ha commentato il leader di cdx Silvio Berlusconi, specificando che l’albero bianco pieno di mille luci ancora allestito nella sua casa di Arbore rimarrà lì fino al giorno delle elezioni. “Rimarrà almeno fino al 5 marzo, il giorno della nostra vittoria alle elezioni, e lo chiameremo l’Albero della Libertà”, questo quanto raccolto da Telerama in un’intervista al Presidente Berlusconi. Sapremo solo dopo il 4 marzo se un utilizzo ad uso e consumo così personale dell’albero nasconde, in realtà, un messaggio subliminale.

cms_8492/2.jpg

Giusto per rimanere in tema di festività appena trascorse, il commento di Matteo Renzi sulle proposte degli avversari politici non lascia spazio all’immaginazione “Se la flat tax è credere a Babbo Natale, il reddito di cittadinanza è credere alla befana”, così si è espresso il leader del PD in un convegno dell’Unione industriale di Napoli nel corso di un incontro con gli imprenditori “Il reddito di cittadinanza – ha aggiunto Renzi – è un messaggio diseducativo di una certa cultura assistenzialista. Mi contestano il Jobs Act, ma quelli erano incentivi per chi assumeva. Il reddito di cittadinanza è un incentivo per chi si vuole licenziare”.

cms_8492/3.jpg

Nel frattempo, il leader del M5S Luigi Di Maio è, in questi giorni, impegnato a dimostrare la coerenza dei suoi uomini verso gli ideali di partito, distraendosi dai veri argomenti che servono a tenere alti i temi del dibattito politico. E così quasi più non ricordiamo i punti forti della proposta politica dei pentastellati, distratti come siamo dall’escalation di “furbetti del bonifico”.

Per chi ha tradito, di Maio ha confermato il pugno duro, “saranno cacciati” aprendo, nel sistema, un’ulteriore falla in quanto i controlli sarebbero stati richiesti solo per i parlamentari sospettati. Come dire che quei tanto odiati “studi di settore”, applicati anche alla politica, renderebbero, sicuramente, maggiore giustizia alla verità.

La tegola delle infamanti accuse di presunte aggressioni in ambito familiare del comandante Gregorio De Falco, candidato al Senato con il M5S, conferma un trend al ribasso di una campagna elettorale che invece, a questo punto, dovrebbe dare propulsione verso l’originario progetto di maggioranza assoluta al Governo del movimento.

Le preoccupazioni di Matteo Salvini, leader della “Lega”, viaggiano di pari passo alle esternazioni di Silvio Berlusconi sulla candidatura a futuro premier. “La Lega – dice Salvini – prenderà un voto in più di tutti gli altri partiti del cdx, pertanto da presidente del Consiglio avrò l’onore e l’onere di scegliere i ministri. A Silvio Berlusconi farei fare il Ministro. Non vedo l’ora di far fare il Ministro a persone competenti, settore per settore”.

cms_8492/4.jpg

Entra a gamba tesa Raffaele Fitto nelle controversie della coalizione. Il leader di “Noi con l’Italia”, durante il discorso di benvenuto ai simpatizzanti intervenuti all’inaugurazione della sede del comitato elettorale di via Argiro a Bari, ha lanciato un monito ai suoi alleati, affinché si conservino credibili i contenuti. “Ogni giorno, per prendere un voto in più sulla quota proporzionale se ne sentono di tutti i colori rischiando la credibilità. Ed è per questo che noi come partito rimaniamo fuori dal coro delle facili promesse. Il nostro compito è quello di recuperare quella fascia di elettori moderati del cdx delusi. A loro noi ci rivolgiamo con assoluta chiarezza per tentare di recuperare la loro fiducia. Per poterlo fare occorrono proposte serie ma soprattutto credibili. I progetti vanno giustificati indicandone le coperture, altrimenti restano solo promesse. Aumentare la ‘no tax area’ da 8.000 a 12.000 euro, implementare il tema delle detrazioni in base al numero dei figli a carico, dare una risposta chiara a quella fascia di cittadini il cui reddito non supera i 55.000 euro con un’aliquota del 23%, questo solo per dare chiarezza, altrimenti rischiamo di fare promesse non realizzabili”.

cms_8492/5.jpg

L’Europarlamentare Fitto rilancia poi un tema che sembra aver perso di priorità: quello della questione del Mezzogiorno. Il dato incontrovertibile di questo ultimo squarcio di mandato politico si riassume nei segnali di ripresa, il problema resta nell’incapacità di mettere in campo misure idonee ad agganciare questa ripresa.

“Quando parliamo della questione meridionale dobbiamo parlare dell’utilizzo dei fondi delle risorse comunitarie. L’Italia, dal 2014 al 2020, ha dall’Europa una programmazione pari a 132 miliardi di euro. La maggior parte di queste risorse vengono assegnate al Mezzogiorno d’Italia. Noi siamo quasi al 4° anno di programmazione: sapete quant’è la percentuale di risorse spese? 3 miliardi di euro su 132. Praticamente siamo seduti su una montagna di soldi ma non abbiamo le politiche di sviluppo e di crescita per gestirli. Occorre mettere in pratica politiche in grado di semplificare la spesa e di concentrare le risorse su quegli interventi strategici che diano delle risposte dal punto di vista occupazionale. La disoccupazione giovanile in Italia è superiore al 30%, ma nel solo sud è al 40%. Perché non utilizzare i 18 miliardi di euro del fondo sociale europeo che sono bloccati lì creando politiche reali di diminuzione del costo del lavoro?”.

cms_8492/6.jpg

Il leader del quarto partito della coalizione di cdx ha ribadito l’identità della sua componente politica prendendo le distanze dall’appellativo di “quarta gamba”.Lo vedremo il giorno dopo le elezioni se saremo quarti, e lo vedremo contando i voti” ha dichiarato Fitto. “Io credo che noi potremmo essere la vera sorpresa di questa campagna elettorale, per intanto – ha poi concluso simpaticamente – io vi chiedo scusa per non aver insultato nessuno e per non aver raccontato nessuna barzelletta”.

In una campagna elettorale contraddistinta, per il leader salentino, da abbandoni illustri per opportuni cambi di casacca, ben poco resta di quell’esercito che con 284mila preferenze lo portarono in Europa nel 2014. Ciò nonostante, Fitto saluta i suoi sostenitori con la previsione ottimistica di un risultato ambizioso: raggiungere il 10%.

Nella realtà del capoluogo barese, a onore di una presenza inclusiva sul territorio che lo ha visto spendere ogni momento di questi 15 anni del suo mandato politico per la collettività, l’assenza che farà più rumore è quella del Senatore D’Ambrosio Lettieri. A lui il Presidente Fitto si è ispirato per spiegare i veri valori fondanti di “Noi con l’Italia”, è cioè la lealtà verso un progetto politico che va oltre gli interessi personali.

Maria Cristina Negro

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


Meteo


News by ADNkronos


Politica by ADNkronos


Salute by ADNkronos


App