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MODESTY SENSUALITY AND…TAWDRY-CHIC

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La cosiddetta “moda modesta” da fenomeno di nicchia sta prendendo sempre più spazio nel mondo del fashion diventando anche un grande fenomeno di business che nessuna maison vuole farsi scappare. La fashion modest è destinata a tutte quelle donne che amano vestirsi sì alla moda, ma nel rispetto di dettami religiosi o solo per non volersi omologare ai trend che vogliono tutte le donne solo sexy, è una moda modesta e femminista allo stesso tempo.

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Simbolo di questa rivoluzione fashion è la modella somala Muna Jama che nell’edizione di Miss Universo 2017 ha chiesto e ottenuto di non sfilare in costume da bagno e riuscendo a calcare le passerelle delle maison più importanti con outfit consoni ai dettami della sua religione.

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La seconda modest fashion week si è tenuta recentemente a Jakarta, capitale dell’Indonesia, organizzata dall’azienda Think Fashion che ha avuto una crescita esponenziale che va di pari passo con il successo di questa nuova moda. Uno dei fondatori dell’azienda Ozlem Sahin ha dichiarato che sul mercato globale del fashion questo settore della moda ha un valore di ben 474 miliardi di dollari e che rappresenta una grande opportunità per il mondo della moda con ampi margini di crescita soprattutto nell’e-commerce ancora una prateria poco battuta dalla modest fashion.

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Per la designer Zeina Ali presente alla fashion week di Jakarta la fashion modest ritrova un mood “classicamente modesto”, un modo di vestire più semplice senza fashion diktat, dove la sfida principale è riuscire ad inserire nelle collezioni i trend del momento in modo creativo ed elegante senza cadere negli eccessi o nelle provocazioni gratuite che sempre più spesso troviamo nelle passerelle per così dire tradizionali. La prossima attesissima Think Fashion Modest Fashion Week si terrà a Dubai nel gennaio 2019 dove la sfida più ardua sarà coniugare la modestia e il lusso non solo nella moda, ma nell’alta gioielleria e nel lifestyle.

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Passare dalla modalità modesty a quella sensuality nella moda è un attimo e così dalla capitale indonesiana ci catapultiamo nella città di Milano per assistere al fashion show di Intimissimi che si è tenuto lo scorso sei settembre in una location fiabesca ricreata negli spazi veronesi del brand. In passerella hanno sfilato tutte le super top model del momento indossando la collezione di lingerie autunno-inverno ’18/’19. Ad aprire la sfilata ci ha pensato la modella Irina Shayk da tempo ambasciatrice storica del brand seguita da altre venticinque modelle tra cui hanno spiccato Isabeli Fontana e Anne V. In prima fila ad assistere alla sfilata di lingerie c’era anche l’attrice Sarah Jessica Parker (la nuova testimonial del brand) che ha interpretato la mitica Carrie nella fortunata serie TV “Sex&TheCity” sfoggiando un outfit minimal, ma elegantissimo.

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Il tema del fashion show è stato “Enchanted Forest” e difatti gli ospiti sono stati risucchiati in una foresta magica illuminata da candelabri e luci al neon, dove le modelle si sono trasformate in fate con indosso sensualissimi body, brassiere, culotte, reggiseni, slip e bralette senza dimenticare il pigiama o una sensualissima sottoveste, un mix and match di tessuti come la seta, il velluto, il pizzo e tanto sparkling.

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Oltre all’attrice Sarah Jessica Parker ad assistere alla sfilata c’erano la fashion blogger Chiara Ferragni, la designer brittanica Alexa Chung, l’influencer e modella Paola Turani, l’ex calciatore Marco Boriello, il ballerino Stefano De Martino e tantissimi altri.

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Sempre lo scorso sei settembre ha riaperto, dopo quattro mesi di completo restyling, a Milano in Corso Vittorio Emanuele lo store del colosso del fast fashion Zara dalle caratteristiche ultra tecnologiche non solo a livello architettonico, ma anche per la visione di un nuovo concetto di acquisto. Per i milanesi di una certa età era lo stabile dello storico cinema Astra, per le fashion addicted è semplicemente Cinema Zara a cui sarà difficile resistere, vi suggerisco pochi, ma buoni motivi per lasciarsi tentare da una capatina allo store.

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Innanzitutto solo per le donne milanesi e per il loro personale modo di intendere il fashion è stata creata una capsule collection acquistabile solo in Cinema Zara fatta da pochi capi chiave declinati in tonalità neutre con accessori che fanno la differenza come la mini bag in pvc che porta il nome dello store. In una parte dello store diviso dal resto da una tenda troverete tutte le ultimissime novità in capi campione che potrete vedere e toccare prima di procedere all’acquisto esclusivamente online così da ridurre al minimo la seccatura dei resi, addio a capi che una volta aperto il pacco vi hanno deluso per svariati motivi (colore, tessuto, lunghezza, modello etc…). Al terzo piano potrete trovare un punto di ritiro automatizzato degli ordini effettuati online evitando code alla cassa. In tutta autonomia potrete ritirare il vostro pacco in modo veloce e semplice, vi basterà solo il codice QR o il PIN che arriva per e-mail al momento della conferma dell’ordine. E, ciliegina sulla torta, troverete ad accogliervi specchi intelligenti che sapranno completare il vostro outfit in base alle vostre scelte e agli ultimi trend di stagione, un vero paradiso per tutte le fashion addicted milanesi…quanto vi invidio!

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E ora veniamo all’avvenimento che tiene banco ancora a distanza di due settimane e che sta dividendo il popolo social, il matrimonio dell’influencer e fashion blogger Chiara Ferragni e del rapper Fedez. Per il matrimonio più social dell’anno è stato creato un sito web ad hoc, the Ferragnez, sul quale è andato in streaming l’intero matrimonio e le varie stories dei tanti invitati e questo, devo dire, l’ho trovato coerente e in linea con l’indole degli sposi, soprattutto con quella della sposa che è nata e deve la sua fortuna ai social, in questo caso i detrattori della fashion blogger non possono che tacere. Sono stati in molti che hanno storto il naso e speso fiumi di parole accusandoli di ostentare ricchezza e tawdry (tamarraggine per intenderci!), anche in questo caso io ho trovato il mood del matrimonio in linea con gli sposi, in fondo il tratto distintivo dei rapper non è ostentare ricchezza e quel non so che di tamarro? A riequilibrare la tamarraggine portata dallo sposo e dal suo entourage ci ha pensato il glamour-chic della sposa e delle sue amiche influencer, un mix perfetto per un matrimonio perfetto.

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L’abito che Chiara Ferragni ha indossato per la cerimonia è stato strepitoso, vedendola ho esclamato: ”cara Meghan Markle questo sì che è un abito da sposa!”, aveva un fitting perfetto (quello di Meghan aveva un corpetto troppo largo), non è un caso che tra gli invitati c’era la designer Maria Grazia Chiuri della maison Dior che ha creato i tre abiti per la Ferragni e due fidate sarte per qualsiasi inconveniente dell’ultimo minuto, anche in media impact value la Ferragni fa guadagnare a Dior il quindici per cento in più surclassando il misero sette per cento della maison Givenchy per l’abito di Meghan, i Ferragnez battono i Windsor due a zero e palla al centro. La scelta delle maniche lunghe l’ho trovata davvero chic nell’ottica di coprire i suoi numerosi tatuaggi che non sono mai belli da vedere su una sposa e poi vuoi mettere l’eleganza della manica lunga? Niente è più inelegante della mezza manica negli outfit più formali figuriamoci per un abito da sposa, quindi da oggi maniche a tre quarti o lunghe per tutte anche d’estate, almeno per gli eventi più importanti. L’dea della jumpsuit all’uncinetto e non dello stravisto pizzo, se pur sempre chic, è stata la ciliegina dell’abito completata dalla gonna in tulle, dal lungo velo e dalle riconoscibili slingback della maison dal tacco inclinato e democratico (cinque centimetri) su cui è stato ricamato a mano il nome della sposa. La sposa è apparsa radiosa e perfetta, senza nessuna sbavatura grazie anche alla designer Maria Grazia Chiuri che insieme a Pierpaolo Piccioli designer della maison Valentino sono senza ombra di dubbio i più talentuosi su piazza. La nota stonata è stato il commento di Stefano Gabbana sul magazine Bazaar che ha definito l’abito della sposa con un lapidario aggettivo: “cheap” che sa tanto di rosicone!

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Anche il secondo e il terzo abito indossati rispettivamente per il ricevimento e per l’after party al luna park sono stati glamour e in pieno mood Dior. Il secondo abito è stata una descrizione dei momenti chiave della loro storia d’amore e così tra un leone disegnato in omaggio al figlio Leone, al pezzo di una canzone di Fedez dedicato a Chiara e un occhio simbolo del business della Ferragni anche quest’abito romantico ha colpito nel segno se pur non originale perché già l’attrice Angelina Jolie per il matrimonio con Brad Pitt aveva deciso di far stampare sul suo abito i disegni dei suoi figli.

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Il terzo abito ricorda il secondo per stile e nuance, ma la gonna in tulle perde centimetri come le slingback, l’outfit perfetto per destreggiarsi tra le tante attrazioni del luna park appositamente ricreato con tanto di ruota panoramica.

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Ma la cosa più bella di un matrimonio indiscutibilmente riuscito è stato l’allestimento della storica dimora dove si è tenuto il ricevimento, una su tutte la “grotta di luce” davvero di grande effetto dove sono stati disposti i tavoli che hanno accolto gli ospiti. Un matrimonio bello a tratti eccessivo e con accenti fanciulleschi, ma ripeto che ha rispecchiato in pieno il carattere degli sposi ed è questo quello che conta, riconoscersi anche nel giorno più bello, quello più importante, il resto è solo fuffa, commenti di cattivo gusto e fuori luogo fatti da persone che sanno solo scrivere la solita solfa: “ma questa che lavoro fa?” o “ma ci sono veramente 14 milioni di cerebrolesi che la seguono?” A tutte queste persone dico solo provateci voi a fare meglio della Ferragni, perché se cinque minuti di celebrità non si negano a nessuno restare sulla cresta della popolarità e del business per anni non è roba da tutti, non di certo di una stupida come ritenete (sbagliando clamorosamente) Chiara Ferragni. Termino ricordando solo ai nostri politici che ci sono tante priorità in Italia che perdere tempo con un’interrogazione parlamentare sul volo che l’Alitalia ha riservato alla Ferragni…beata innocenza che non ha la minima idea di cosa vuol dire la parola marketing!

T. Velvet

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