FRIDA KHALO

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Un’artista dall’animo tormentato, unica nella sua originalità. Lei, incurante delle avversità, prende in mano il pennello e si dipinge nella sua infinita sofferenza. Uno sguardo profondo, due occhi pieni e penetranti che parlano di amore e dolore. Selvaggia ma incatenata alla sofferenza, viva e profondamente saggia. Frida è un’artista dalle mille sfaccettature, che vede al di là della sua abituale sopravvivenza alla vita. Si guarda allo specchio e nota se stessa nell’unica forma possibile, quella della tragicità di un’esistenza segnata da un dolore indescrivibile. Nonostante ciò, va avanti con passo indomabile. Eppure convive con parecchie ferite aperte e sanguinanti: da giovane è colpita dalla poliomielite, poi un brutto incidente stradale incide fortemente sulla sua salute, subisce due aborti spontanei e uno terapeutico e, infine, le amputano una gamba.

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Insomma, un quadro piuttosto cupo, il suo; ma lei riesce a cogliere il meglio da ogni sventura. Dipinge se stessa in una dimensione reale, usa il corpo come mezzo di comunicazione. Se ne frega dei canoni estetici, preferisce guardare il mondo in tutta la sua naturalezza. E’ da ammirare la libertà d’espressione che riesce a trasmettere, sebbene “fasciata” dai suoi tormenti.

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Dopo la morte di Frida, il marito Diego Rivera mostra il bagno della casa, prima luogo invalicabile per i fotografi, ora stanza capace di rivelare le indicibili afflizioni della nota pittrice. Nella vasca da bagno sono rimasti i suoi strumenti di cura quotidiana, tra cui il famoso corpetto che la intrappolava tra le maglie di ferro.

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La pittrice trascorre i suoi ultimi anni tra morfina e alcol, motivo da cui dipende la sua incapacità di dipingere al meglio. Lei di coraggio ne ha da vendere sino alla fine: fiera di se stessa, ingurgita gli ultimi istanti a bocconi e lascia questo mondo sperando in una felicità ultraterrena. Le opere di Frida si animano grazie al suo profondo sentire: lei dipinge la dualità, l’amore e l’odio, la bellezza e la bruttezza. Gli opposti nei suoi quadri si attraggono come una calamita. Quando non si rappresenta, lascia comunque una forte traccia di sé sul dipinto. Che sia una natura morta o un altro personaggio, Frida è ovunque. Forse è così che vuol essere ricordata, in ogni angolo della sua grande passione, con intensità e amore.

Alessia Gerletti

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