Dl Rilancio, tutte le risposte su sito Agenzia Entrate (Altre News)

Maggino: "Costruire la ripartenza in condizioni di massima sicurezza" - Bonus colf, a chi spetta e quanto vale - Spiagge riaperte ma la capienza sarà a metà

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Dl Rilancio, tutte le risposte su sito Agenzia Entrate

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Agenzia delle Entrate-Riscossione ha pubblicato sul proprio sito internet le risposte alle domande più frequenti (Faq) in merito alle nuove misure in favore dei contribuenti introdotte in materia di riscossione dal Decreto Rilancio (DL n. 34/2020) pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 128 del 19 maggio 2020. Il provvedimento, in particolare, prevede la sospensione fino al 31 agosto dei termini per i versamenti derivanti da cartelle di pagamento, avvisi di addebito e avvisi di accertamento affidati all’Agente della riscossione. La sospensione riguarda anche la notifica di nuove cartelle, delle procedure e degli altri atti di riscossione. Le rate 2020 della “rottamazione-ter” e del “saldo e stralcio”, se non versate alle relative scadenze, potranno essere pagate entro il 10 dicembre. Scatta anche lo stop ai pignoramenti di stipendi e pensioni già avviati e arrivano regole più soft per le rateizzazioni. Novità anche per i pagamenti della Pubblica Amministrazione.

Attraverso i contenuti delle Faq, l’Agenzia diretta da Ernesto Maria Ruffini prosegue con gli approfondimenti sulle modifiche alla normativa della riscossione nel periodo di emergenza Covid-19, già illustrate nel vademecum fiscale pubblicato nei giorni scorsi.

Sospese notifiche e versamenti di cartelle e avvisi - Il Decreto Rilancio estende l’arco temporale di alcuni interventi agevolativi già previsti nel precedente decreto “Cura Italia” (DL n. 18/2020). In particolare il nuovo provvedimento differisce al 31 agosto (prima era il 31 maggio) il termine della sospensione della notifica di nuove cartelle e dell’invio di altri atti della riscossione, compresa la possibilità per l’Agenzia di avviare azioni cautelari ed esecutive, come fermi amministrativi, ipoteche e pignoramenti. Più tempo anche per i pagamenti derivanti dalle cartelle, dagli avvisi di addebito e dagli avvisi di accertamento esecutivi affidati all’Agente della riscossione, in scadenza dall’8 marzo, che resteranno sospesi – anche in questo caso - fino al 31 agosto 2020 (prima era il 31 maggio). I versamenti sospesi dovranno essere effettuati entro il 30 settembre 2020. Resta valida la possibilità di richiedere una rateizzazione la cui domanda, al fine di evitare la successiva attivazione di procedure di recupero da parte dell’Agenzia, deve essere presentata entro il 30 settembre 2020.

Stop a pignoramenti già avviati su stipendi e pensioni - Tra le novità c’è anche la sospensione dal 19 maggio 2020 (data di entrata in vigore del Decreto Rilancio) fino al 31 agosto 2020 degli obblighi derivanti dai pignoramenti presso terzi aventi ad oggetto stipendi e pensioni e altre indennità assimilate, effettuati dall’Agente della riscossione prima dell’entrata in vigore del provvedimento. Pertanto fino al 31 agosto 2020, il datore di lavoro/ente pensionistico non effettuerà le relative trattenute e le somme saranno rese disponibili al debitore. Restano fermi gli accantonamenti effettuati prima del periodo di sospensione e non sono rimborsabili le quote già versate all’Agente della riscossione prima dell’entrata in vigore del provvedimento.

La “rottamazione” si può pagare entro il 10 dicembre -Il Decreto dispone una maggiore flessibilità per i versamenti delle rate previste per l’anno 2020 della “rottamazione-ter” (scadenza febbraio, maggio, luglio e novembre) e del “saldo e stralcio” (marzo e luglio) che, se non eseguiti alle relative scadenze, potranno essere effettuati entro il termine ultimo del 10 dicembre 2020, senza perdere le agevolazioni previste e senza oneri aggiuntivi. Per la scadenza del 10 dicembre 2020 non è prevista la tolleranza di 5 giorni.

Ammesso il ritardo fino a 10 rate- La sospensione dei versamenti riguarda anche le rate dei piani di dilazione in scadenza tra 8 marzo e 31 agosto 2020. I pagamenti delle rate sospese dovranno essere effettuati entro il 30 settembre 2020. Il Decreto introduce poi una nuova disciplina che amplia i termini di decadenza. Per tutte le rateizzazioni in essere all’8 marzo 2020 e per i nuovi piani concessi a seguito delle domande presentate entro il 31 agosto 2020, la decadenza della dilazione si verifica in caso di mancato pagamento di 10 rate, anche non consecutive, anziché le 5 ordinariamente previste.

Dilazioni anche per le rottamazioni decadute - Con una modifica alla normativa sulla “rottamazione-ter e sul “saldo e stralcio” (DL 119/2018 e Legge 145/2018), il Decreto prevede che i contribuenti decaduti dai benefici delle definizioni agevolate per il mancato, insufficiente o tardivo versamento delle rate scadute nel 2019, possano presentare la domanda di rateizzazione per i debiti “rottamati” e non pagati.

Crediti pa, pagamenti oltre 5mila euro senza verifiche - Nel periodo di sospensione dall’8 marzo al 31 agosto 2020, le Pubbliche Amministrazioni possono procedere al pagamento di quanto dovuto ai propri creditori, senza prima verificare la presenza di eventuali debiti scaduti di importi superiori a 5 mila euro, intestati al beneficiario del pagamento, eventualità che secondo la norma ordinaria (ex art. 48-bis DPR n. 602/1973) determina il blocco dell’accredito. Tutte le verifiche eventualmente già effettuate, anche prima dell’inizio del periodo di sospensione, restano prive di qualunque effetto se l’Agente della riscossione non ha notificato l’atto di pignoramento e le amministrazioni pubbliche procedono al pagamento a favore del beneficiario.

Maggino: "Costruire la ripartenza in condizioni di massima sicurezza"

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"L’emergenza sanitaria ha fatto emergere molto chiaramente quali erano i punti deboli e le fragilità del nostro sistema e su quelli inevitabilmente si dovranno concentrare le azioni di governo. La vera sfida di ogni governo è quello di capire che il sistema paese deve essere osservato nella sua globalità per mettere in sicurezza i propri cittadini". Lo dichiara Filomena Maggino, presidente della cabina di Regia ’Benessere Italia’ e componente della task force guidata da Colao in diretta questa mattina al Tg1.

A partire dal 4 maggio, spiega Maggino, "siamo ufficialmente entrati nella Fase2. Come Cabina in questa fase, abbiamo richiamato le linee programmatiche che con presidente del Consiglio Conte sono state presentate il 20 gennaio scorso in occasione del primo evento pubblico della cabina di Regia Benessere Italia, presso il Cnel".

"Assieme a tutti i rappresentanti dei ministri e con la collaborazione di molti stakeholder abbiamo dato vita alle ’Officine’, tavoli di lavoro in seno alla cabina di regia che pongono tante compagini a confronto su temi di interesse nazionale. Pensiamo alla mobilità e alla coesione territoriale, all’alimentazione, innovazioni tecnologiche e molti altri”.

Quanto allo smart working che ha diminuito il traffico, migliorato la qualità dell’aria e conciliazione lavoro-famiglia, Maggino commenta: "indubbiamente questa è una grande opportunità, che abbiamo vissuto come obbligo in un certo senso, che però si e rivelato pratico e percorribile".

"Ci sono dei rischi e ne dobbiamo essere consapevoli, la preoccupazione che il lavoro prema sulla la nostra vita e sui nostri tempi di vita. Un qualcosa che va sicuramente monitorato e direi forse anche regolamentato. Pensiamo alle donne che potrebbero trovarsi contemporaneamente a gestire lavoro, casa e famiglia" conclude Maggino.

Bonus colf, a chi spetta e quanto vale

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Da oggi sul sito dell’Inps è possibile richiedere l’indennità per i lavoratori domestici introdotta con il decreto Rilancio. Come evidenzia laleggepertutti.it si tratta di un’indennità di 500 euro per due mensilità (aprile e maggio) che può essere versata in un’unica soluzione.

Le modalità per ottenere l’assegno saranno comunque le stesse richieste per avere il bonus da 600 euro erogato a commercianti ed artigiani. I beneficiari saranno circa 460mila. Il bonus potrà essere chiesto, oltreché sul sito dell’Inps, anche tramite gli intermediari autorizzati, Caf e patronati.

Per quanto riguarda i requisiti, l’agevolazione è riservata ai lavoratori domestici non conviventi con i propri datori di lavoro, con rapporti di lavoro di durata complessiva superiore a 10 ore settimanali. L’indennità non è cumulabile con pensioni (tranne l’invalidità), reddito di cittadinanza o reddito di emergenza.

Restano esclusi dal bonus, evidenzia laleggepertutti.it, coloro che hanno un contratto di lavoro a tempo indeterminato diverso dal lavoro domestico. Ma anche chi ha beneficiato della sanatoria prevista nel decreto Rilancio, cioè la regolarizzazione di sei mesi voluta dalla ministra Teresa Bellanova sia per i lavoratori stagionali dell’agricoltura sia per i lavoratori domestici che oggi non hanno un contratto.

Ai lavoratori dei nuclei familiari che già percepiscono il reddito di cittadinanza, per i quali l’ammontare del beneficio risulti inferiore a quello del bonus domestici, sarà riconosciuto un diritto a un’integrazione fino a 500 euro. La norma nulla dice, invece, per quel che riguarda i domestici regolarmente pagati anche se non hanno lavorato nei mesi del lockdown. Se ne deduce che, anche in questi casi, colf e badanti potranno accedere al bonus.

Spiagge riaperte ma la capienza sarà a metà

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Al mare senza mascherine e in massima sicurezza e già si respira aria di vacanze in molte località marine italiane, complice il bel tempo. Le spiagge attrezzate sono quasi tutte pronte per la stagione estiva e molti stabilimenti, nel fine settimana appena trascorso, hanno riaperto. Ma quest’anno la capienza sarà tra il 50 e il 70%, secondo l’ampiezza degli arenili e le scelte imprenditoriali. A stilare un primo bilancio all’Adnkronos è il Sib, il Sindacato Italiano Balneari di Confcommercio.

"La maggior parte degli stabilimenti riaprirà per i primi di giugno ma, ad esempio, nell’Alto Adriatico, si è più avanti rispetto ad altri posti; nelle regioni tirreniche partiranno nei prossimi giorni e, al Sud si sta iniziando, ma la parola d’ordine è riaprire in assoluta sicurezza". E’ quanto afferma Enrico Schiappapietra, vicepresidente Sib e presidente Sib Liguria dove, nonostante da una settimana ci sia il permesso di riaprire, molti arenili sono in fase di preparazione, anche perché il turismo ligure è legato a stranieri, piemontesi e lombardi (che non possono ancora spostarsi). "La gente ha tanta voglia di venire, dopo tanti mesi di clausura c’è tanta voglia di aria aperta anche se in estrema sicurezza e tranquillità, che sono il nostro faro - prosegue - non siamo ancora neanche a un terzo della capienza ma, a pieno regime, dovendo rispettare le nuove regole e le distanze di 10 metri quadrati ad ombrellone arriveremo al 50% rispetto all’anno scorso".

"Noi raccomandiamo a tutti di prenotare, non solo per la certezza del posto ma anche perché come i ristoranti abbiamo l’obbligo della tracciabilità" spiega Schiappapietra ovvero per 14 giorni saranno tenuti i nominativi e i telefoni dei clienti".

Quanto alla sanificazione i Wc, le docce e le cabine spogliatoio dovranno essere sanificati più volte al giorno, e comunque, a disposizione ci sono prodotti igienizzanti e comunque in tanti hanno installato sanificatori automatici che ad ogni utilizzo garantiscono l’igienizzazione. Sul fronte prezzi però, nonostante i costi aggiuntivi, garantisce il Sib "non ci saranno aumenti. Sarà un’estate più che mai sociale, siamo coscienti delle difficoltà del sistema Paese e abbiamo raccomandato a tutti i nostri associati di mantenere le tariffe dell’anno scorso".

Ci sono zone dove i comuni stanno organizzando gli accessi alle spiagge libere e molti di questi hanno difficoltà per le scarse risorse dunque "il sistema balneare organizzato si sta rivelando molto utile, noi stiamo cercando di dare aiuto ma è un problema rilevante", anche lì ci saranno ingressi limitati con le app come sta avvenendo per gli stabilimenti, direttamente dal cellulare.

Quanto alla sicurezza in mare Simone Battistoni, presidente del Sib Emilia Romagna, garantisce che i bagnini sono dotati di dispositivi ’Ambu’ che pompano aria nei polmoni senza dover ricorrere quindi alla respirazione "bocca a bocca" proibita in tempi di Covid-19.

In Emilia Romagna, da Comacchio a Cattolica, in località come Cervia, Rimini, Riccione fino a Cattolica, si contano, al momento, dal 10 al 60% dal 60% al 10% di riaperture. Dal 3 giugno sperano che riprenda anche il turismo straniero e le premesse ci sono anche se timide. "Siamo ottimisti, iniziano le prime prenotazioni, ad esempio nella mia struttura a Cesenatico - racconta Battistoni -ho già ricevuto prenotazioni da clienti francesi e da una famiglia italiana che vive in Russia che ha prenotato un ombrellone per tre mesi". Si tratta di prenotazioni condizionate e se qualcuno dovesse disdire per cause di forza maggiore "nessun problema, siamo in Emilia Romagna non ci facciamo dare le caparre, non lo abbiamo mai fatto".

Infine una considerazione positiva, che sembra il minimo in questa situazione: "Il governo ci ha promesso che le nostre concessioni, dopo quest’anno sociale di covid non scadranno più il 31 dicembre 2020 ma il 31 dicembre 2033, stabilendo che la legge 145 sarà applicata su tutto il territorio nazionale" conclude il vicepresidente Sib Enrico Schiappapietra.

Redazione

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