Fotoreporter italiano ferito in Siria

Le forze democratiche si preparano a liberare l’ultima roccaforte jihadiste

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Il fotoreporter italiano Gabriele Micalizzi, inviato della Cnn, è rimasto ferito nella zona di Deir Ezzor, nell’estremo oriente siriano, zona ad oggi militarmente calda. Le forze democratiche curdo-siriane Fds, sostenute dalla coalizione guidata dagli Stati Uniti sono infatti impegnate nell’avanzata verso il villaggio di Baghouz, l’ultima roccaforte jihadista, al confine con l’Iraq. Dal 2014 l’Isis detiene il controllo delle terre sul confine iracheno, ma negli anni, molteplici offensive, hanno ridotto notevolmente l’estensione del califfato, delimitandolo ad una ristretta enclave che circonda il villaggio di Baghouz, per l’appunto la zona di Deir Ezzor.

cms_11792/2v.jpgIl villaggio, situato sulla riva orientale del fiume Eufrate, sarebbe asserragliato nella morsa di 600 miliziani, ma secondo quanto dichiarato da Mustafa Bali, portavoce delle Forze democratiche siriane, si sarebbero ottenuti grandi progressi sul fronte; circa 41 le posizioni da cui le milizie jihadiste si sarebbero ritirate, permettendo la distruzione delle loro fortificazioni. Il terreno è ormai pronto per l’ultima fase della battaglia che secondo le prospettive delle forze curdo-siriane dovrebbe volgere al termine il prossimo sabato, con la liberazione di Baghouz. Nel frattempo la zona è stata evacuata e circa 20mila civili sono stati trasferiti. Per quanto riguarda il fotoreporter italiano, sarebbe stato colpito al volto da delle schegge e ricoverato inizialmente nell’ospedale della base americana “Omar field”, ma poi trasferito a Baghdad secondo quanto riferito da Alberto Simoni, caporedattore degli esteri de “La Stampa”. La Farnesina invece garantisce che la sua unità di crisi è al lavoro per prestare assistenza, e riferisce che probabilmente Migalizzi sarà rimpatriato in giornata.

Federica Scippa

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