Di Maio: "Basta armi alla Turchia"

Zingaretti: "Governo valuti blocco esportazioni armi Turchia" - Grillo: "Stop piagnistei su alleanza con Pd" - M5S, Fico: "Rischio scissioni se si pensa all’ego" - Italia Viva, Renzi lancia 3 loghi- Lega a San Giovanni

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Di Maio: "Basta armi alla Turchia"

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"Questi ragazzi chiedono lo stop alle armi alla Turchia: hanno ragione, lo diciamo anche noi". Lo ha detto Luigi Di Maio, nel corso del suo intervento interrotto da un blitz dei centri sociali all’Arena Flegrea di Napoli per chiedere lo stop della vendita di armi alla Turchia. Gli attivisti hanno esposto uno striscione con la scritta ’Basta armi al governo turco’. Di Maio ha preso la palla al balzo per sostenere la richiesta. "Con me sfondate una porta aperta: basta armi alla Turchia".

"Avete visto la Turchia cosa sta facendo, un’azione unilaterale nei confronti della Siria. Lunedì come ministro degli Esteri ho il primo Consiglio dei ministri degli Affari Esteri e chiederemo che tutta l’Unione europea blocchi la vendita delle armi alla Turchia".
"Quello che sta facendo la Turchia in territorio siriano non rappresenta per niente un modo di agire dell’Unione europea che vogliamo" ha detto Di Maio. "Siamo di fronte a un’Unione Europea che sta per insediare una nuova commissione anche grazie al lavoro fatto dal premier Conte e questa commissione - ha aggiunto - deve dare un segno fondamentale di discontinuità rispetto al passato".

"Non dobbiamo ragionare al muro contro muro, l’Ue deve avere autorevolezza per coinvolgere la Turchia in un processo di dialogo diplomatico e riuscire a fermare questa escalation" ha detto ancora. "L’unica soluzione che esiste per contrastare il terrorismo è non usano la forza militare, che ha fatto proliferare il terrorismo".

Zingaretti: "Governo valuti blocco esportazioni armi Turchia"

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"Bisogna fermare l’invasione da parte della Turchia, siamo al fianco del popolo curdo. Mobilitiamoci in tutte le città. Il governo italiano, oltre ai provvedimenti che sta adottando, valuti subito il blocco delle esportazione delle armi alla Turchia". Lo scrive Nicola Zingaretti su Twitter.

Grillo: "Stop piagnistei su alleanza con Pd"

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Beppe Grillo scherza con il pubblico dell’Arena Flegrea a ’Italia 5 Stelle’ e chiede "basta" con i piagnistei sull’alleanza con il Pd. "Non voglio che rimanete qui a dire sempre Pd, Pd... stavolta vaffanculo a voi", guadagnando gli applausi degli spettatori.

“Siamo cambiati ma non dovete esseri depressi, la depressione è cosmica, ci viviamo dentro, ci sei dentro e non ti puoi far la tua. È giusto essere depressi, se tu non lo fossi saresti pazzo. Guarda la nave di Teseo, col tempo ha cambiato tutti i pezzi: era quella giusta o un’altra nave? Noi siamo come la nave di Teseo, abbiamo cambiato i pezzi dentro, ma questo è un momento straordinario" ha detto Grillo, che ha aperto in veste da Joker in video il suo intervento dal palco.

Introdotto all’attore Patrizio Rispo, il filmato è iniziato con il garante 5S di spalle che, voltandosi, ha scoperto la sua faccia truccata da Joker. "Non vengo altrimenti mi chiedete che piani ho - ha detto Grillo nel video - ma io non ho piani, voi ne avete a centinaia. Pensate a modificare il clima mentre quattro miliardi e mezzo di asiatici stanno moltiplicando i loro consumi di carbone, acciaio, materie prime, suv, ferrovie e gasdotti. Voi andate in bicicletta, avete i piani. Io non vivo nei piani, vivo in questa legge della termodinamica dove si sfascia tutto e tutto deperisce e si trasforma in altre cose. Non faccio piani, sono il caos". Al termine del video Grillo è apparso in scena accolto dall’ovazione degli spettatori.

’’Cambia tutto, sta cambiando il mondo, la Cina avanza, il commercio cambia in modo velocissimo e noi stiamo ancora qui a ’onestá onestá’" ha detto Grillo. "Parliamo di fermare il clima, e io che mi sono occupato di ambientalismo per tutta la vita vi dico che è difficile, quasi non è più possibile" ha aggiunto. "Mentre parliamo di risparmiare e di usare la bicicletta, quattro miliardi di asiatici stanno triplicando il Pil, pompano il Pil, i servizi, vogliono la nostra qualità della vita, e non puoi dire: in nome dell’inquinamento non lo puoi fare. Che discorso è?".

Infine, "se non condividete questa idea del voto ai sedicenni, ci sta proprio un bel vaffanculo a voi" ha detto Grillo, chiudendo così il suo intervento. "Se l’età media dei premi Nobel per la chimica o la fisica è 45 anni - ha aggiunto Grillo - vuol dire che prendono il Nobel dopo 10 anni di studio e che hanno idee straordinarie già dai 18 e dai 20. Siamo l’unico Paese in cui per votare al Senato dobbiamo avere 25 anni, metà mondo è sotto i 24 anni e noi a dire che i 16 anni sono scemi, poi votano i genitori".

M5S, Fico: "Rischio scissioni se si pensa all’ego"

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E’ "nell’equilibrio delle opinioni e delle idee che si regge un grande movimento, trovando sintesi e punti di caduta. Chi non trova una sintesi, chi non trova punti di caduta, chi vuole sempre avere ragione e pensa solo al proprio ego, finisce in scissioni e controscissioni, che è l’ultima cosa che un Movimento politico come il nostro deve avere. Bisogna andare avanti tutti insieme, affrontare le tematiche su cui non siamo d’accordo". Così il presidente della Camera, Roberto Fico, al suo arrivo a Italia 5 Stelle. "Non esiste dissenso ma partecipazione, e idee differenti. La grande bravura è saper ascoltare tutti", non per fungere da "tappo" ma per "creare grande partecipazione", osserva ancora Fico.
Ai cronisti che gli chiedono di un’alleanza con il Pd di lungo respiro come proposto da Nicola Zingaretti, Fico risponde: "Non c’è una questione nazionale in questo momento, non mi interessa questo discorso". In Umbria "abbiamo fatto un accordo anche con altre liste civiche, dove il M5S e il Pd hanno fatto un passo indietro per far emergere la società civile. E’ un’operazione locale in un luogo dove c’erano delle difficoltà, e mi è sembrato un grande gesto di maturità da parte di entrambi", sottolinea Fico.

Italia Viva, Renzi lancia 3 loghi: "Scegliamo"

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"Sabato prossimo alle 18 in punto il simbolo di Italia Viva sarà ufficialmente presentato alla Leopolda10. Sarà un grande momento di festa. Già, ma quale sarà il simbolo? Facciamo una cosa diversa dagli altri partiti: decidiamo il logo tutti insieme!". Lo scrive Matteo Renzi su Fb lanciando un voto online sul simbolo di Italia Viva.

"Qui ci sono le tre proposte che abbiamo selezionato tra le tante arrivate in questi giorni. Per votare basta andare sul sito www.italiaviva.it e scegliere quella che preferite. Mi piace l’idea che questa nostra nuova Casa sia un luogo ricco di partecipazione. A cominciare dal simbolo che ci rappresenterà sulla scheda elettorale. In attesa di votare per Italia Viva, avete una settimana per votare il simbolo!", scrive.

Sono oltre 5000 le votazioni online sul sito di Italia Viva nella prima ora per la scelta del simbolo.

I tre loghi contengono tutti, ovviamente, la scritta ’Italia Viva’. Il primo è a sfondo rosa acceso con scritta bianca e rosa. Anche nel secondo nuance rosa: qui lo sfondo è per metà bianco e per metà tra il rosa-arancione con la scritta Italia Viva in blu e rosa e con un gabbiano stilizzato. Il terzo infine è il più semplice: sfondo bianco e la scritta Italia Viva in blu e rosso. Insomma, colori classicamente ’femminili’ secondo canoni d’antan, per il primo simbolo. Un po’ ’parità di genere’ il secondo. Colori più ’maschili’ per il terzo.

IL COMMENTO - "Chi voterà per il simbolo di Italia Viva dovrà scegliere tra l’evidenza, l’armonia e la memoria essenziale, tre opzioni abbastanza diverse" spiega all’Adnkronos Gabriele Maestri, costituzionalista e fondatore del sito www.isimbolidelladiscordia.it. "La prima grafica - sottolinea - salta all’occhio, con il suo rosa vivo, quasi shocking, ed è interessante il gioco ’Viva-W’ con la ’i’ che stilizza una figura umana, anche se a livello grafico comunica poco. Il secondo simbolo è il più armonico e il più delicato, grazie alle sfumature e a un uso ben modulato di maiuscole e minuscole; in più è l’unico emblema che contiene una raffigurazione riconoscibile, che parte dalla ’V’ ma prende le sembianze di un uccello in volo. La terza proposta, basata solo sul testo è quella più immediatamente leggibile e più ’renziana’, richiamando i colori che più hanno caratterizzato le grafiche del fondatore del partito; il carattere corsivo dà un minimo di dinamica al testo, mentre paradossalmente quella sottolineatura fa molto Liberi e uguali". "Non posso dire quale sia migliore; sono affezionato alla grafica, mi pare - conclude Maestri - che il secondo, con la ’V’ che vola, sia quello più curato e gradevole, senza perdere in efficacia comunicativa".

Lega a San Giovanni, Salvini ’scommette’ sulla piazza simbolo della sinistra

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Sabato 19 ottobre toccherà a Matteo Salvini. L’obiettivo è riempire la piazza simbolo della sinistra italiana, portare all’ombra della prima Basilica di Roma, sotto il suo palco, l’’orgoglio italiano’, sperando di far impazzire all’insù il pallottoliere dell’enorme piazzale, che rischia di sembrare mezzo vuoto anche quando arrivano migliaia e migliaia di persone.

Salvini ha lanciato la sua sfida. Dove, a ritroso, si riunirono - a migliaia - i comunisti che piansero Togliatti e Berlinguer, i sindacati, Silvio Berlusconi, e anche i grillini con Beppe Grillo. Senza contare la tradizionale ’adunata’ per il concertone del primo maggio, organizzato sempre dai sindacati.

Ora si riparte dalla sfida del centrodestra a trazione leghista. Nella piazza che Forza Italia, alleata della Lega di Umberto Bossi (e di An con Gianfranco Fini) - aveva già ’invaso’ il 2 dicembre del 2006, quando a fare da front-man sul palco della Casa della Libertà, a San Giovanni, fu Silvio Berlusconi. "Siamo oltre due milioni", fu l’annuncio del Cavaliere, che lanciava la sua crociata contro la finanziaria del governo Prodi II. Un milione di persone secondo gli organizzatori, settecentomila per la Questura. Numeri, in ogni caso, da capogiro. Così per la prima volta la destra del Paese si prese la piazza della sinistra, la piazza simbolo dei lavoratori.

42 anni prima, il 25 agosto 1964, di fronte a San Giovanni, prima Basilica di Roma, il popolo comunista aveva dato l’ultimo saluto al segretario Palmiro Togliatti. Almeno un milione tra ’compagni’, e cittadini senza ’Unità’ in tasca e tessera del Pci, ad accompagnare il feretro del ’Migliore’, morto in Crimea pochi giorni prima.

Restando ai leader del Pci, San Giovanni fece da cornice anche all’addio a Enrico Berlinguer. Il 13 giugno del 1984, una marea di bandiere rosse colorò di nuovo la piazza, dopo Togliatti. Numeri anche questa volta che sfiorarono i due milioni, con l’interminabile corteo, un serpentone ininterrotto da Botteghe Oscure a piazza San Giovanni.

Di casa nella piazza romana anche il sindacato. Che dal 1990 si riunisce per l’appuntamento fisso, con centinaia di migliaia di giovani, del concertone del primo maggio, organizzato da Cgil, Cisl e Uil. Si ricordano, inoltre, le manifestazioni sindacali, per i diritti dei lavoratori, come quella oceanica del 25 ottobre 2014, con la leader della Cgil Susanna Camusso, che portò in piazza un milione di persone.

L’anno prima, a fare il boom, fu Beppe Grillo, che presentò tutti i candidati del M5S alle elezioni politiche. Uno show, in notturna, dell’ex comico bolognese, con al fianco Gianroberto Casaleggio. Era il 22 febbraio 2013. Una piazza - ebbe a dire il fondatore del Movimento 5 Stelle - dove siete 800mila persone, a cui si aggiungono i 150mila ’virtuali’ collegati in streaming".

Redazione

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