FdI alla Francia: "Altro che liberté, pagate i negrieri"

Richiesta etnia ai nomadi, bufera sulla scuola - "Pd unica alternativa alla destra" - Caos Procure, Fuzio anticipa dimissioni - E’ morto l’ex ministro Fantozzi

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FdI alla Francia: "Altro che liberté, pagate i negrieri"

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Fratelli d’Italia scende in piazza per protestare contro le decisioni del comune di Parigi di insignire Carola Rakete di una medaglia Grand Vermeil, la massima onorificenza del Comune di Parigi e di destinare 100mila euro alle Ong che portano in Italia gli immigrati. Una delegazione del partito guidato Giorgia Meloni si è ritrovata questo pomeriggio di fronte all’ambasciata francese a Roma dove è in corso il ricevimento per la festa del 14 luglio, data in cui ricorre l’anniversario della presa della Bastiglia, esponendo lo striscione: "Altro che Liberté, Egalité, Fraternité: sfruttate gli africani, pagate i negrieri". Presenti diversi parlamentari di FdI tra i quali: Francesco Lollobrigida, Isabella Rauti, Giovanbattista Fazzolari, Maria Teresa Baldini; i consiglieri regionali del Lazio di FdI, Chiara Colosimo e Giancarlo Righini; gli esponenti FdI tra cui Roberta Angelilli e Fabio Sabbatani Schiuma. In piazza anche i ragazzi di Gioventù nazionale, il movimento giovanile di Fratelli d’Italia.

Richiesta etnia ai nomadi, bufera sulla scuola

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L’istituto scolastico comprensivo di Fossò e Vigonovo mette a disposizione, per l’iscrizione degli alunni, moduli chiedendo di segnalare se si è in presenza di bambini nomadi e di indicare inoltre se si tratta di Sinti, Rom o Caminanti. Scoppia la bagarre con genitori, forze politiche di sinistra e sindaci dei paesi vicini che chiedono al dirigente scolastico l’immediato ritiro della modulistica ritenuta illegale, e in aperta violazione della Costituzione e della legge Mancino. Lo riporta la stampa locale spiegando che Rifondazione Comunista, con il suo segretario Paolo Benvegnù, annuncia di aver consegnato la modulistica, dopo esserne entrato in possesso, a dei legali e giuristi che agiranno in tutte le sedi amministrative e giudiziarie affinché venga ritirata. Carlo Marzolo, il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo, si giustifica e spiega che la modulistica a cui si fa riferimento serve proprio per dirottare più personale e trovare più fondi a favore di bambini con problemi particolari per seguire il percorso didattico, e fra questi non mancano i bambini nomadi.
Il genitore - si legge nel modulo di iscrizione, riporta ancora la stampa locale,- "dichiara, in base alle norme sullo snellimento dell’attività amministrativa e consapevole delle dichiarazioni a cui va incontro in caso di dichiarazioni non corrispondenti al vero che fra le opzioni che vengono proposte, oltre alla cittadinanza straniera o italiana, c’è anche la condizione nomade con le sotto categorie eventualmente da barrare di Rom, Sinti o Caminanti"

L’ISTITUTO SI DIFENDE: "NOI FRAINTESI" - "Nelle scorse ore è stato obiettato all’Istituto Comprensivo E.L. Corner di Fossò e Vigonovo l’utilizzo di un modulo di iscrizione (peraltro destinato ad un uso interno e saltuario, essendo la regola l’iscrizione on-line) nel quale la richiesta di alcune informazioni di dettaglio potrebbe essere fraintesa come avente carattere discriminatorio". E’ quanto si legge oggi nell’hompage dell’Istituto Corner a proposito delle polemiche legate al modulo di iscrizione.

"A scanso di ogni equivoco - si legge nella precisazione firmata dal dirigente scolastico Carlo Marzolo - va ribadito che l’operato dell’Istituto e di tutti coloro che vi lavorano è teso a tutelare l’interesse di ogni alunna e di ogni alunno, la sua crescita umana e culturale, nel rispetto e nella valorizzazione di ogni caratteristica personale. A questo fine vengono raccolti dati personali, anche sensibili, trattati sempre nella dovuta riservatezza".

"I valori inclusivi - sottolinea ancore il dirigente - sono e debbono essere a fondamento dell’azione di questa come di ogni altra scuola appartenente al sistema scolastico nazionale: lo prevede la nostra Costituzione e la nostra identità europea. Gli atteggiamenti discriminatori - conclude - vanno cercati lontani dalla scuola, che ogni giorno affronta sfide grandissime in condizioni di costante ristrettezza di risorse economiche ed umane".

"Pd unica alternativa alla destra"

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Assemblea dedicata al cambiamento. Questa l’impostazione data al progetto che Nicola Zingaretti sta portando avanti e di cui si parla all’assemblea nazionale all’Ergife. Una sfida doppia per ’aprire’ il Pd: dall’interno, con la riforma dello Statuto che si lega anche alla ’Costituente delle Idee’ che si terrà in autunno; e all’esterno, coinvolgendo associazioni, categorie e cittadini nella costruzione del programma.

IL SEGRETARIO - All’apertura le parole del segretario Nicola Zingaretti: "Siamo in questa nostra assemblea coscienti di aver fatto un primo passo e forti dei risaltati che abbiamo avuto. Ora dobbiamo andare avanti perché siamo l’unica alternativa politica credibile a una destra inquietante e pericolosa". Ora, "vogliamo aprire un processo nuovo, una fase nuova, un secondo atto della rigenerazione del Pd".

"Non voglio solo criticare Salvini, Di Maio e Conte ma li voglio sconfiggere" dice poi Zingaretti, replicando all’assemblea. Il Pd, con la Costituente, "chiami a raccolta quella parte del Paese che vuole combattere. C’è uno spazio immenso, molto più grande di un anno fa, quando è partito il governo Conte".

Quella di Matteo Salvini, spiega il segretario parlando degli avversari della maggioranza, "è la vecchia destra che torna, magari con linguaggi nuovi ma con il pugno di ferro rappresenta interessi dominanti, pensiamo al caso della Sea Watch"; mentre "i 5 Stelle stanno perdendo l’anima, sono diventati una amara stampella che sorregge un progetto che non è il loro".

"Salvini - spiega ancora Zingaretti - vuole la flat tax che non porta benefici ai redditi bassi, è indifferente al fatto che quota 100 sia una pugnalata alle spalle alle nuove generazioni". E ancora: "Ho il sospetto" che il governo "sia filo-russo con i russi, filo-americano con gli americani, filo-cinese con i cinesi. Così l’Italia sta diventando un Paese inaffidabile e sempre più esposto ai rischi e alle scorrerie di troppi attori globali".

"Noi - ribadisce - siamo quelli che non vogliono che nessuna potenza straniera possa condizionare il nostro Paese". Per Zingaretti, "non è tanto il finanziamento ai partiti l’elemento inquietante" dell’inchiesta sui presunti fondi russi alla Lega "ma una strategia politica che avanza su due piani: distruggere le istituzioni europee con accanto forze di destra vecchie e nuove, e il superamento delle collocazione italiana nella Nato". In ogni caso, "non voglio, non credo e non praticherò mai il modello Salvini", quello "dell’uomo solo al comando. E’ il preludio della solitudine e della sconfitta".

"O facciamo una rivoluzione o non ce la faremo", sottolinea quindi alla platea Zingaretti, che aggiunge: "La riforma del partito è necessaria perché lo strumento che abbiamo non è più utile a svolgere la sua funzione. Non ce ne siamo occupati perché c’erano le elezioni ma sul partito dobbiamo cambiare tutto perché tutti sappiamo che cosi non si va più avanti".

"E lo dico non perché che si discute - credo che questo sia un gran bene - ma non si va avanti così perché toppo spesso questo partito è un arcipelago in cui si esercita il potere, c’è gruppo dirigente nazionale attorno a leader ma poi c’è un regime correntizio che appesantisce tutto. Ci sono realtà territoriali feudalizzate che si collocano da una parte o dall’altra, con un leader o un altro a prescindere dalle idee", dice ancora il leader dem.

La commissione sullo Statuto, aggiunge, "sarà un luogo importante ma non voterà una proposta, sarà una cabina di regia, un gruppo di ricerca, di idee, di proposte nuove. La Commissione arriverà a novembre con una proposta, diamoci tempi certi".

"Vi chiedo - aggiunge - di non attendere l’esito della Commissione ma di far partire subito la sperimentazione per essere un partito nuovo nelle forme e nella vita" delle persone. "Molti - dice ancora il segretario - non sanno come entrare nel nostro partito, sperimentiamo dei Punti Pd tematici, territoriali, registrati sulla nostra piattaforma digitale nelle scuole, facoltà, comuni dove non c’è nessuno e dove nessuno sa dove sono finite le chiavi del Circolo perché quel Circolo è chiuso. Muoviamoci".

ORFINI - Ancora prima dell’intervento del segretario, durissime le parole di Matteo Orfini secondo il quale lo statuto Pd "penso che vada stracciato e radicalmente riscritto. Non prevede forme di partecipazione a chi vuole dare una mano alla nostra battaglia". E ancora: "Ci serve anche una base più larga. Partiamo dal foglio bianco, non si deve correggere ma stracciare e riscrivere da capo", ha aggiunto. Poi il riconoscimento all’ex segretario: "Renzi è uno dei leader del Pd. Ha fatto un’iniziativa importante ieri a Milano e ci dà una mano nella battaglia di opposizione".

NOMINATI I VICE SEGRETARI - Con 4 contrari e 28 astenuti, l’Assemblea ha poi approvato la proposta del segretario di nominare Paola De Micheli e Andrea Orlando vice segretari dem

VOTATA COMMISSIONE STATUTO - Quindici componenti e Maurizio Martina presidente: questa la commissione nominata che si occuperà della riforma dello Statuto. Ne fanno parte: Anna Ascani, Valeria Baglio, Caterina Bini, Giulio Calvisi, Stefano Ceccanti, Chiara Luisetto, Simona Malpezzi, Matteo Mauri, Roberto Montanari, Emma Petitti, Teresa Piccione, Mario Rodiguez, Chiara Scuvera, Stefano Vaccari e - come invitato permanente (in quanto presidente di una precedente commissione, si spiega) - Matteo Orfini.

Caos Procure, Fuzio anticipa dimissioni

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Il procuratore generale della Cassazione Riccardo Fuzio ha deciso di anticipare al 21 luglio le proprie dimissioni, dopo essere finito sotto indagine a Perugia per rivelazione di segreto al pm romano Luca Palamara, indagato a sua volta per corruzione. ’’La scelta di richiedere l’anticipazione del collocamento a riposo rispetto alla decorrenza del 20 novembre ha una duplice ragione - ha spiegato Fuzio all’Adnkronos - da una parte garantire la legittima attività dell’ufficio rispetto all’organizzazione interna e dall’altra parte guadagnare la massima libertà di difesa davanti alla Procura della Repubblica di Perugia. Voglio fugare la possibilità che sorgano dei dubbi sul mio operato, polemiche e qualsiasi insinuazione che possa far credere che persegua interessi personali o di terzi’’.

’’Il Procuratore generale Fuzio aveva aderito all’invito di garantire la continuità delle attribuzioni assegnate all’ufficio della Procura Generale fino alla data del 20 novembre 2019", si legge nel comunicato del legale del pg Fuzio, Grazia Volo. "Nella giornata dell’11 luglio 2019, avendo constatato che, nonostante la vicinanza della gran parte dei magistrati dell’Ufficio, non sussistono le condizioni interne per garantire la piena funzionalità dell’Ufficio della Procura Generale nel rispetto dei criteri organizzativi, ha modificato la precedente decorrenza e, con rammarico, ha chiesto di essere collocato a riposo anticipatamente dal 21 luglio 2019".

E’ morto l’ex ministro Fantozzi

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E’ morto ieri a Roma l’ex ministro, professore di diritto tributario, Augusto Fantozzi. Aveva 79 anni. Iniziò la sua carriera politica nel 1994, candidandosi con il Patto Segni. L’anno successivo divenne ministro delle Finanze con il governo presieduto da Lamberto Dini. Tra il 1996 e il 1998 è stato anche ministro per il Commercio estero del primo governo Prodi. In seguito, assunse l’incarico di presidente della commissione Bilancio di Montecitorio. Nel 2008 fu commissario straordinario di Alitalia.

Redazione

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