Coronavirus, sesta vittima in Italia

Burioni, Gismondo, Bassetti, Silieri

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cms_16272/giulio-gallera-17.jpgIn nottata morto un 84enne a Bergamo e questa mattina un 88enne di Caselle Landi e una paziente oncologica a Brescia, tutti avevano patologie pregresse, spiega l’assessore lombardo al Welfare, Giulio Gallera. "Lo sforzo che stiamo mettendo in campo è quello che ci sia il contenimento di un fenomeno che si trasmette velocemente"

Nella conferenza stampa per fare il punto sul Covid-19, l’assessore fa sapere che - in Lombardia - "abbiamo processato più di 800 tamponi: 112 i casi confermati con una media dei soggetti positivi del 12%, solo 17 in terapia intensiva. Della totalità dei casi lombardi positivi, sono 53 quelli ricoverati in diversi ospedali. Gli altri sono a casa isolati e verranno monitorati, altri sono isolati in ospedali".

CONTAGIATI

cms_16272/contagiati.jpgE in totale, al momento, sono 149 i contagiati, di cui sei vittime. Oltre ai casi della Lombardia, gli altri sono 21 in Veneto, 3 in Piemonte (negativi i test per 3 cittadini cinesi), 9 in Emilia-Romagna e due nel Lazio ha spiegato. "Sono poi 55 i ricoverati con sintomi, in terapia intensiva sono 25, in isolamento domiciliare 19 e in verifica 27" ha aggiunto, precisando che ci sono "verifiche in corso".

Burioni: "Poco più di un’influenza? No panico ma nemmeno bugie"

cms_16272/burioni_roberto_conf_milano_fg.jpg"Niente panico, ma niente bugie. Attenzione a chi, superficialmente, dà informazioni completamente sbagliate. Qualcuno, da tempo, ripete una scemenza di dimensioni gigantesche: la malattia causata dal coronavirus sarebbe poco più di un’influenza. Ebbene, questo purtroppo non è vero". A dirlo su ’Medical Facts’ è il virologo Roberto Burioni.

"Leggete i numeri - indica - uno dei nostri cardini è stato il tentare di informare nella maniera più corretta i nostri lettori. Mai allarmismi, ma neanche si possono trattare i cittadini come bambini di 5 anni: in questo momento in Italia sono segnalati 132 casi confermati e 26 di questi sono in rianimazione (circa il 20%). Sono numeri che non hanno niente a che vedere con l’influenza (i casi gravi finora registrati sono circa lo 0,003% del totale). Questo ci impone di non omettere nessuno sforzo per tentare di contenere il contagio". "Credo - dice il virologo all’Adnkronos Salute commentando il decreto adottato ieri dal Consiglio dei ministri per affrontare l’emergenza coronavirus - che il governo abbia fatto molto bene a prendere delle decisioni anche dolorose, ma importanti. Questo non è il momento delle polemiche, e anche le speculazioni politiche sarebbero odiose se fatte sulla pelle della gente. Ora occorre prendere coscienza del problema e affrontarlo e lo ribadisco: non è il momento delle polemiche".

"In questa situazione - sottolinea Burioni - tutti gli italiani devono fare la loro parte: i cittadini sottoposti a quarantena devono rispettarla per il loro bene e per il bene di tutti. Gli altri devono esercitare il proprio senso di responsabilità, non tediare il medico senza reale bisogno, non intasare i pronto soccorso senza un motivo concreto". "Siamo passati dalla fase in cui dovevamo impedire l’ingresso del nuovo coronavirus in Italia - evidenzia - alla fase, importantissima, in cui dobbiamo contenerlo. Dobbiamo impegnare tutte le nostre energie affinché questo avvenga e ognuno di noi deve fare la propria parte con senso di responsabilità".

E "il Servizio sanitario nazionale italiano deve reggere per forza" alla sfida del coronavirus, "non abbiamo altra scelta - scandisce - Dobbiamo fare di tutto per diminuire il più possibile il diffondersi dell’epidemia, che si può espandere o piano piano ridurre grazie anche ai provvedimenti messi in campo dal governo". "E’ importante in questo momento, soprattutto nelle zone colpite dall’epidemia - ricorda - evitare i luoghi affollati, evitare i contatti stretti. Le aziende dovrebbero dare priorità al lavoro da casa. E’ meglio, in questo momento, stare a casa", conclude.

Gismondo:"follia scambiare questa infezione per pandemia"

cms_16272/Gismondo-dell-ospedale-Sacco-Coronavirus-e-folle-scambiarlo-per-pandemia-letale_articleimage.jpg"A me sembra una follia. Si è scambiata un’infezione appena più seria di un’influenza per una pandemia letale. Non è così". A scriverlo in un post su Facebook Maria Rita Gismondo, responsabile della Microbiologia clinica, Virologia e Diagnostica delle bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano, centro di riferimento nazionale insieme all’Istituto Spallanzani di Roma. "Questa follia farà molto male - avverte - soprattutto dal punto di vista economico".

Gismondo descrive il superlavoro al quale sono chiamati in queste ore i ’camici bianchi’ in prima linea come lei contro l’emergenza coronavirus: "I miei angeli sono stremati. Corro a portar loro la colazione". "Il nostro laboratorio ha sfornato esami tutta la notte. In continuazione arrivano campioni", scrive. "Oggi la mia domenica sarà al Sacco. Vi prego, abbassate i toni", conclude l’esperta.

Bassetti:"Possiamo fermare un Paese intero?"

cms_16272/Bassetti.jpgSi chiede su Facebook Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova e presidente della Società italiana terapia anti-infettiva (Sita). "Chiudere scuole, università, ristoranti, stadi, stazioni ferroviarie, discoteche, cinema è la soluzione? Non spettano a me le decisioni - aggiunge - ma vorrei conoscere i tecnici che suggeriscono alcune disposizioni/definizioni. Vedremo quando sarà passato tutto questo, chi aveva ragione e quali danni si saranno provocati".

"Subisco attacchi da ogni parte perché guardo ai numeri - sottolinea - e spiego che questa è una infezione con una bassa letalità e una contagiosità contenuta rispetto ad altre malattie infettive. Ho scoperto che in Italia ci sono milioni di infettivologi pronti a dire di tutto per alzare la soglia di allarmismo". Bassetti si dice "sconcertato e demoralizzato". "Io sono decisamente controcorrente - scrive su Facebook - Massima attenzione, ma non allarme".

Sileri: "Troveremo altri casi"

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"Abbiamo trovato un numero importante, considerevole, di pazienti positivi. E’ evidente che ne troveremo di più". Lo afferma il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri a SkyTg24, parlando del coronavirus. "Mi aspetto più casi, anche perché stiamo facendo un numero importante di test", aggiunge Sileri.

Il viceministro sottolinea che "è importante comunicare i casi reali, quelli positivi e confermati. Quelli dubbi, tantissimi, la stragrande maggioranza, sono stati negativi". E ribadisce che "è necessario prima di ogni comunicazione aspettare i risultati dei due test previsti". Quanto al paziente 78enne di Sesto San Giovanni ricoverato al San Raffaele di Milano, Sileri ribadisce la necessità di attendere la conferma del test: "Al momento non possiamo dire se sia positivo o negativo, va confermato il tes

"Attenzione - sottolinea poi - è fondamentale non intasare il pronto soccorso. C’è una procedura ben precisa e i medici del territorio sono un aiuto fondamentale. Devono essere il filtro".

"Il nostro compito è quello di contenere i contagi, ma siamo già allertati a una fase addirittura successiva a quella che abbiamo oggi" dice il viceministro alla Salute, spiegando che "il contagio non avviene solo incrociando una persona, bisogna avere contatto ravvicinato, facciamo attenzione".

(Fonte AdnKronos - Foto dal Web)

Redazione

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