Florida: perde a un videogioco e spara contro la folla

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Domenica 26 agosto, intorno alle 21:00 italiane (ora locale 13:30), a Jacksonville (Florida), un concorrente del torneo online di Madden, videogioco di Football NFL, dopo aver perso una partita, ha iniziato a fare fuoco sulla folla. Il bilancio è di 4 morti e 11 feriti. Lo stesso aggressore si sarebbe tolto la vita qualche minuto dopo. In rete ha fatto il giro del mondo un video dell’accaduto in cui si vedono alcuni concorrenti giocare e, ad un certo punto, si sentono degli spari di sottofondo. Secondo quanto riportato da testimoni che erano presenti in zona, si è trattata di una vera e propria follia sfociata in tragedia. La polizia accorsa sul posto ha messo in sicurezza la zona del Game Bar, dove si stava svolgendo il torneo Madden, sempre molto affollata per la presenza di bar, negozi, ristoranti ed eventi. Con un tweet la polizia ha voluto poi rassicurare i presenti, invitandoli a non uscire convulsamente dall’area e a chiamare il 911, numero di emergenza, per farsi soccorrere sul luogo dell’accaduto. Gli inquirenti avrebbero identificato l’aggressore: si tratterebbe di David Katz, 24enne di Baltimora.

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Durante la sparatoria, in uno dei bar della zona era presente anche Drini Gjoka, vincitore dell’edizione precedente del Madden Challenge. Il giovane ha espresso in un tweet tutta la sua paura per quanto accaduto, anche perché l’aggressore gli avrebbe sparato, colpendolo fortunatamente solo di striscio. “Sono fortunato. Il proiettile ha colpito il mio pollice. Il peggior giorno della mia vita. Ora me ne vado e non tornerò mai più” ha dichiarato infatti l’ex campione di Madden.

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Rick Scott, governatore della Florida, si è subito messo in contatto con le autorità locali. Lo stesso ha fatto anche l’Fbi, per monitorare la situazione, scongiurando l’ipotesi di terrorismo. Il presidente Donald Trump ha seguito gli sviluppi della vicenda da un campo da golf.

Negli Stati Uniti sono sempre più frequenti tragedie come questa, in cui la pazzia di un singolo individuo si scatena contro la folla. Difatti, la sparatoria di Jacksonville ha ricordato molto la strage di Orlando, in Florida, avvenuta nel 2016 durante le elezioni presidenziali. Sempre nello stesso anno, un 29enne fece fuoco in un locale frequentato da gay. In quel caso il bilancio fu drammatico: 49 morti e 53 feriti. Il 14 febbraio scorso, nel giorno di San Valentino, è avvenuta un’altra sparatoria nel Marjory Stoneman Douglas, nella cittadina di Parkland. Tutti questi episodi hanno portato i cittadini, stanchi di questo clima di terrore, ad avviare campagne e manifestazioni contro la legalizzazione delle armi.

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Il 5 marzo di quest’anno, Rick Scott ha firmato un decreto, diventato poi legge, chiamato Marjory Stoneman Douglas high school public safety act in memoria della tragedia di Parkland. Questa legge innalza l’età minima per possedere un’arma dai 18 ai 21 anni, vietando la vendita dei bump stocks, congegni che permettono di trasformare un fucile in un’arma semiautomatica. Inoltre, questo decreto assicura più fondi e controlli nelle scuole, per garantire una maggiore sicurezza degli studenti. La National Rifle Association, l’organizzazione statunitense che si batte per i diritti dei possessori di armi, ha intentato una causa contro la Florida, sostenendo che la nuova legge sarebbe un atto incostituzionale.

Francesco Ambrosio

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