Curiosità di Capodanno

Un viaggio nella tradizione

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“Paese che vai, usanza che trovi”. Mai proverbio più calzante è stato pronunciato, soprattutto nel momento in cui si parla di tradizioni di Capodanno!
Innumerevoli, affascinanti e sorprendenti, le usanze di Capodanno, pur connotate da un comun denominatore legato alla speranza di fortuna, felicità e serenità, si distinguono per singolari e significativi dettagli.

In Spagna, ad esempio, allo scoccare della mezzanotte, vi è una particolarissima abitudine adottata da tutto il popolo: la tradizione vuole che, per accaparrarsi fortuna e prosperità nel nuovo anno, sia necessario mangiare ben dodici chicchi d’uva, seguendo il ritmo dei rintocchi delle campane del magico orologio, collocato in cima a Puerta del Sol a Madrid.

In Finlandia, invece, fuochi d’artificio e brindisi a parte, una tipica tradizione amata e perpetrata nel tempo si ripete ogni anno nella casa di ogni cittadino che si rispetti: una piccola quantità di stagno, a forma di ferro di cavallo, celebre simbolo di fortuna, viene fusa tramite l’ausilio di un piccolo mestolo e immediatamente versata in un secchio di acqua ghiacciata. Ne deriverà l’assunzione da parte dello stagno di una forma peculiare e differente per ogni singolo componente della famiglia, che si divertirà così a interpretare le ruvidità, le geometrie e le ombre dei “cristalli” ottenuti, nella speranza di cogliere qualche indizio riguardo il proprio futuro e quello dei propri cari.

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In Irlanda regna l’abitudine di aprire le porte di casa per agevolare e aiutare la fortuna ad entrare nelle proprie vite, prestando però attenzione e particolare cautela a cacciar via gli spiriti maligni, producendo più rumore possibile, in modo tale da spaventarli e allontanarli dall’abitazione. In Danimarca, invece, non può mancare il celebre discorso della regina e la tradizione di salire tutti in piedi sulle sedie poco prima che venga annunciato il nuovo anno, pronti a saltare giù insieme e festeggiare l’inizio di un nuovo entusiasmante percorso.

Non tutti però accolgono l’anno nuovo nello stesso periodo. In Thailandia, per esempio, i festeggiamenti cominciano ad Aprile, durante uno dei mesi più umidi dell’anno. Si tratta di una festa prevalentemente religiosa, legata all’inizio dell’anno buddista, la quale prevede una profonda pulizia della propria abitazione, seguita da un peregrinaggio alla volta del tempio, in virtù dell’omaggio da rendere al Buddha. Tale offerta però consiste prevalentemente nel bagnare le immagini del Buddha con alcuni schizzi di acqua. È facile immaginare come questa celebrazione si sia trasformata ed evoluta in una vera e propria battaglia di gavettoni e pistole d’acqua! Certamente un sollievo di fronte alle calde temperature thailandesi.

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Ogni usanza risulta affascinante e accattivante, alimentata dalle abitudini e dalla cura di ogni popolo, pronto a ripetere gli stessi gesti scaramantici ogni singolo anno, pur mantenendo lo stesso entusiasmo di quando quella prima volta, da bambini, fu loro svelata la magia della tradizione.

Elena Indraccolo

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