GEISHA, FEMME FATALE O DARK LADY?

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Quali caratteristiche dovrebbe avere la donna ideale per sedurre un uomo? Gli uomini orientali direbbero senza ombra di dubbio: timida, discreta e accondiscendente.

Da questa parte d’Occidente gli uomini gradirebbero che la loro donna fosse bella, attraente, informata (sebbene timida e discreta li farebbe stare più tranquilli) e disponibile sempre agli approcci amorosi, il che non guasta. Una donna che sia una scelta per la vita, di certo dovrebbe corrispondere a questi canoni. Sebbene gli uomini siano attratti da un bel sorriso che denota positività e voce melodiosa (mai in tonalità baritonale) e disponibilità immediata, lungi dall’essere troppo desiderata.

Dal Giappone rifulge l’immagine della geisha, l’ideale di sublimazione per ogni uomo che cerca compagnia. Nell’immaginario collettivo la geisha rappresenta il simbolo di raffinatezza e ricercato erotismo. La geisha non ha esclusivo interesse per l’approccio sessuale e l’incontro con un uomo non preclude una situazione erotica, ed è sempre lei a decidere se starci o meno. È un’artista del mondo. E’ istruita, canta, seduce e intrattiene danzando. E conosce tutti i segreti per incantare un uomo.

E’ un mestiere antico il suo ed è una professionista nell’arte di intrattenere, sebbene non sia una prostituta. Noi occidentali la immaginiamo come una bambolina con il viso imbiancato e le labbra laccate di rosso, con il suo kimono frusciante, ma non è solo questo: è una dottoressa dell’amore, che asseconda il desiderio dell’uomo di essere dominato in maniera incantevole. Si chiamano maiko le adolescenti del terzo millennio che sognano di diventare geishe, e studiano l’antica arte giapponese, tradizione vecchia di oltre trecento anni.

Questo tipo di donna che della femminilità ne ha fatto una professione, piace molto agli uomini per supplire qualche volta al solito amico; intrigante e fantasiosa, è capace di intrattenerti anche con discorsi di politica e sport, mentre fa un massaggio con le sue mani delicate, senza il rischio di fraintendimenti. Questo è il suo potere.

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La dedizione piace agli uomini e le geishe come noi donne occidentali, possiedono insieme autonomia, libertà e competenza. Ed è per questo mix di sottomissione, dedizione e commistione di saperi che sull’uomo esercita un forte ascendente. La geisha ha inoltre grande capacità di ascolto, che spesso noi di queste parti, non sappiamo garantire prese da mille impegni.

Questa figura, tra l’antico e il moderno pensiero, è decisamente diversa dalla femme fatale da cui i nostri uomini restano piacevolmente colpiti come opzione di riserva. Per niente sottomessa racchiude in sé un mix di fascino, mistero seducente, aspetto attraente ed è anche un po’ cattiva. Nasce in Francia attraverso un concetto che si diffonde in poco tempo in tutta la letteratura europea, ed è spesso ripreso in molti spettacoli teatrali o cinematografici, rendendola anche accessibile.

Il personaggio di femme fatale è affine per certi versi a quello della dark lady, sebbene le due figure non coincidano del tutto. Entrambe conservano una personalità maliziosa e disinvolta ma la dark lady è anche malvagia, con un forte desiderio di annientare gli uomini. Il mito della donna fatale nel corso della storia si è evoluto. Questo tipo di donna ha perso molto del suo fascino, soprattutto perché manchevole di dolcezza (e questo fa un po’ paura).

La femme fatale, inizialmente sottomessa e peccatrice, passa ad assumere una figura con forte personalità, consapevole della propria bellezza. Da menzionare le indimenticate Salome o Giuditta per esempio, capaci di avere la meglio su condottieri valorosi, che come premio della loro femminilità malata, portano per l’eternità il triste trofeo di una testa d’uomo, adagiata su un vassoio d’argento.

Susy Tolomeo

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