DACCI OGGI IL NOSTRO RITUALE

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Il rituale quotidiano. Qual è il rituale più diffuso? Non si parla ovviamente del semplice fare colazione assieme, ma di quelle attività che sono per noi irrinunciabili, anzi, che sono alla base della nostra giornata. Molti uomini, ad esempio, si compiacciono del loro chiudersi al mattino dentro al bagno, che siano in ferie oppure debbano andare al lavoro non cambia, per radersi, utilizzando sempre le stesse modalità, inclusa la passata di dopo barba finale. Ed ancora c’è chi deve fare colazione sempre allo stesso modo, per non vedersi rovinato il preludio di giornata, come faceva Tolstoji, che mangiava sempre 2 uova sode, senza rivolgere parola a nessuno. Esistono invece persone che crolli il mondo debbono farsi la doccia, ovunque si trovino, come Woody Allen, che senza la sua doccia fredda non mette piede fuori di casa o dalla stanza d’albergo. C’è chi ama preparare colazioni sontuose solo per il gusto di farlo. Il rituale è qualcosa che riguarda la maggior parte della gente, da sempre. Mio nonno paterno, in casa sua oppure quando era in vacanza, pretendeva di prendere il caffè ascoltando il segnale orario del GR Rai, facendo le parole crociate, in silenzio, e perciò si alzava presto, prima degli altri, il suo rituale prevedeva quella situazione, un po’ come Federico Fellini, che voleva il suo caffè alle 6 di mattina, non prima e non dopo.

cms_7012/a.jpgEd oggi i rituali si sono addirittura messi al passo con i tempi, lo sa bene chi appena sveglio si chiude in bagno per poter leggere le ultime condivisioni sui social networks di riferimento, o chi accende il televisore sulla pagina del televideo in modo automatico ma irrinunciabile. C’è chi ha bisogno di leggere, chi deve fumare prima ancora di fare colazione, chi, come Le Corbusier deve fare esercizi di ginnastica per almeno tre quarti d’ora, prima di rivolgere parola a qualcuno. Ed i rituali non sono solo mattutini, infatti Truman Capote aveva il suo rituale per scrivere, ossia solo da sdraiato, con accanto caffè e sigaretta, ma nel posacenere non potevano esserci più di 3 mozziconi, mentre Stephen King deve scrivere 2000 parole al giorno, ma solamente se gli oggetti sulla scrivania sono disposti secondo il loro ordine, ed ancora Cristiano Ronaldo che prima di ogni partita indossa i calzini partendo dal piede destro. Secondo la filosofia Ayurveda bisogna compiere 10 rituali quotidiani per essere felici, sani e consapevoli, dal numero 1, Dinacharya, con cui si dovrebbe rivolgere un ringraziamento alle entità cosmiche o religiose, al numero 10,l’abbellimento del corpo con monili come gratificazione.

cms_7012/b.jpgIl rituale è qualcosa di atavico, non dipende solo dalle nostra convinzioni personali ma va a scavare in profondità nella trasmissione delle abitudini, delle insicurezze, della scaramanzia, del desiderio. Esistono rituali quotidiani ma anche saltuari, come ad esempio guardare le partite di calcio tutti disposti allo stesso modo, oppure, sempre parlando di calcio, cantando la stessa canzone, e non si può non ricordare il motivo cantato dai tifosi italiani durante i mondiali di calcio del 2006, quel Po Poppo Po, come venne rinominata Seven Nation Army, la canzone dei White Stripes. Rituali scaramantici per ogni occasione, come toccarsi delle monetine in tasca durante colloqui di lavoro, oppure vestirsi sempre come la prima volta che si è parlato in pubblico, od ancora non ascoltare una certa canzone prima di un evento impegnativo perchè si è convinti che ci porti sfortuna. Rituali di negazione quindi, cose da non fare, persone da non vedere, canzoni da non ascoltare prima di certi eventi, pena il decadimento delle possibilità positive,ovverosia un incremento di sfortuna, ed infatti Elisabetta Canalis non ama maneggiare il sale poiché sa che versarlo porta sfortuna, quindi non lo usa per non correre il rischio. Il rituale non appartiene solo ai singoli ovviamente, intere comunità si affidavano ai rituali, e lo fanno ancora, in occasione di alcuni avvenimenti. Si parla di sciamanesimo, ma non solo, anche la benedizione del prete è un rituale oltre che un rito, come lo è il battesimo, che nella considerazione cattolica libera dal peccato originale, ed in mancanza del battesimo non si è ammessi alle soglie del paradiso quando giunge il momento, un rituale di vita. Esistono inoltre rituali a tempo, come quello di Paris Hilton che, quando si accorge di leggere 11:11 sull’orologio esprime un desiderio, ed ancora rituali legati ai colori, come conferma Valentina Vezzali, che indossa sempre qualcosa di rosso prima di andare in gara. E voi, sapreste dire quale è il vostro rituale?

Paolo Varese

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