FUORI PORTA

Fiere, Sagre,Feste & Manifestazioni

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MARCELLINA - III EDIZIONE DEL CONVEGNO LETTERARIO PER LA PROMOZIONE DEGLI AUORI LOCALI DEL GREEN E DEL VERNACOLO

di G.G.Martini

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Felicemente aperto all’insegna dell’Aforisma “Le parole sono vita e così come la vita va vissuta insieme, anche le parole vanno condivise”, e dalla presenza del Sindaco Alessandro Lundini e della sua Giunta e del Primo Cittadino di Palombara Sabina Alessandro Palombi, il Convegno ha centrato tutti gli obiettivi. Folto e plaudente il pubblico che ha gremito il Salone d’onore come nelle migliori occasioni. D’intorno i Dirigenti della Pro Loco, la Polizia Urbana ed i “Festaroli” e, ovviamente, i cinque ottimi scrittori locali con il seguito di amici e famigliari. E non c’è stato momento che abbia colto distratto alcuno. Spiker dell’evento, il dinamico Simone Paoloni, Vice Presidente della Pro-Loco di Marcellina. In vetrina, due gruppi di autori. Il primo costituito da marcellinesi, ovvero, i bambini delle classi che hanno primeggiato nel concorso 2016 e 2017 per la prosa in dialetto e dalla loro insegnante, nonché i Poeti in vernacolo Loreto Giosi e Francesco Bruccoleri. Il secondo composto da scrittori, c.d. esterni alla comunità, autori di racconti e romanzi fantasy. << Tre autori, questi ultimi, ci han detto le gentili Moderatrice Gioia De Bonis e Alessandra Paoloni, con i quali abbiamo deciso di contaminarci vicendevolmente in una sorta di interscambio letterario e di racconti di esperienze, che poi, alla fine, non sono altro che declamazioni di vita vissuta, trascorsa ed “eternata” in libri. I nostri ospiti -ha rilanciato Gioia- corrispondono a Monica Serra, importante autrice e promoter del “Premio nazionale Cittadella” e curatrice della Biblioteca Comunale di Formello. Per i maschi sono stati invitati Gianluca Villano di Palombara Sabina, autore da oltre quattro lustri di numerosi romanzi e racconti fantasy che hanno affascinato i suoi numerosi lettori, ed i nostri Bruccoleri e Giosi. Dulcis in fundo, il c.d. “gioiellino” del nostro territorio Alessia Molinari di Montelibretti, classe 2004, per cos’ dire: “scrittrice in erba” anche se ha già partecipato e vinto alcuni importanti Premi internazio­nali.>>

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Tutti ugualmente meritevoli di menzione, gli Autori hanno declamato le loro Opere e, volentieri, risposto alla sfilza di domande con cui sono stati, a turno, incalzati dalle argute belle Moderatrici. E veramente tanti, scroscianti e sinceri sono stati gli applausi del pubblico che gremiva l’enclave consigliare. Una kermesse gioiosa che ha completamente riempito il pomeriggio di festa della fervida cittadina lucretile. Dedicata a Santa Maria delle Grazie, ed avviata il 2 u.sc. la Festa, carica di eventi, spettacoli e tanta musica, si concluderà domenica 30 settembre p.v..

cms_10263/Copertina_Le_Voci_di_Wood_Land_001.jpgAl centro dell’attenzione di grandi e, soprattutto, delle Insegnanti e dei più piccolini, la 14/enne Scrittrice Alessia Molinari.

Una giovinetta dall’aspetto gentile, mite e priva di qualsiasi albagia, ma dalle idee chiare e dall’istinto e la grinta da protagonista. Un esempio da sostenere; un talento da coltivare di cui la Sabina si vanta e può andare fiera. E considerata la modalità e la scioltezza con cui ha risposto alle domande della moderatrice, anche di facile parola. Meritatissimi, quindi, gli applausi a scena aperta che le sono stati tributati. Al settimo cielo il fratellino Simone, genitori, nonni e zii e le sue tantissime amichette del cuore che la seguono sempre con orgoglio. Studentessa -per dovere anagrafico- e scrittrice in erba per passione, Alessia piuttosto che una sorpresa, è oramai una autentica conferma nel panorama degli scrittori scaturiti dalla buona terra di Sabina reatina e romana. Alla talentuosa mini scrittrice, infatti, che ha solamente quattordici anni, da mercoledì 12 settembre, arride anche la soddisfazione di essere una delle Liceali del Lorenzo Rocci di Passo Corese. Un altro capitolo questo gagliardo e stimolante per la monella che si è licenziata dalle Medie con una pagella costellata di una sfilza ( e non poteva essere diversamente) di 10 - dieci. Brava. Forte anche a tennis ed a Pallavolo, Alessia possiede un servizio imprendibile: da veterana. Tanti fondamentali individuali che, assommati alla velocità di ragionamento ed al rispetto per gli schemi di squadra, gli consentono di primeggiare anche in Palestra. Bene. Una dote naturale lo scrivere che la bimbetta coltiva fin dai primi anni della Scuola Elementare. Una modalità la sua di raccontare fluida, scorrevole e spontanea che, partendo dalla sua fervida fantasia fanciulla, scaturisce spontaneamente come acqua di fonte, e stupisce. Già autrice di una mezza dozzina di libricini infarciti di fantasy corredata di immaginazione e capriccio giovanile, sono talmente scritti bene: in stampatello che, una volta presi in mano, li bruci tutto d’un fiato. Una dote naturale la sua tant’è che i suoi primi “Capolavori” hanno riscosso applausi, consenso e diversi Premi Nazionali. Alessia, infatti, ha partecipato al Concorso internazionale di “Narrativa e Poesia - Città di Caserta”. Indetto dall’Associazione culturale Mediterraneo, in collaborazione con l’omonima casa editrice e l’Ente provinciale per il Turismo casertano, il Concorso prevedeva -caso più unico che raro- anche la categoria di Narrativa per i minori. Cosa rarissima (sic !) trovare un certame riservato ai giovanissimi. Aperto, cioè, ai minori di anni 18. Ebbene si ? la piccolina che all’ora aveva solamente 11 anni, con il suo capolavoro: “Janin nel mondo di Wood Land” ha sbaragliato il campo dei concorrenti (anche molto più avanti con gli anni) e meritato il Primo Premio assoluto. A cui, grazie al tan tan dei social, son seguiti altri riconoscimenti ed inviti. Ma non basta; Alessia ha in corso d’opera un altro volumetto ed è in attesa dei risultati di altri due Concorsi letterari la cui declamazione è programmata per il prossimo mesi di ottobre. E noi, più di Lei, siamo certi di nuovi successi di cui scriveremo ancora e ben volentieri.

Montalbano Jonico (MT) inaugura la sua sede dell’Associazione Nazionale Bersaglieri

di Cristina Longo

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Giornata di festa, nella città di Lomonaco, in occasione dell’inaugurazione dell’ANB, sezione di Montalbano Jonico intitolata ad “Alessandro La Marmora”, il fondatore dell’arma dei bersaglieri. Al raduno, previsto alle ore 18 presso la Casa Comunale, seguirà un corteo con la deposizione di tre corone ai caduti in guerra, che culminerà con la benedizione del labaro ed il consueto taglio del nastro per la sede dell’associazione presso la SOMS (Società operaia di mutuo soccorso), lo scorso giugno con la sottoscrizione di un protocollo d’intesa. A concludere la festa l’esibizione delle fanfare di Altamura e della Regione Basilicata.

Tra le autorità politiche presenti i sindaci dei comuni di Montalbano, Scanzano, Policoro, Tursi e Pisticci. Oltre al Prefetto, prenderanno parte i rappresentanti di tutti i corpi militari, il presidente dell’Anb regionale, Biagio Cillo, e il presidente interregionale del Sud Italia, Eugenio Martone.

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Quella di Montalbano è la settima associazione dei bersaglieri costituitasi nella Regione Basilicata e la seconda nella provincia di Matera. Cancellara, Genzano di Lucania, Melfi, Pietragalla, Potenza e Matera sono le restanti sedi.

L’associazione, costituitasi lo scorso 30 marzo, è presieduta da Angelo Malvasi, in sua assenza dal vicepresidente Alberto Coffari. “Una idea, quella di costituire l’associazione, nata quasi per caso, dopo un incontro tra ex allievi del 60° corso AUC”, afferma il presidente, che conclude elencando i punti salienti dello statuto: “Diffondere la cultura della solidarietà e del volontariato. Dare assistenza morale e materiale ai soci e alle famiglie dei bersaglieri locali e collaborare con la protezione civile”. Ad oggi la sezione è formata da 30 bersaglieri e 20 simpatizzanti. Il tesseramento non ha vincoli di scadenza. Per info ed iscrizioni: anb.montalbanojonico@hotmail.it.

Castel di Tora celebra gli strigliozzi, un delizioso primo piatto della tradizione – 30 settembre

di Redazione

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Buona cucina, natura e folclore. Sono i tre elementi che da 23 anni danno vita alla Sagra degli Strigliozzi di Castel di Tora, un delizioso primo piatto da gustare in uno dei borghi più belli d’Italia. In questo luogo dal fascino magico, incastonato in una cornice di verde che si specchia nelle acque del Lago Turano in provincia di Rieti, l’appuntamento torna puntuale domenica 30 settembre dalle 12.30 in poi.

Cento chili di farina saranno lavorati dalle sapienti mani delle massaie del posto per realizzare oltre duecento chili di pasta: numeri importanti per un borgo di meno di trecento abitanti! Ma a Castel di Tora amano fare le cose in grande, quando c’è da mettere in vetrina il proprio piatto tipico: gli strigliozzi sono un originale tipo di pasta lunga realizzata con farina di grano duro e condita con abbondante sugo al pomodoro, che sarà servita in un’ampia area al coperto insieme ad altre specialità locali.

Un comodo servizio navetta gratuito sarà a disposizione dei visitatori, con i castelvecchiesi – così chiamati per l’antico nome del paese – che sono pronti più che mai ad accogliere turisti, curiosi e amanti delle tradizioni. Prima e dopo un buon piatto di strigliozzi varrà davvero la pena andare alla scoperta di Castel di Tora, che fa parte del prestigioso club dei borghi più belli d’Italia e offre ai turisti angoli caratteristici e scorci mozzafiato.

Al suo interno è possibile passeggiare passando sotto la torre esagonale medievale dell’XI secolo, adiacente al Palazzo Scuderini, e poi su per i vicoli che conducono a piazzette ben tenute e curate; e ancora scoprire mura e torrette trasformate in case e ancora archi, scalinate, grotte e cantine scavate nella roccia. Fino al 1864 il paese si chiamava Castelvecchio, poi si decise di legare il suo nome a Tora, antico insediamento sabino nel quale avvenne – nel 250 d.C. – il martirio di Santa Anatolia: a lei è dedicato un santuario, che si erge su una collina attigua al paese. Oggi Castel di Tora fa parte dei Comuni che sorgono lungo la Strada del Tartufo e della Castagna che si snoda lungo la Valle del Turano, uno dei tratti più incontaminati del Lazio che in questo periodo inizia a colorarsi delle caratteristiche tinte autunnali.

Tartufo e cioccolato nella dimora di Lucrezia Borgia, cosa vuoi di più?

di Redazione

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Nella splendida cornice della Rocca Abbaziale di Subiaco, due eccellenze gastronomiche si fonderanno per una due giorni di grande fascino. Tartufo e cioccolato nella dimora di Lucrezia Borgia” è l’evento – organizzato dall’Associazione culturale Subiaco Cultura e Natura – che per la prima volta animerà, sabato 29 e domenica 30 settembre, la città dei monasteri in provincia di Roma.

All’interno della Rocca grande protagonista sarà sua maestà il tartufo bianco, che sotto la guida attenta che chef professionisti nobiliterà il gusto di antipasti, primi e secondi piatti: sabato a pranzo e cena e domenica a pranzo, e solo su prenotazione, gli ospiti potranno gustare queste delizie in un contesto unico, accompagnate con vini del territorio e con la musica di un violino a fare da sottofondo, serviti da personale qualificato.

In contemporanea, nei Giardini della Rocca allestiti per l’occasione, abili chef prepareranno menù a base di tartufo nero, abbinato alle migliori materie prime della zona; qui le postazioni a sedere saranno libere e ci sarà spazio per un’area dedicata allo street food, con esibizioni itineranti di musicisti e le Scuderie sapientemente illuminate.

Ma l’indiscusso protagonista nei Giardini della Rocca sarà il dolce, che verrà realizzato a vista: ogni ospite potrà scegliere come personalizzare la propria golosità, fresca e artigianale. E sempre nella stessa area verrà allestito lo stand del cioccolato, all’interno del quale gli ambasciatori Caffarel – sponsor dell’evento – organizzeranno degli show cooking per grandi e piccini; verranno spiegate l’origine del cioccolato, le caratteristiche e la trasformazione da parte di artigiani professionisti, mentre i bambini potranno realizzare dei piccoli lavori a tema. La manifestazione strizzerà l’occhio all’ambiente, con l’utilizzo di materiali e stoviglie biologiche e riciclabili.

All’interno degli stand, grande spazio sarà inoltre dato ai migliori produttori del territorio, dalla gastronomia all’artigianato. A disposizione dei visitatori ci sarà un comodo bus navetta e nei due giorni dell’evento sarà possibile partecipare alle visite guidate alla Rocca Abbaziale.

“Tartufo e cioccolato nella dimora di Lucrezia Borgia” consentirà insomma di scoprire, in maniera gustosa e originale, un territorio dove arte e natura si fondono in maniera armoniosa, dando vita a luoghi che lasciano senza fiato. Il centro storico di Subiaco è costruito su una rupe di roccia che domina la campagna circostante; al suo interno meritano una visita anche la trecentesca chiesa di San Francesco e quelle neoclassiche di Sant’Andrea e di Santa Maria della Valle. Nei dintorni, a pochi chilometri dall’abitato, sorgono gli splendidi monasteri di Santa Scolastica – l’unico fra i dodici voluti da San Benedetto nella valle sublacense sopravvissuto ai terremoti e alle distruzioni saracene – e quello del Sacro Speco, eretto nella curvatura di una alta parete di roccia e sorretto da nove alte arcate, con il suggestivo labirinto interno fatto di ambienti di vita quotidiana, piccole chiese e cappelle scavate nella roccia.

Il porcino in tutte le salse torna a Oriolo Romano sino al 23 settembre

di Redazione

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I sapori e i profumi del bosco racchiusi in piatti dal sapore inconfondibile, che dagli Antichi Romani ai giorni nostri sono sinonimo di buona cucina e di gioia di stare in tavola. In zuppa, in crema o ad accompagnare le bruschette, le fettuccine e le carni, i funghi porcini saranno serviti in tutte le salse a Oriolo Romano: per due fine settimana consecutivi – dal 14 al 16 e dal 21 al 23 settembre – il paese ricco di storia in provincia di Viterbo celebrerà una delizia già apprezzata dagli abitanti dell’Urbe, i primi a chiamarli “suillus” per il loro aspetto massiccio.

Alla Sagra del fungo porcino, giunta alla 15esima edizione, ce ne sarà davvero per tutti i gusti per accontentare gli amanti di questa nobile varietà e i visitatori che preferiscono le portate tradizionali dell’Alto Lazio. I porcini, dalla polpa bianca che non cambia colore né all’aria né al tocco, saranno trasformati in una deliziosa crema e nobiliteranno le bruschette; saranno poi il condimento ideale delle fettuccine, nelle due versioni con e senza ragù, e l’ingrediente principale di una prelibata zuppa con i fagioli; fra i secondi, si potrà scegliere fra l’arista ai funghi porcini, un particolare hamburger con crema ai porcini e i funghi fritti.

Nel paese che sorge nei pressi di Manziana, a soli 50 chilometri da Roma, lo stand gastronomico sarà aperto il venerdì solo a cena e il sabato e la domenica a pranzo (dalle 12.30) e a cena (dalle 19); grazie alla collaborazione con l’Associazione Italiana Celiachia sezione Lazio, dal 21 al 23 settembre sarà proposto anche un ricco menù gluten free per permettere a tutti di gustare queste specialità. E grande spazio sarà dedicato a ricette più classiche come le bruschette olio e sale (con o senza aglio), fettuccine al ragù, braciola, salsiccia e ventresca alla brace, patatine fritte e dolci.

Al contempo, sui banchi del mercatino, i visitatori potranno scoprire la pasta fatta in casa, l’olio, il vino, le carni, i formaggi e i dolci, tutti prodotti a chilometro zero provenienti dalle aziende del territorio. Organizzata dall’Associazione Culturale Oriolo Romano in collaborazione con il Comune, la Sagra del fungo porcino affiancherà alle delizie gastronomiche un ricco programma che spazia dagli spettacoli musicali alle conferenze a tema, dai mercatini fino alle mostre d’arte. Ogni serata sarà animata da spettacoli musicali dal vivo e i più piccoli potranno divertirsi le domeniche pomeriggio con i ludobus, il sabato e la domenica con i gonfiabili e con il battesimo della sella, in programma sabato 14, sabato 22 e domenica 23.

La sagra prenderà vita in una location dal fascino unico, piazza Umberto I° dominata dall’imponente Palazzo Altieri; sulla pavimentazione che copre tutta la piazza, è disegnata una rosa dei venti che indica i punti cardinali rispetto ai quali sono orientate le quattro bocche da dove fuoriesce l’acqua della Fontana delle Picche, attribuita ad un allievo del Vignola. Nel Paese meritano una visita anche le chiese di S. Giorgio e S. Anna, oltre al Convento di S. Antonio da Padova, mentre poco fuori dall’abitato sorgono una splendida faggeta nominata patrimonio dell’Unesco e il Parco della Mola, che prende il nome da un vecchio molino costruito nel 1573. Il tutto senza dimenticare l’affascinante parco di “Villa Altieri”, inserita da poco all’interno dell’elenco dei beni accreditati nella rete regionale delle dimore, ville, complessi architettonici, parchi e giardini di valore storico e storico-artistico della Regione Lazio.

Redazione

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