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CRUISE COLLECTION AND NEW STORE H&M

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Maggio è per il fashion system il mese di cruise o resort o holiday o pre collection, chiamatele come più vi aggrada, ma il succo non cambia, è stata la maison Dior l’apripista presentando in Marocco nella sua suggestiva capitale Marrakesh la sua cruise collection 2020. Come già detto le cruise collection nascono in passato come collezioni speciali per ricchi clienti che avevano bisogno di capi specifici da indossare nelle loro esclusive vacanze che generalmente erano delle crociere. Oggi sono una sorta di collezioni intermedie tra le collezioni di pret-a-porter invernali e quelle estive, delle collezioni di mezza stagione per soddisfare l’esigenza dei clienti di poter indossare sempre qualcosa di nuovo ed esclusivo. Generalmente le location per la presentazione delle cruise collection sono scelte e pensate per stupire e far parlare di sé per giorni e giorni così come è stata la scelta della maison Chanel, lo scorso anno, di ricreare fedelmente nel Grand Palais un transatlantico lungo oltre cento metri.

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Per la designer Maria Grazia Chiuri la scelta del Marocco non è casuale sia perché il fondatore della maison, Christian Dior creò nel 1951 un meraviglioso abito in tulle, lui che è stato il maestro indiscusso del tulle, chiamandolo Maroc, sia perché un grande designer della maison, Saint Laurent visse in Marocco per vari anni. La location è stato il fiabesco palazzo El Badi eretto nel 1578 da un sultano che conta ben trecentocinquanta stanze e una piscina lunga novanta metri. I suoi bordi sono stati illuminati da fiaccole che hanno permesso alle modelle di sfilare lungo il perimetro della stessa e complice la sera, la luce soffusa delle lanterne e dei falò, le stuoie preziose che hanno ricoperto interamente il pavimento e la musica incantatrice dei flauti le modelle si sono trasformate in moderne principesse che indossavano bellissimi abiti, lunghi caftani e tuniche ricamate. La designer ha saputo rendere chic e glamour la commistione tra cultura europea e cultura africana, il suo talento di mescolare culture e stili differenti è diventato il tratto distintivo e moderno della maison Dior. Il Marocco è stata una scelta “quasi obbligata” in quanto anello di congiunzione tra Mediterraneo, Europa ed Africa, infatti nel teaser dell’evento appariva una frase tratta dal libro “Il razzismo spiegato a mia figlia” di Tahar Ben Jelloun: “con la cultura si impara a vivere insieme; si impara soprattutto che non siamo soli al mondo, che esistono altri popoli e altre tradizioni, altri modi di vivere che sono altrettanti validi dei nostri”.

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Quasi l’intera collezione ha ruotato intorno alla reinterpretazione del tessuto wax, il tipico tessuto africano fatto di grafiche complesse e fortemente simboliche. Tra i tanti vip che hanno assistito alla sfilata c’erano l’attrice Jessica Alba e la top model Karlie Kloss che hanno potuto godere, al termine della sfilata, di una performance della grande cantante Diana Ross.

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Miuccia Prada risceglie New York e il suo quartier generale nella grande mela, Piano Factory come location per presentare la sua resort collection 2020 già location per la presentazione della sua Prada resort 2019. Il palazzo, interamente ristrutturato nel 2000 dagli archistar Herzogb & de Meuron, è stata una ex fabbrica di pianoforti, un palazzo industriale dall’animo rude del quale rimangono oggi solo la sua solida armatura in cemento vivo che al suo interno nasconde una inaspettata anima delicata. Il settimo piano che è stato la location della sfilata accoglie gli ospiti con sedute che sono un tutt’uno con il pavimento e che acquistano un’anima morbida grazie al tessuto che li ricopre e dulcis in fundo una luce rosa rende l’atmosfera ancor più soft. Lo stesso mood che si ritrova al sesto piano dove la designer ha accolto i suoi ospiti, tra i quali le attrici Uma Thurman e Naomi Watts, la regista Sofia Coppola e tanti altri per un after party blindatissimo.

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Miuccia Prada come sempre ha presentato una collezione funzionale e classica sia per i pattern scelti come il gessato, il floreale, i quadri, sia per i capi come i maglioncini con grandi trecce, le gonne lunghe e leggere, i blazer, i soprabiti. La palette colori è poco satura e invasa da azzurri, da blu e da nuance neutre che intenzionalmente snobbano i sensazionalismi per concentrarsi su un’eleganza sporty-chic tanto amata dai giovanissimi. Anche l’iconica Prada Bowling bag è proposta in combinazioni di colori molto classiche come bianco e nero, bianco e rosso e bianco e cannella.

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La prima sfilata della maison Chanel dopo la morte del grande designer Karl Lagerfeld inizia ad un orario inconsueto, le nove del mattino, ma sempre nella location preferita dalla maison, il Grand Palais. Un avvio così mattiniero, almeno per il fashion system, è ripagato dalla squisita colazione che è stata servita agli ospiti all’interno dei vagoni di un treno lussuoso fedelmente riprodotto nel Salon d’Honneur del Palais. Dopo il prelibato petit dejeuner gli ospiti sono scesi dai vagoni e camminando lungo i binari si sono ritrovati sotto la famosa cupola di vetro del padiglione centrale dove era stata allestita una stazione ferroviaria che ripercorreva le fermate più chic come quella di Saint Tropez, Antibes, Edimburgo, Roma e Venezia, il fashion show, come la location erano stati già stabiliti dal compianto Lagerfeld.

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La collezione che segna il debutto in solitaria della designer Virginie Viard da sempre braccio destro di Karl Lagerfeld scomparso lo scorso gennaio è nel segno della tradizione e dell’attaccamento ai capisaldi della storica maison come i tagli maschili dei tailleur, il tessuto bouclé e quello tweed, i fiocchi, i ricami preziosi, le perle. Anche la palette colori sarebbe piaciuta a Mademoiselle Coco che spazia dall’intramontabile coppia black and white, alle nuance pastello per stemperarsi con nuance neutre. Per la sua prima collezione la designer Virginie Viard non fa passi falsi, ma non conquista, certo far dimenticare il genio creativo del kaiser della moda sarà un arduo compito.

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Il colosso svedese del fast fashion H&M riapre i battenti del suo concept store in Corso Vercelli a Milano con un accurato restyling nell’intento di rappresentare un nuovo approccio allo shopping spalmato in mille e seicento metri divisi su due piani. H&M che ha centosessanta store in Italia ha comunicato che non è in previsione nessun’altra apertura di store di questo genere che prima di Milano sono stati aperti a Londra, Madrid e naturalmente Stoccolma. Questi concept store hanno l’intento di rinnovare l’immagine del brand partendo dall’interior designer che diventa più minimal nei colori usati per la pareti e gli arredi, solo bianco e beige, per il mood tipicamente scandinavo e per l’aria lussuosa che si respira appena si varca lo store, perché per H&M se è vero che la sua clientela è orientata verso uno shopping low cost è altrettanto vero che ama fare shopping in posti belli e glamour. Anche l’esperienza di shopping diventa più intima e personalizzata con assistenti alle vendite formati per assistere al meglio i clienti supportandoli nella scelta dei capi per le varie occasioni d’uso e in linea con il loro stile personale, assistenti alle vendite che non sono più dei fantasmi, quasi sempre introvabili, ma pronti a dare il massimo supporto al cliente.

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All’interno del nuovo concept store oltre alle collezioni che si è abituati a trovare nei classici store H&M come quella donna, uomo e bambino in questo di Milano è possibile trovare la collezione home, Studio, Concious Exclusive (interamente fatta con tessuti riciclati) e la collezione Premiun Quality che sino ad oggi era solo acquistabile online. H&M in questo nuovo concept store ha puntato tanto su uno shopping green visto che qui è possibile lasciare i capi usati coerente con la linea aziendale Sustainaible Lab per raccolta degli abiti usati e anche perché in tutto lo store sono disseminate piante che spuntano tra gli abiti.

T. Velvet

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