Coronavirus, prima vittima in Italia. Salgono a 18 i casi accertati in Italia

Speranza:"Il servizio sanitario nazionale è all’altezza della sfida"

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Il nuovo coronavirus miete la sua prima vittima in Italia. Si tratta di Adriano Trevisan, un pensionato padovano di 78 anni, originario di Monselice e che viveva a Vo’ Euganeo. A quanto apprende è morto venerdì sera poco dopo le 22.45. L’uomo era in terapia intensiva in condizioni critiche ed è deceduto all’ospedale di Schiavonia.

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Sarebbe stato individuato inoltre un nuovo caso di coronavirus presso l’Ospedale Civile di Cremona. Si tratterebbe di un paziente ricoverato da 5 giorni nel reparto di pneumologia. Salgono così a 18 i casi accertati in Italia, due in Veneto -con il primo decesso nel nostro Paese - e 16 in Lombardia. L’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera ha spiegato che sono risultati positivi "cinque operatori sanitari dell’Ospedale di Codogno e tre pazienti".

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I primi sei contagiati dunque sono il 38enne (’paziente 1’), sua moglie incinta e il ragazzo che fa parte dello stesso gruppo podistico. Le altre tre persone, tutte di età più avanzata, frequentavano lo stesso bar anche dal padre del podista. Il presidente Attilio Fontana e il ministro della Salute Roberto Speranza hanno firmato un’ordinanza con misure molto precise che riguardano l’area in cui abitano e si spostano le persone che sono state individuate come positive.

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I comuni sono: Codogno, Castiglione d’Adda, Casalpusterlengo, Maleo, Fombio, Bertonico, Castelgerundo, Terranova dei Passerini, Somaglia e San Fiorano. Sono quattro al momento, a quanto risulta, i pazienti ricoverati all’ospedale Sacco di Milano. Oltre alla moglie del 38enne in Terapia intensiva per coronavirus e alla persona rientrata dalla Cina con cui ha avuto ripetuti contatti, al momento negativa, ci sono il podista a contatto stretto del 38enne (positivo) e il medico della coppia, per il quale non si conosce la positività o meno al patogeno. Altri tre pazienti positivi trasferiti da Codogno tra cui il 38enne. Sono quattro gli abitanti di Castiglione d’Adda, in provincia di Lodi, fra i sei contagiati da coronavirus. Di questi "tre sono pensionati, mentre uno no". Lo ha detto il sindaco di Castiglione d’Adda, Costantino Pesatori, in Regione Lombardia.

250 I CONTATTI IDENTIFICATI E IN ISOLAMENTO

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I camici bianchi sono al lavoro per ricostruire la rete di contatti del 38enne. L’uomo, prima di essere ricoverato, ha giocato a calcio con la squadra del bar Picchio di Castiglione d’Adda e partecipato a un corso della Croce Rossa sabato mattina.

Il 38enne positivo coronavirus il 2 febbraio scorso aveva preso parte a una gara podistica a Santa Margherita ligure ed esattamente una settimana dopo, il 9 febbraio, aveva partecipato a un’altra gara a Sant’Angelo Lodigiano. "Il ragazzo fa parte del nostro gruppo, siamo molto preoccupati per lui" ha detto il presidente del gruppo podistico Codogno ’82, Carlo Benuzzi. "Siamo venuti alla mezza maratona delle Due perle a Santa Margherita Ligure lo scorso 2 febbraio, ha corso con me, stava bene, c’era anche sua moglie, abbiamo corso insieme domenica 9 mentre il 16 non si è presentato a correre". "Da sabato 15 in avanti sembra che abbia cominciato ad avere qualche linea di febbre -prosegue Benuzzi- ci sentiamo da giovedì costantemente, nessun altro del gruppo ha manifestato nessun problema. Siamo 130 in tutto ma non tutti partecipano"."Per il resto del gruppo stiamo tutti bene, abbiamo contattato la sanità in Lombardia e verranno a fare un tampone. Ho fornito una lista di circa 40 persone del nostro gruppo podistico che sono state in contatto con lui negli ultimi 15 giorni". "Aspettiamo di fare questi esami -ha aggiunto il presidente del gruppo podistico- ci devono contattare e avvisare. A Codogno è tutto chiuso".

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In tutto sono circa 250 le persone identificate come contatti dei casi positivi al nuovo coronavirus nel lodigiano, in isolamento e alle quali verrà fatto o già è stato fatto il tampone. "Abbiamo 149 persone che sono contatti del 38enne ricoverato a Codogno tra infermieri, parenti e conoscenti - ha detto l’Assessore al Welfare della Regione Lombardia, Gallera - Poi ci sono coloro che lavorano con lui in azienda e hanno avuto un contatto diretto, e ancora gli appartenenti alle attività sportive da lui frequentate. Si parla di centinaia di persone", ma il numero potrebbe crescere via via che si ricostruiscono le reti di contatti.

Sarebbe in buone condizioni, ma monitorato il medico di famiglia che aveva visitato lunedì il 38enne di Codogno positivo al coronavirus. Il medico, che ha meno di 60 anni e ha il suo ambulatorio a Castiglione d’Adda (vicino a Codogno), "era stato messo in quarantena, in quanto contatto del paziente positivo al virus, ma nel pomeriggio di venerdì è stato ricoverato", ha detto Massimo Vajani, presidente dell’Ordine dei medici della provincia di Lodi. Il medico sarebbe ora all’ospedale Sacco di Milano.

Speranza

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"Il servizio sanitario nazionale è all’altezza della sfida". Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza all’uscita dal summit sull’emergenza Coronavirus tenutosi nella sede della Protezione Civile. Speranza ha sottolineato che è stato fatto un "accurato lavoro di screening per selezionare chi ha avuto contatti stretti con i contagiati", specificando che sono incorso le verifiche del caso su tutti. Questa la modalità di intervento indicata da Speranza come "più efficace" per contenere la diffusione del virus.

(Fonte AdnKronos - Foto dal Web)

Redazione

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