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Acqualagna è Truffle Experience!

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Con la 53a Fiera Nazionale, dal 28 ottobre s’inaugura l’innovativo Museo del Tartufo

Sino all’11 novembre il Grand Tour delle Marche, il circuito di eventi promosso da Tipicità ed ANCI, fa tappa ad Acqualagna (PU), a due passi dalla suggestiva Gola del Furlo, per la cinquantatreesima Fiera Nazionale del Tartufo Bianco di Acqualagna.

La “Capitale del tartufo bianco” non si ferma e nell’anno del cibo rilancia con una proposta del tutto nuova: ora ad Acqualagna si entra nel mondo del tartufo con tutti i sensi! Questo suggestivo centro dell’entroterra pesarese ha infatti deciso di andare oltre la consueta e consolidata Fiera, proponendo una novità che consentirà ai gourmet di godere “l’esperienza tartufo” per tutto l’anno

In concomitanza con l’apertura della Fiera, verrà inaugurato il Museo del Tartufo-Truffle Experience, un debutto in grande stile per una struttura museale capace di offrire un’esperienza immersiva del tutto inconsueta.

“C’è un luogo – recita l’introduzione al Museo – dove il rapporto tra uomo e natura ruota attorno al frutto più nascosto, prezioso e misterioso di madre terra: il tartufo”. Un luogo iconico, nel quale perdersi tra suadenti effluvi, eccitanti emozioni ed esperienze sensoriali autentiche, per poi ritrovarsi in una dimensione simbiotica con madre terra.

Il museo è un susseguirsi di stimoli: percorsi esperienziali, storie di cavatori alla scoperta del tartufo, ma anche mappe olfattive, una biblioteca digitale, diorami e teatro virtuale, per terminare con un’area di food&wine tasting. La ricerca, l’iniziazione, la rarità come cifre narrative di un paesaggio culturale che si racconta in un museo senza collezione, un vero experience museum!

Nei tre week end della Fiera, e fino all’11 novembre, la centrale Piazza Mattei sarà, come sempre, la casa dei tartufai, mentre il “Palatartufo” accoglierà anche l’artigianato e le tipicità del territorio insieme ai sapori di altre regioni italiane. Nell’Enoteca d’Autore in degustazione le DOC locali: Bianchello del Metauro, Colli Pesaresi, Pergola e Marche IGT. Ricco il programma di cooking show previsto nel “Salotto da gustare”, che vedrà protagonisti prestigiosi chef in grado di esaltare le straordinarie virtù del pregiato tubero.

Tantissime le attività per tutta la famiglia, con presentazioni di libri a tema enogastronomico, mostre, concerti, scuola di cucina per bambini, incontri di approfondimento sull’equilibrio uomo-ambiente e caccia al tesoro, ovvero… il tartufo! Tutte le curiosità, le storie e le opportunità per godere della “truffle experience” sono reperibili sulla piattaforma www.tipicitaexperience.it, con la possibilità di crearsi un proprio esclusivo e personalizzato menù di visita su misura.

La castagna rossa del Cicolano vi dà il benvenuto alla festa di Ascrea (RI) – 1 novembre

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Nasce da piante secolari di incomparabile bellezza e rappresenta da sempre la regina incontrastata dei boschi. E’ la castagna rossa del Cicolano, che ogni anno le mani sapienti delle cuoche di Ascrea riescono a trasformare in deliziose ricette. Nella splendida terrazza naturale affacciata sul lago del Turano, l’appuntamento con la Festa della Castagna torna puntuale giovedì 1 novembre.

Giunta alla settima edizione, la sagra proporrà un menù rigorosamente “Made in Rieti” a base di prodotti della provincia, nel quale spiccano il dolcetto di castagne e le classiche caldarroste; specialità da gustare a partire dalle 12 all’interno di una tensostruttura coperta, riscaldata e animata da spettacoli musicali dal vivo.

Si tratta dell’appuntamento più importante dell’autunno ascreano, nato per esaltare un prodotto che per tanti secoli ha costituito una delle principali fonti di sostentamento per intere generazioni di contadini: per le sue proprietà che la rendono una valida alternativa al riso e al frumento, la castagna è nota come “il cereale che cresce sull’albero”; e non si tratta di una varietà qualsiasi, bensì della deliziosa castagna rossa del Cicolano, raccolta nei dintorni del paese e nel suggestivo Bosco dell’Obito.

E così nella splendida cornice di piazza Mareri – da cui si gode di una vista mozzafiato sul bacino artificiale e sulla vallata sottostante – i visitatori potranno toccare con mano quanto, in questo tratto incontaminato del Lazio, la castagna sia ancora parte integrante della tradizione gastronomica locale; più che un semplice evento gastronomico, è insomma in programma un viaggio all’indietro alla riscoperta di un passato contadino che ad Ascrea è ancora più vivo che mai.

Un comodo servizio di bus navetta sarà a disposizione di turisti e camperisti per raggiungere agevolmente questo piccolo borgo, abitato da poco più di 300 persone, che conserva al suo interno le tracce dell’antico castello e le mura della chiesa annessa sulla cui porta figura lo stemma dei Mareri, i conti ai quali fu venduto nei primi del ‘400. Chi volesse trascorrere una mattinata passeggiando tra castagneti secolari potrà partecipare all’escursione in programma alle ore 9.00 e organizzata dalla guide ufficiali della Riserva e dall’Associazione “Camminando Con”: sarà una buona occasione per ammirare la valle del Turano in tutto il suo splendore, che in questo periodo si colora delle caratteristiche tinte autunnali.

La castagna rossa del Cicolano protagonista a Marcetelli (Rieti) – 1 novembre

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A Marcetelli, il Comune più piccolo del Lazio, c’è una delizia gastronomica legata a doppio filo alla storia e all’economia del posto: la castagna rossa del Cicolano. Con la sua caratteristica forma rotondeggiante e il sapore dolce e delicato, la varietà di maggior pregio del frutto autunnale è pronta anche quest’anno a dare il benvenuto ai visitatori. L’appuntamento torna puntuale giovedì 1 novembre nel caratteristico borgo arroccato su uno sperone roccioso: dalle 9 del mattino fino a sera, un’intera giornata di festa nella quale i visitatori potranno gustare le castagne locali in tantissime varianti, dal classico cartoccio di caldarroste ai bocconcini, fino al gelato e all’amaro. Da ben 42 anni, d’altronde, il borgo celebra un prodotto al quale è stata strettamente legata in passato l’economia dell’area montana in provincia di Rieti.

Nell’ampio stand gastronomico con circa 350 posti al coperto e altrettanti negli spazi limitrofi, saranno servite anche altre specialità della cucina locale come fettuccine ai funghi porcini, “gnocchitti e fagioli”, bocconcini alle castagne, salsicce alla brace e i dolci, tutto accompagnato da un buon bicchiere di vino. Non mancheranno i punti di vendita promozionale di castagne e formaggi, oltre ai banchi degli espositori con tante curiosità; e nel pomeriggio, dopo il ricco pranzo, gli intrattenimenti musicali faranno da divertente sottofondo alla distribuzione delle gustosissime caldarroste.

Buona cucina, natura e folclore torneranno così a fondersi per dar vita a una delle manifestazioni più attese della provincia di Rieti. Tra una delizia e l’altra, i visitatori potranno andare alla scoperta di Marcetelli e del suo passato grazie ai video documentari sulla storia del borgo e al comodo servizio navetta per le visite guidate. Al suo interno meritano una visita la fontana ottagonale, la porta del “castrum” e la Chiesa di Santa Maria in Villa, restaurata recentemente, che conserva un bell’affresco risalente al XII Secolo. Senza dimenticare il bellissimo paesaggio che circonda Marcetelli, che in questo periodo dell’anno è colorato dalle tipiche tinte autunnali: il paese è immerso nella Riserva Naturale Monte Navegna e Monte Cervia e fa parte della Comunità Montana Salto Cicolano, a cavallo tra il Lago del Salto e quello del Turano; un luogo dal fascino unico, che con i suoi 80 residenti rappresenta il più piccolo Comune della Regione per numero di abitanti.

Montedinove (AP) si tinge di rosa per la prelibata mela dei Sibillini 3/4 novembre

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Uno dei borghi più affascinanti di tutte le Marche si tinge di rosa per una due giorni interamente dedicata alla caratteristica mela dei Monti Sibillini, presidio Slow Food. Il 3 e il 4 novembre Montedinove aprirà le porte per “Sibillini in Rosa”: gli stand gastronomici e il mercatino con prodotti tipici profumeranno il borgo medievale del Piceno, con la mela rosa da scoprire e assaporare in tantissime ricette; e non mancheranno gli spettacoli acrobatici, le marionette, i clown e le parate degli sbandieratori. Giunto all’ottava edizione, l’evento rappresenta un importante occasione di studio e valorizzazione del prodotto e della produzione agricola stessa ed è diventato negli anni il riferimento per i produttori agricoli dell’area dei Sibillini.

Coltivata da sempre sui Monti Sibillini tra i 450 e i 900 metri di altitudine e conosciuta fin dai tempi degli antichi Romani, la mela rosa è un prodotto a chilometro zero tra i più buoni e sani. Di dimensioni piuttosto piccole, irregolare e leggermente schiacciata, ha un tipico colore verdognolo con sfumature rosate, violacee e aranciate; ma è il sapore che rende questa tipicità unica al mondo: la sua polpa è acidula e zuccherina, il profumo intenso e molto aromatico. Nei due giorni di festa sono in programma anche convegni, cooking show e laboratori del gusto, mentre i ristoranti proporranno particolari menù a base di mela rosa.

Paganico Sabino (RI) apre le porte per la tradizionale Castagnata – 4 novembre

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La storia di un borgo racchiusa in un cartoccio di caldarroste. A Paganico Sabino, grazioso paese della Valle del Turano in provincia di Rieti, la fine della raccolta delle castagne rappresenta da sempre uno dei momenti più sentiti dell’anno: arrostita, bollita in acqua o latte, seccata e macinata come il chicco di grano e impiegata in polente e puree, la “ghianda di Giove” ha avuto la stessa valenza del pane per intere generazioni di lavoratori della terra. Per questo motivo la tradizionale “Castagnata” – che torna domenica 4 novembre con la sua 19esima edizione – non rappresenta solo un gustoso appuntamento enogastronomico, ma anche un tuffo all’indietro alla riscoperta di tradizioni contadine che in questo tratto del Lazio sono ancora più vive che mai.

La stagione autunnale, d’altronde, è entrata nel vivo con i suoi colori, profumi e sapori caratteristici: e nel borgo circondato da castagneti secolari di rara bellezza si festeggerà in tavola a partire dalle 12.30 con pasta tipica fatta in casa, salsicce, bruschette e il cartoccio di caldarroste, da accompagnare con un buon bicchiere di vino rosso. Le delizie verranno distribuite all’interno del centro diurno con posti coperti da capienti tensostrutture e per tutta la giornata i caratteristici vicoli del borgo saranno impreziositi dagli stand dei prodotti tipici del territorio; a completare il viaggio a ritroso nel tempo saranno le mostre “Arredi sacri e attrezzi della civiltà contadina”, “Sulla via della canapa” e “Sapore di vino”, mentre l’intrattenimento sarà garantito dagli spettacoli musicali e folcloristici dal vivo.

A disposizione dei visitatori ci sarà anche un bus-navetta per raggiungere la sagra dopo aver parcheggiato l’auto lungo la via che porta al paese, immerso in uno dei tratti più suggestivi e incontaminati della Regione. A Paganico Sabino meritano una visita anche la Chiesa di San Nicola risalente al 1.300, la Chiesa di Santa Maria dell’Annunciazione e quella dedicata a San Giovanni Battista. I più curiosi potranno andare alla scoperta della suggestiva “Pietra Scritta”, il monumento funerario della famiglia dei Muttini risalente alla seconda metà del I secolo a.C: si tratta di un monumento funerario “a dado”, realizzato quindi modellando un masso erratico esistente sul posto e che si era probabilmente distaccato dall’incombente monte Cervia. Chi invece volesse approfondire lo stretto rapporto che lega Paganico Sabino alle castagne, potrà inoltre partecipare all’escursione guidata nel Bosco dell’Obito, all’interno della Riserva naturale Navegna-Cervia, con partenza alle ore 9.00 dalla piazza del paese.

Cicerchia a Serra de Conti la bontà in tavola_23 al 25 novembre

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Un evento che nasce dalle mani e dal cuore di un’intera comunità, che da più di 20 anni si riunisce in onore della regina dei legumi poveri. “Ci cerchiamo con gusto” è lo slogan con il quale Serra de’ Conti, uno dei borghi più affascinanti e meglio conservati di tutte le Marche, chiama a raccolta gli amanti delle tradizioni di una volta alla Festa della Cicerchia: l’appuntamento è fissato dal 23 al 25 novembre nel paese in provincia di Ancona per una kermesse che esalta il buongusto, i colori e i profumi dell’autunno, riscoprendo i sapori di un tempo e riportando alla memoria i valori del lavoro nei campi.

Nello splendido centro storico di impianto duecentesco, racchiuso da una cinta muraria spezzata da dieci torrioni, saranno tre giorni all’insegna di un tuffo all’indietro nel passato senza nostalgie, ma per non dimenticare le radici di una cultura contadina che è ancora più viva che mai. Divenuta oggi “Presidio Slow Food” ed elemento di identità delle terre del Verdicchio, fino a pochi anni fa la cicerchia era considerata un legume in via di estinzione: è stato il lungo e accurato lavoro di un gruppo di agricoltori del posto a permettere la salvaguardia e la valorizzazione di un prodotto originario del Medio Oriente, già apprezzato dai Greci, che fu conosciuto e ampiamente utilizzato dagli Antichi Romani.

Questo legume povero è così diventato un simbolo della centralità della terra e delle realtà produttive minori da salvaguardare. Nelle Marche, la cicerchia si semina tradizionalmente nel “giorno cento” dell’anno, ovvero all’inizio di aprile: un tempo, averla in dispensa costituiva una garanzia per l’imminente inverno perché ha un buon rapporto proteico - superiore del 30% a quelle dei ceci, del pisello e della lenticchia – ha pochi grassi e molti amidi.

Alla festa di Serra de’ Conti i visitatori resteranno sorpresi dalla versatilità della cicerchia in cucina e dal gusto che riesce a regalare a moltissime ricette: specialità da assaggiare nelle antiche cantine, nelle grotte, nelle locande e nelle osterie del centro storico, che proporranno piatti a base di cicerchia e non solo, perché in tavola ci sarà tutto il meglio della tradizione marchigiana con oltre 100 ricette diverse. Intorno alla regina dei legumi poveri, infatti, è partito negli ultimi anni un prezioso lavoro di riscoperta di altre perle della gastronomia del territorio che erano finite nel dimenticatoio: e così la manifestazione sarà ampio spazio ai produttori agricoli e agli “Agricoltori Custodi” (un progetto dell’Agenzia Servizi al Settore Agroalimentare delle Marche) con le loro tipicità, tra cui la cipolla di Suasa, la favetta di Fratterosa, i legumi di Appignano, il pomodoro da Serbo, il miele, le tisane, le confetture, il vino e l’olio di oliva. In occasione della Festa si assegnerà anche il “Premio per la Biodiversità agroalimentare nelle Marche”, giunto alla tredicesima edizione e istituito per far conoscere chi sul territorio regionale lavora quotidianamente per ridare centralità al cibo buono e pulito.

Anche l’artigianato tradizionale metterà in mostra lavori in legno e in vimini, pizzi e merletti, cucito e ricami, terrecotte e lavorazioni in vetro, grazie anche a vecchi mestieranti che, con il loro “saper fare”, ridanno vita ad antiche lavorazioni che stanno ormai scomparendo. Il ricco programma di intrattenimenti vedrà protagonisti gruppi folkloristici e stornellatori che fanno da filo conduttore a nuove esperienze, come le street-band e gli artisti da strada, che cercheranno un contatto diretto con il pubblico negli angoli e nelle piazze di uno dei paesi più affascinanti della Regione.

A Serra de’ Conti meritano una visita il Museo delle Arti Monastiche, una struttura unica nel suo genere che racconta oltre cinque secoli di vita claustrale attraverso gli oggetti della vita quotidiana e delle attività manuali delle monache, oltre al Chiostro di San Francesco annesso al Palazzo Comunale, al Monastero di Santa Maria Maddalena e al percorso panoramico di San Paterniano. Per rendere la Festa della Cicerchia il più possibile eco-sostenibile, vengono utilizzate da anni posate e materiali compostabili e biodegradabili, oltre alla carta riciclata sia per uso alimentare che per la stampa dei pieghevoli. Per tre giorni, insomma, Serra de’ Conti legherà storie e profumi, sapori e saperi, arti e memorie, tradizioni e innovazioni: i valori di un mondo vero e genuino!

Gran Tour delle Marche a Porto Sant’Elpidio (FM) con lo stoccafisso - 27/28 ottobre

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Anche Alex Britti e intrattenimenti per tutta la famiglia nel ricco programma di “San Crispino”

Nell’anno del cibo, lo stoccafisso è sempre più un vero e proprio “fenomeno turistico” capace di muovere “pellegrinaggi” del gusto da parte di viaggiatori esperienziali e amanti dei sapori decisi.

Il Grand Tour delle Marche, il circuito di eventi promosso da Tipicità ed Anci, il 27 e 28 ottobre fa tappa a Porto Sant’Elpidio, in provincia di Fermo, per proporre Stocco Fest, un’imperdibile celebrazione del pregiato pesce del nord del globo.

La cittadina rivierasca, dotata di uno scenografico lungomare attrezzato, fruibile da famiglie e sportivi, si propone sempre più come meta valida per tutto l’anno, con un palinsesto di eventi in grado di attrarre turisti e curiosi, facilitati dalla recente apertura del collegamento diretto con l’Umbria.

Lo stoccafisso la farà da padrone per tutta la settimana, ma gli eventi dedicati al merluzzo artico proseguiranno anche nel corso dei mesi successivi. Mercoledì 24, anteprima di lusso, con show cooking e degustazione di Stoccafisso proposti nel ristorante “Il Gambero” a cura dei ristoratori di Porto Sant’Elpidio, mentre da giovedì 25 si potrà gustare sua maestà lo “Stocco” nei locali del circuito “Stocco fest in tour”.

Nell’area degustazioni allestita lungo Via Marinai d’Italia, a due passi dal mare, nel week end sarà possibile consumare uno speciale menù della tradizione elpidiense a base di stoccafisso, che potrà essere gustato anche in abbinamento agli spaghetti ed alla polenta.

Poi, fino a fine anno, nei ristoranti aderenti sono programmati altri due appuntamenti gastronomici di “stoccofest in tour 2018”.

Una autentica festa del gusto vissuta da una città intera, promossa dall’Amministrazione Comunale e gestita da un felice connubio realizzato tra ristoratori ed associazioni di quartiere. L’occasione è la festa di San Crispino, patrono della città, celebrato con intrattenimenti per tutta la famiglia, tra i quali il concerto di Alex Britti in programma sabato sera in piazza Garibaldi.

I ristoranti aderenti al circuito e tutte le iniziative speciali di “Stocco Fest” sono consultabili nella piattaforma www.tipicitaexperience.it e nella app di Tipicità, con la possibilità di costruirsi pacchetti del fine settimana su misura, a contatto con la comunità ospitante.

Redazione

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