Dati Istat su crescita regionale e occupazione

Favorire il “capitale sociale” al Sud

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Vi è un divario tra Nord e Sud Italia per quanto riguarda il tasso di occupazione. Secondo quanto emerso dai dati statistici dell’Istat, nel Mezzogiorno i livelli di occupazione sarebbero meno rilevanti. La disoccupazione, al contrario, risulta essere meno evidente al Nord e tre volte più alta al Sud.

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“I dati congiunturali - rivela l’indagine statistica- confermano che non c’è convergenza (ovvero non c’è recupero delle Regioni più arretrate rispetto a quelle più avanzate) come invece avviene da tempo tra il continente asiatico e quello europeo. Il Nord è cresciuto lo scorso anno dell’1,8%, il Sud dell’1,4% e il Centro solo dello 0,9% con una dinamica particolarmente debole del settore del commercio e dei servizi. Esasperate risultano essere le differenze strutturali di occupazione che in Alto Adige sono ai minimi fisiologici (2,5%), nelle maggiori città del Nord come Milano, Bologna e Trieste attorno al 6%, mentre a Napoli e Palermo arrivano attorno al 24%”. Si evince dunque una sostanziale differenza fra Nord e Sud, che non è determinata dai “divari dei livelli d’istruzione”, ma molto più dal “capitale sociale” e qualità delle istituzioni locali.

cms_9597/3v.jpgAl Sud vi è difficoltà a fare impresa in quanto scarseggiano adeguate infrastrutture. C’è concorrenza sleale da parte di aziende che favoriscono il lavoro nero e l’evasione fiscale. Vi è inoltre una tenace resistenza al cambiamento nella cultura sociale meridionale. “La lotta tra virtù civiche e illegalità sui territori - si legge in una testata nazionale - è molto simile a quella tra virus e anticorpi negli esseri umani. Più le virtù civiche sono deboli e più l’illegalità si fa spazio. Le ricette per il riscatto del Sud sono ben note, ma vanno applicate con energia”. Significativi ritardi delle regioni meridionali emergono anche nelle valutazioni dei cittadini riguardo alla qualità del trasporto pubblico locale, negli indicatori riguardanti la diffusione dell’informatizzazione negli enti locali, nei tempi di attesa negli uffici pubblici, nel rapporto “tra acqua fatturata e acqua immessa negli acquedotti, nella diffusione della raccolta differenziata dei rifiuti”. Va rilevato che la performance delle regioni meridionali è inferiore sia per i servizi gestiti dallo Stato (come l’istruzione e la giustizia), sia per quelli gestiti a livello regionale (la sanità), sia per quelli affidati agli enti locali (la gestione dei rifiuti, i trasporti locali, le scuole materne). Il capitale sociale è un tema fortemente collegato con il Mezzogiorno. È stato Putnam ad introdurre il concetto in sociologia nella prima metà del secolo, ma solo nel corso della prima metà degli anni Novanta il sociologo lo utilizzò nell’occuparsi dell’analisi del ritardo economico del Sud Italia. Il capitale sociale, di fatto, è fortemente correlato alla propensione all’azione collettiva e alla partecipazione alla vita politica presenti in una società.

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È importante proseguire politiche di stimolo agli investimenti - evidenzia un economista su una nota testata - e all’imprenditoria giovanile con progetti come quelli di “Resto al Sud”, dove si premiano i progetti innovativi e, anche in questo caso, la capacità di aggregazione dei singoli imprenditori”.

Ester Lucchese

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