Estonia, la repubblica digitale più avanzata

Nel piccolo stato tutto (o quasi) si può fare online

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All’orecchio di molti potrebbe suonare come una fake news. Invece, il piccolo stato in cui vivono 1,3 milioni di abitanti (grande quanto Lombardia e Veneto), si proietta nel palcoscenico del digitale.

Una vera e propria rivoluzione soprattutto nella vita di tutti i giorni, snellita notevolmente sotto l’aspetto burocratico. Sono più di 4 mila i servizi pubblici cui i cittadini possono usufruire tramite una carta d’identità elettronica. Difficile? Assolutamente no! Basta un semplice pin e il tutto si può svolgere anche attraverso lo smartphone. Stessa modalità per le tasse, che si possono pagare entrando nel proprio profilo e trovando la dichiarazione dei redditi già compilata. Risultato? 2,8 milioni di ore di lavoro risparmiate solo nel 2018.

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Sicuramente uno dei progetti più ambiziosi è quello di Kotka, che propone una sorta di cittadinanza virtuale, consentendo a tutti di diventare un cittadino digitale e aprire una società con pochi click.

Tutto diverso insomma, o, per meglio dire, “tutto così avanti”. Anche il voto alle politiche cambia volto, grazie al nuovo e-vote,che consente alle persone di votare da casa. Infatti, lo scorso marzo oltre 350 mila abitanti (pari al 40%), hanno scelto questa metodologia. La stessa Estonia si posiziona al primo posto nella classifica sull’imprenditoria del World Economic Forum. Si piazza anche sul gradino più alto anche per la libertà di Internet e per le startup.

Da dove parte questo stratosferico successo? Il rettore della scuola informatica, Gert Jervan, dichiara: “Attirare talenti significa puntare sull’educazione, per questo offriamo i master in lingua inglese a titolo gratuito, inoltre abbiamo il 20% di studenti stranieri”.

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Un modello che sembra non risentire della crisi economica. Qui, infatti, il tasso di disoccupazione è sostanzialmente zero, soprattutto grazie alle competenze informatiche.

Lo stato Estone può essere paragonato a un vulcano in continua eruzione, perché continua a individuare servizi per poter migliorare la vita dei cittadini.

Chi ha detto che uno stato piccolo debba rimanere tale?

Giuseppe Capano

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